giovedì
14 Maggio 2026

Primi contributi per i veicoli danneggiati, in provincia 657 su 910 bonifici totali

Le richieste dal Ravennate sono state quasi 3.500 sulle 5.300 di tutta la regione

Emergenza alluvioni in Emilia-Romagna. Esondazione del fiume Montone ed allagamento del quartiere Romiti a Forlì

L’Emilia Romagna ha annunciato che è in corso l’erogazione dei contributi per la sostituzione e riparazione di autoveicoli, ciclomotori e motocicli danneggiati, resi inservibili o rottamati dopo gli eventi alluvionali di maggio scorso. Su un totale di 5.300 domande presentate (per un totale di 17,8 milioni di euro) in regione tramite bando, 3.461 provengono dalla provincia di Ravenna. Segue quella di Forlì-Cesena con 1.664 richieste. Saranno oltre 900 i cittadini riceveranno un contributo per la riparazione di veicoli danneggiati, per un totale di circa 1 milione e 200mila euro.

«Sui 910 bonifici effettuati dalla Regione finora, per un totale di circa 1 milione e 200mila euro, 657 sono destinati a cittadini della provincia di Ravenna», specifica il sindaco Michele de Pascale.

Si tratta di risorse provenienti dalla raccolta fondi della Regione “Un aiuto per l’Emilia-Romagna”. Sul totale raccolto, 27 milioni sono stati destinati a questo bando, aperto il 31 ottobre e tuttora attivo, che prevede contributi fino a 5mila euro per sostituire le auto e 700 euro per i ciclomotori o motocicli, fino a 2mila invece per ripararli.

«Il territorio di Ravenna – continua de Pascale – è stato quello maggiormente danneggiato dagli eventi alluvionali, come è evidente anche dai numerosi contributi erogati. Ringrazio chi ha aderito alla raccolta fondi e la Regione Emilia-Romagna per aver messo a disposizione con efficienza queste risorse, che rappresentano un passo concreto per offrire un po’ di respiro ai cittadini colpiti dall’alluvione, che ad oggi dopo otto mesi aspettano ancora dal Governo gli indennizzi per i beni mobili».

Le Fondazioni bancarie della Romagna devolvono 250mila euro agli alluvionati

Il nuovo progetto, nato dalla collaborazione tra Croce Rossa Italiana e Cassa di risparmio di Ravenna vuole dare un sostegno concreto ai cittadini che hanno subito danni a case, mobili e arredi

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Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e Croce Rossa Italiana di Ravenna presentano il “Progetto Fondazioni per la Romagna”, un fondo di emergenza speciale di 250mila euro per far fronte in parte ai danni subiti dai cittadini del Comune di Ravenna per la devastante alluvione del maggio 2023, che consentirà di garantire un aiuto concreto ai cittadini di Ravenna e provincia che hanno subito danni a case, mobili e arredi per i tragici fatti della primavera scorsa. L’iniziativa è stata annunciata alla presenza di Ernesto Giuseppe Alfieri, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, e di Claudio Angeli, presidente della Croce Rossa Italiana Comitato di Ravenna.

Il progetto è partito nell’immediato periodo post alluvione, grazi a Acri (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio), che ha avviato una raccolta di fondi tra le proprie associate, banche appunto e fondazioni, per garantire un aiuto concreto ai cittadini. La raccolta consente oggi di stanziare 250mila euro attraverso l’Associazione tra le fondazioni di origine bancaria dell’Emilia Romagna che sul territorio si avvale della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e della Croce Rossa Italiana sezione di Ravenna. 

Per accedere alle erogazioni i cittadini interessati dovranno compilare l’apposito modulo a disposizione sul sito della Croce Rossa Italiana: il fondo prevede l’assegnazione complessiva del denaro per l’acquisto di arredi e mobili e per il ripristino dei danni post-alluvione. Il modulo per la richiesta del contributo verrà pubblicato sul sito della Croce Rossa Comitato di Ravenna e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.

Dopo mesi di restauro, la Deposizione del Jacopone torna alla pinacoteca di Faenza

La monumentale pala d’altare proveniente dalla Chiesa di San Rocco acquista nuova vita grazie agli interventi di recupero finanziati da un mecenate svizzero

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La grande pala con la Deposizione dalla Croce, proveniente dalla chiesa di San Rocco, è di nuovo in mostra all’interno della Pinacoteca Comunale faentina. L’opera di Jacopone da Faenza è tornata in esposizione dal 22 gennaio, dopo un complesso lavoro di restauro durato circa tre mesi.

Si tratta di una pala d’altare alta quasi 4 metri e larga oltre 2, realizzata nel periodo di piena maturità dell’artista quando, dopo gli studi all’Accademia di San Luca di Roma, si ritrasferisce nella natia Faenza, dove rimarrà fino alla morte continuando a produrre lavori di grande impegno, tra i quali la Deposizione per l’Oratorio di San Rocco (1552-1553), l’Incoronazione della Vergine, e nella parte inferiore la Disputa sull’ Incoronazione della Vergine e Santi Benedetto, gli evangelisti Giovanni e Matteo, San Giovanni Battista e san Celestino papa per la chiesa dei Celestini firmata e datata 1565 (entrambe nella Pinacoteca Comunale di Faenza). 

L’intera impresa di restauro della Deposizione, compreso il trasporto dell’opera, complicato dalle elevate dimensioni, è stata finanziata da un generoso donatore privato, lo svizzero Auguste de Castelbajac. Il mecenate ha voluto fare un regalo alla città di Faenza e alla sua arte, scegliendo tra le molte opere della Pinacoteca Comunale che hanno bisogno di un intervento di conservazione l’indiscusso capolavoro di un artista faentino purosangue. 

Gli interventi di recupero sono stati svolti a Firenze, dove Alberto Dimuccio ha restaurato la parte lignea, mentre Luisa Landi e Debora Minotti si sono prese cura della superficie pittorica.

Il legno del supporto, costituito da ben undici tavole una sopra l’altra, col tempo si era deformato causando cadute di colore che erano state fermate con toppe di carta giapponese. «L’aspetto del dipinto era quello di un ferito tutto incerottato, e guardandolo lo sguardo si soffermava più sui problemi, evidenziati dalle fermature di carta, che sulla qualità dell’opera. Ora possiamo di nuovo ammirare il dipinto in tutta la sua bellezza» fanno sapere dalla pinacoteca.Pinac3

Le opere create da Jacopone dopo il rientro a Faenza godono dell’esperienza e degli studi maturati in tutta Italia, dalle collaborazioni con artisti di prim’ordine come Battista Dossi e Girolamo da Carpi, all’affresco della cupola di San Vitale a Ravenna e la decorazione di Castel Sant’Angelo a Roma. Anche la Deposizione vede concentrarsi su di sè tutta la cultura e l’originalità dell’artista, come in una grande macchina teatrale, traboccante di emozione religiosa.

«Il restauro della Deposizione di San Rocco -spiega il sindaco di Faenza Massimo Isola – è stato un grande regalo a Faenza da parte di Auguste de Castelbajac, un mecenate straniero che si è interessato alla nostra Pinacoteca Comunale e che ringrazio anche a nome della cittadinanza. La Pinacoteca è, tra i nostri monumenti, un gioiello che da qualche tempo sta vivendo una nuova stagione di rinascita. E questo finanziamento importante è un riconoscimento allo straordinario tesoro esposto nelle sue sale ma anche a una delle più squisite manifestazioni dell’arte faentina ai suoi massimi livelli: il pittore del dipinto appena restaurato, Giacomo Bertucci, era non a caso chiamato Jacopone da Faenza.  Nel Cinquecento era stato attivo in tutta Italia con i più celebri artisti del suo tempo, e aveva portato con sé ovunque il nome della nostra città». 

All’Alighieri un’opera sul mito di Ulisse, con la firma dell’ex ministro Bianchi

Dalla collaborazione tra Ravenna Teatro e Teatro Comunale di Ferrara nasce Le guerre di Ulisse, uno spettacolo di condanna al conflitto bellico che vedrà in scena Frida Bollani Magoni, la banda giovanile Jhon Lennon e il Coro Accademia Vittore Veneziani

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«Siamo abituati a vedere Ulisse come un personaggio eroico, invece al centro di quest’opera c’è un uomo che torna a casa dopo vent’anni e scopre che la guerra non è eroica, non lo è mai». Con queste parole Patrizio Bianchi, ex Ministro all’Istruzione e oggi professore emerito dell’Università di Ferrara (di cui è stato rettore dal 2004 al 2010, introduce Le guerre di Ulisse, progetto interdisciplinare che unisce letteratura, musica e recitazione in un’opera moderna, una coproduzione del Teatro Comunale di Ferrara e del Teatro Alighieri di Ravenna.

Lo spettacolo, in scena al Teatro Alighieri mercoledì 7 febbraio alle 20.30 (e in replica il giorno seguente con una matinèe per gli studenti), nasce dalla collaborazione di Bianchi, che firma il libretto dell’opera, con la Fondazione Scuola di Musica Carlo e Guglielmo Andreoli di Mirandola, diretta da Mirco Besutti, e il compositore Marco Somadossi.

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Le musiche originali di Somadossi sono affidate alla Banda giovanile “John Lennon”, composta da novanta musicisti fra i 13 e i 25 anni che include persone con disabilità. In scena anche Frida Bollani Magoni come voce solista e pianista (oltre che autrice di alcune parti dello spettacolo). Figlia d’arte, (i genitori sono infatti Petra Magoni e Stefano Bollani) ha cominciato a studiare il pianoforte all’età di sette anni sotto la guida di Paolo Razzuoli, che le ha insegnato la notazione musicale in Braille. Con lei,  l’attore e doppiatore Luca Violini, la cui magistrale voce ripercorre il ritorno di Ulisse a Itaca e  Teresa Auletta a guidare il Coro Accademia Vittore Veneziani.

Inedite macchinazioni: umili, pazienti, micidiali. Questo è quanto ordisce Ulisse, questo porta alle sue guerre. Ma «la guerra non è mai la soluzione – come ricorda Bianchi – del resto è scritto chiaramente nella nostra Costituzione, che la ripudia». Un dramma scorre lungo note musicali dove il ritorno di Ulisse a Itaca diventa un’occasione per riflettere sul presente, una denuncia dell’insensatezza della guerra e un messaggio di speranza in questo nostro complesso momento storico, tra momenti malinconici dal sapore jazz, episodi epici, eroici e marziali accompagnati da un coro che fa da eco a tragedie e disillusioni ineluttabili.

Il testo sceglie il punto di vista di Penelope, nel momento del ritorno a casa dello sposo. Nel suo lungo viaggio Ulisse prende coscienza di quanto sia inutile far uso della violenza per regolare i conflitti. «La guerra doveva essere veloce e fatta di gesta su cui costruire leggende eterne e invece è stata lunga e ha portato morte, distruzione e odio», dice in un passaggio fondamentale della nuova opera; una presa di coscienza che oggi suona sinistramente attuale. «Scrivere questa musica – racconta il compositore Marco Somadossi – è stato da un lato sublime ma anche terrificante. Ulisse nel suo viaggio non capisce il dramma che sta vivendo. Io ho cercato di tradurre questo sentimento in musica, come un viaggio dentro noi stessi, alla ricerca delle conseguenze che le nostre azioni hanno sempre sugli altri. Anche noi, come Ulisse, alle volte non capiamo».Le Guerre Di Ulisse Ph Marco Caselli Nirmal Teatro Comunale Ferrara YE130 0396 2

Se infatti nella tradizione omerica Ulisse è un eroe carismatico e saggio, il nuovo spettacolo ce lo svela come un uomo solo e provato dall’esistenza, che rientra in patria dopo vent’anni di assenza e diventa oggetto del risentimento delle famiglie di quanti lo hanno accompagnato in guerra, lusingati dalle promesse di ricchezza e gesta gloriose e mai più tornati. L’antieroe si deve confrontare con il passato, per rendersi conto di essere stato uno strumento per alimentare il conflitto ma soprattutto che la guerra ha solo conseguenze nefaste. In apertura e chiusura dell’opera, Ulisse si rivolge al mare, che da sempre regge la redini del suo destino e, alimentando il suo insaziabile desiderio di conoscenza, lo ha spinto alla scoperta dell’ignoto.

Per acquistare le prevendite dello spettacolo è possibile rivolgersi alla biglietteria del Teatro Alighieri chiamando lo 0544 249244. Il costo dei biglietti è 10 euro per gli adulti e 5 per gli under 18.

A Russi il Comune è sempre più digitale per facilitare il dialogo con i cittadini

Nel corso del 2023 diverse novità nei servizi della pubblica amministrazione

keyboardIl Comune di Russi diventa sempre più digitale. Prosegue il percorso di innovazione e semplificazione dei servizi ai cittadini. Un comunicato per la stampa riassume le novità introdotte nell’arco del 2023 all’interno di più aree dell’amministrazione pubblica locale.

Polizia locale
Introdotto l’uso dei palmari per i cosiddetti “preavvisi di sosta” posti sul parabrezza dei veicoli che violano il divieto di sosta/fermata, e per alcuni verbali di violazione del Codice della strada. Con questa modalità la lettura e la modalità di pagamento risulta più agevole per l’utente (inquadrando il QrCode presente sull’avviso) e la procedura di trascrizione dei verbali è automatizzata.

Area Urbanistica e Ambiente
Lo scorso novembre attivata la modalità Pago Pa per i servizi di pagamento online. Inoltre, per i servizi Sportello Unico Edilizia e Prevenzione del rischio sismico, Urbanistica, Ambiente e Sportello Unico Attività Produttive, i cittadini o i tecnici incaricati possono effettuare il pagamento volontario dei diritti di segreteria in maniera autonoma, autenticandosi tramite Spid o Cie.

Servizi finanziari
Nuovo software: il cittadino potrà gestire online in un unico punto, all’interno del portale dei pagamenti (https://portale-russi.entranext.it), tutte le sue pendenze tributarie.

Cultura e Sport
Consolidata la procedura di pagamento delle entrate tramite Pago Pa per le tariffe di utilizzo in concessione dell’impiantistica sportiva, per le concessioni da convenzioni con società sportive per la gestione degli impianti sportivi, per le tariffe di utilizzo in concessione del Teatro comunale e delle sale per convegni e iniziative.

Servizi alla cittadinanza
Attivata la modalità online per le iscrizioni al Centro Paradiso Estivo e per richiedere i voucher per la frequenza dei centri estivi (modalità solo cartacea fino al 2022).

Liste elettorali
Nel mese di dicembre 2023, grazie al contributo del Pnrr, si è concluso il processo di digitalizzazione e di integrazione delle liste nell’Anpr (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente). In tal modo, è stata dematerializzata la tenuta e l’aggiornamento delle liste elettorali. L’inserimento telematico dei dati elettorali permetterà ai cittadini di utilizzare i servizi in ANPR anche per la consultazione della propria posizione elettorale, per il rilascio in modalità digitale della certificazione relativa al godimento dell’elettorato attivo e per eventuali richieste di rettifica dei propri dati. Inoltre, questo tipo di gestione garantirà uno snellimento delle operazioni di aggiornamento del corpo elettorale, una semplificazione degli adempimenti degli Uffici elettorali e una riduzione dei costi di gestione, limitando l’utilizzo del materiale cartaceo.

Nuovo sito web
Il percorso di innovazione prosegue anche nel 2024, con la realizzazione di ulteriori progetti finanziati dal Pnrr per un importo complessivo di oltre 360 mila euro, il più rilevante dei quali è l’adeguamento del sito istituzionale alle nuove specifiche dell’Agenzia per l’Italia digitale (Agid)  e l’attivazione della piattaforma per appuntamenti/istanze on line (circa 155 mila euro).

Entro marzo la darsena di città avrà un pontile per l’accesso all’acqua

In corso il cantiere sulla banchina destra davanti all’Almagià per una struttura senza barriere architettoniche che consenta l’accesso a tutti

Pontile Ok 2Entro i primi giorni di marzo, secondo l’annuncio dell’Autorità portuale di Ravenna, si concluderanno i lavori sulla banchina destra della darsena di città per la realizzazione di un pontile metallico con passerelle basculanti in funzione delle variazioni idi marea, che possa garantire un punto di accesso all’acqua in mobilità sostenibile, abbattendo le barriere architettoniche, finalizzato a garantire l’uso dell’acqua da parte di tutta la collettività per una sempre maggiore interazione dello spazio portuale con la città.

La struttura ha come punto di accesso l’attuale rampa inclinata, posta sulla passerella lungo il canale Candiano, situata davanti all’Almagià, già realizzata dal Comune di Ravenna in un diverso appalto precedente.

Vi sarà un pontile galleggiante utilizzabile compatibilmente con le condizioni di marea che in testa al canale Candiano si possono presentare nel corso dell’anno. L’intera opera sarà realizzata in acciaio zincato per le parti emerse, mentre nelle zone di bagna asciuga sarà previsto un trattamento aggiuntivo di protezione mediante un ciclo di verniciatura per ambiente marino.

La pavimentazione, al fine di poter rendere l’opera a livello estetico omogenea e compatibile con il resto dell’attuale contesto urbano, sarà costituita di doghe in legno, resistente all’ambiente marino, tali da porsi in continuità con la passerella pedonale, denominata “Passeggiata lungo canale”, della quale si sta realizzando l’ultimo tratto.

Il nuovo pontile potrà essere l’occasione per nuove possibilità d’uso anche per una futura eventuale concessione di spazi acquei della Darsena di Città con finalità di interesse pubblico, ricreativo o imprenditoriali.

I lavori sono eseguiti dalla società Nautilus srl. L’opera rientra nel programma di riqualificazione urbana della darsena, candidata dal Comune di Ravenna nel bando straordinario di interventi per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie – emesso dalla Presidenza del consiglio nel 2016. L’Autorità portuale, soggetto attuatore dell’intervento su richiesta del Comune, è partita dal progetto preliminare originale elaborato dal Comune e ha redatto il progetto esecutivo. Nel luglio scorso sono stati aggiudicati i lavori.

Lavori in corso a Conselice per posare 1.500 metri di condotta per l’acquedotto

Il cantiere nelle vie Baldini e Guglielma servirà per aumentare portata, efficienza e funzionalità della rete potabile

Sono in corso i lavori di Hera a Conselice per la posa di nuove condotte idriche per potenziare la rete acquedottistica lungo le vie Nullo Baldini e via Guglielma, fino all’abitato di Chiesanuova. L’intervento, iniziato i primi di dicembre 2023, prevede la posa di una condotta in Pvc in via Nullo Baldini per una lunghezza di 340 metri e lungo la via Guglielma per una lunghezza di 1.200 metri. Le nuove condotte permetteranno di aumentare la portata, l’efficienza e la funzionalità della rete, con conseguente eliminazione delle perdite. La conclusione dei lavori è prevista entro il mese di febbraio 2024.

«Si tratta di un intervento importante per migliorare l’efficienza della rete acquedottistica e ridurre gli sprechi – ha sottolineato la sindaca Paola Pula -. Dopo la messa in sicurezza del potabilizzatore, si tratta di un ulteriore miglioramento delle nostre infrastrutture idriche, importanti anche pensando a un futuro dove l’acqua sarà sempre più preziosa».

Ha aperto il Cau di Ravenna. Entro i primi mesi del 2025 saranno sei in provincia

I centri di assistenza e urgenza sono mini pronto soccorso per i casi meno gravi. In arrivo anche a Faenza, Castel Bolognese, Lugo e Conselice

Ha inaugurato ieri (22 gennaio) al Cmp il primo Cau di Ravenna, il centro di assistenza e urgenza che funge da sorta di pronto soccorso per i casi meno gravi (ne avevamo parlato qui, con tutte le info utili per accedervi).

«Si tratta di un servizio molto importante che cerca di affrontare uno dei problemi fondamentali della nostra sanità, quello dell’enorme numero di accessi al Pronto soccorso e delle lunghissime conseguenti attese – ha dichiarato durante l’inaugurazione il sindaco Michele de Pascale -. Stiamo lavorando per ampliare il Pronto soccorso, ma dobbiamo essere certi di riservarlo ai casi veramente urgenti per i quali sono necessari specialisti in medicina di urgenza. Da tempo sappiamo che tante prestazioni erogate in Ps rispondono a codici bianchi e codici verdi; per offrire una risposta alla bassa intensità dobbiamo potenziare la medicina territoriale, con la rete delle case della salute, con il lavoro con i medici di medicina generale, e da oggi anche con il Cau, un tassello fondamentale».

Entro i primi mesi del 2025 l’Ausl prevede di avere sei Cau in provincia. Dopo Cervia (già attivo da fine 2020, ma inizialmente con un altro nome) e Ravenna, saranno attivati quelli di Lugo, Conselice, Faenza e Castel Bolognese.

A Faenza è in corso l’organizzazione logistica e progressivamente l’allestimento strutturale delle sedi e l’attribuzione di personale. «L’entrata in funzione è prevista verosimilmente nel secondo semestre 2024 – spiega la dottoressa Donatina Cilla, direttrice del distretto faentino dell’Ausl Romagna –. La collocazione è in via di definizione: sono in corso verifiche circa l’ipotesi nella sede della ex guardia medica di via Marconi».

A Castel Bolognese verrà allestito nella Casa di Comunità. Nelle sedi individuate sono previsti interventi di restyling strutturale e allestimento funzionale, con costi in fase di valutazione.

Entrambi saranno operativi h12 sette giorni su sette. Secondo una previsione di massima potrebbero essere attesi tra 30 e 40 utenti al giorno per ciascun Cau.

Il Cau di Lugo verrà aperto tra il secondo semestre del 2024 e i primi mesi del 2025. «È stata individuata la collocazione definitiva al piano terra della nuova Casa della comunità (Cdc) nell’area dell’ex acetificio Venturi – spiega la dottoressa Federica Boschi, direttrice del distretto di Lugo dell’Ausl –. In attesa dell’ultimazione della Cdc, il Cau verrà sistemato al padiglione C dell’ospedale».

È previsto un secondo Cau nel Lughese alla Casa di comunità di Conselice, anche questo aperto h12, 7 giorni su 7 come sarà quello di Lugo.

Il Comune di Lugo ha controllato 159 alberi e 9 dovranno essere abbattuti

La decisione in base alla relazione agronomica che mostra gravi alterazioni non recuperabili

Via BrignaniIl Comune di Lugo ha disposto l’abbattimento di 9 alberi pubblici su 159 controllati. Gli interventi sono in programma il 23 gennaio. I controlli fanno parte di quelli che l’amministrazione comunale dispone periodicamente sulle alberature pubbliche.

Quelli da abbattere sono un acero in piazza Marsala, un pioppo cipressino in via Petrarca, tre platani in viale Masi, via Colombo e viale Dante, un tiglio in via Brignani, un pioppo bianco nel parco “4 zug” di Voltana, un ippocastano in via Ricci Curbastro, una quercia in vicolo Cattaneo. La relazione agronomica raccomanda gli interventi per motivi di incolumità pubblica dato che le prove strumentali hanno riscontrato delle gravi alterazioni, con conseguenti condizioni fitosanitarie compromesse e non recuperabili.

L’assessora all’Ambiente Maria Pia Galletti sottolinea che «l’ambiente urbano non è il più congeniale per gli alberi che soffrono per la mancanza di spazio per le radici, per l’impermeabilità dell’asfalto e del cemento e per la scelta di specie non sempre adatte al contesto. La decisione, sempre difficile vista l’importanza degli alberi per la vita, va quindi inquadrata in questo scenario, per evitare incidenti a tutela della collettività. Gli alberi saranno sostituiti, non necessariamente nello stesso luogo ma in punti che risultino i più adatti possibili per il loro sviluppo».

Una pietra d’inciampo dedicata a Ida Caffaz, ebrea lughese morta ad Auschwitz

Proviene dalla bottega dell’artista Gunter Demnig ed è esposta in sala Baracca

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In questo 2024 le celebrazioni del Giorno della Memoria a Lugo assumono un particolare significato per la posa della pietra d’inciampo dedicata a Ida Caffaz, ebrea lughese deportata a Auschwitz che non sopravvisse alla prigionia. La pietra proviene dalla bottega dell’artista Gunter Demnig che da anni realizza queste targhe di ottone che vengono installate di fronte ai luoghi dove le persone sono state prelevate con la forza. La posa della pietra è in programma domenica 28 gennaio in corso Matteotti 103, in una cerimonia durante la quale sarà letto un messaggio della senatrice a vita Liliana Segre che viaggiò nello stesso convoglio di Ida Caffaz.

Alla posa partecipa la parlamentare europea Alessandra Moretti, il presidente della Comunità Ebraica di Ferrara Fortunato Arbib, il rabbino Luciano Caro e il sindaco Davide Ranalli. La mattina si apre in sala Estense alle 10 con una presentazione della pietra d’inciampo e una contestualizzazione del periodo storico a cura di Giuseppe Masetti dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Ravenna e provincia. A seguire, dalla sala Estense si arriva in corteo corso Matteotti 103, indirizzo che è stato possibile reperire grazie alle ricerche svolte presso i fondi dell’Archivio Storico Comunale e nella documentazione agli atti dei servizi demografici.

La pietra d’inciampo è esposta in sala Baracca da oggi e fino a venerdì 26 gennaio dalle 9 alle 12, sabato 27 gennaio Giorno della Memoria dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. L’accesso è libero, le classi interessate a visitarla con i loro insegnanti possono prenotarsi contattando l’ufficio eventi del Comune.

La posa della pietra è il momento culminante di una settimana che vede anche la celebrazione del Giorno della Memoria in Consiglio Comunale, nella serata di giovedì 25 gennaio a partire dalle 20 con un intervento di Ines Miriam Marach che descrive la figura di Ida Caffaz e la comunità ebraica lughese (il Consiglio Comunale si può seguire in diretta streaming sul canale Youtube del Comune di Lugo). È stato proprio il Consiglio Comunale a deliberare all’unanimità il 24 novembre 2022 l’adesione al progetto della pietra d’inciampo.

Sempre giovedì 25 gennaio, alle 17.30 nella sala Codazzi della biblioteca Trisi, la direttrice Maria Chiara Sbiroli coordina gli interventi dell’assessora alla Cultura Anna Giulia Gallegati, del direttore dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Ravenna e provincia Giuseppe Masetti e della studiosa di storia e cultura ebraica italiana Ines Miriam Marach. Gli studenti del Liceo di Lugo raccontano il loro viaggio ad Auschwitz.

Sabato 27 gennaio Giorno della Memoria, alle 10.30 il sindaco Davide Ranalli depone la corona alla lapide che si trova all’ingresso della Rocca con i nomi degli ebrei lughesi deportati e uccisi nei campi di concentramento.

Il 6 febbraio, giorno dell’uccisione di Ida Caffaz, visite guidate delle scuole nell’ex ghetto ebraico di Lugo e nel luogo dove è stata posata la pietra.

Si gira un film a Marina Romea: giornata di casting per ragazzi, mamme e anziani

Il 29 gennaio appuntamento alla pro loco di Porto Corsini per piccoli ruoli e comparse

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La casa di produzione Wildside organizza una giornata di casting a Porto Corsini per individuare comparse e piccoli ruoli per il film Paternal Leave che verrà girato tra febbraio e marzo a Marina Romea.

Si cercano persone della zona di Ravenna e dei lidi nord (Porto Corsini, Marina Romea e Casal Borsetti) e in particolare ragazze e ragazzi tra i 16 e i 22 anni; una mamma giovane con figlio o figlia; una donna di una cinquantina d’anni; uomini di 60 anni; una donna di circa 75 anni e un uomo di circa 85 anni.

Gli interessati dovranno presentarsi il 29 gennaio dalle 10 alle 18 per il provino alla pro loco di via Po 29, a Porto Corsini.

I minorenni dovranno essere accompagnati da un adulto di riferimento.

Per informazioni: paternalcasting@gmail.com

Dopo l’alluvione, a Faenza riapre il Museo Carlo Zauli

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I volontari impegnati al Museo Zauli dopo l’alluvione

Il Museo Carlo Zauli (Mcz) di Faenza annuncia la riapertura al pubblico dopo il lungo periodo di chiusura dovuto ai lavori di ristrutturazione necessari a seguito dell’alluvione che lo ha colpito il 16 maggio 2023. «Questa riapertura non sarebbe stata possibile senza il generoso aiuto di tutti coloro – aziende, enti e privati cittadini – che hanno donato fondi, consulenze, tempo, energie dallo scorso maggio a oggi e che continuano a farlo per aiutarci a completare un’opera che purtroppo non è affatto compiuta del tutto», scrivono i responsabili del museo.

L’appuntamento è per sabato 27 gennaio alle 16 con apertura straordinaria fino alle 21. La comunità, i media e gli amanti dell’arte sono invitati a partecipare: la riapertura rappresenta un’occasione unica per esplorare il percorso espositivo del museo arricchito da opere inedite e rari materiali di archivio, fotografie di Cristina Bagnara e installazioni temporanee a cura degli artisti Michele Guido e Namsal Siedlecki e degli studenti che hanno seguito il progetto di Residenza con Michele Guido.

Orari di apertura: martedì e venerdì dalle 14 alle 17; mercoledì, venerdì e sabato dalle 10 alle 13. Apertura straordinaria: domenica 28 gennaio dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Informazioni: Museo Carlo Zauli | via della Croce n.6 | 48018 Faenza (RA) – museocarlozauli@gmail.com | www.museozauli.it | +39 333 8511042

 

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