venerdì
15 Maggio 2026

La deputata Bakkali (Pd) difende le carriere alias a scuola: «È inclusività»

L’onorevole critica la lettera dell’associazione di genitori che ha attaccato la preside di un istituto di Ravenna per aver introdotto il provvedimento che consente l’uso di un nome diverso da quello di battesimo

Ouidad Bakkali
Ouidad Bakkali

L’Age di Ravenna, l’associazione dei genitori di ispirazione cattolica, ha inviato una lettera alla preside dell’istituto Olivetti-Callegari, Antonia Sallustio, per contestare la decisione di introdurre la carriera alias, cioè il provvedimento che consiste nel riconoscere a studenti e studentesse il diritto ad essere nominati con il proprio nome di elezione qualora non si riconoscano con quello anagrafico per ragioni principalmente di genere.

La deputata del Pd Ouidad Bakkali ha inviato una lettera alla dirigente scolastica: «La lettera di Age Ravenna marca una totale mancanza di rispetto per l’esperienza di giovani studenti la cui identità di genere non corrisponde al sesso biologico assegnato alla nascita. Sostenere che adottare la carriera alias corrisponda a promuovere una  “tendenza modaiola” o, ancora, un “capriccio adolescenziale” è grave insulto a chi attraversa un lungo e spesso doloroso percorso di autodeterminazione, denotando non solo poca conoscenza dell’argomento, ma l’abbraccio di un’ideologia discriminatoria che invece di includere vuole escludere dalla comunità scolastica le identità non conformi ai loro parametri».

La decisione dell’istituto Olivetti-Callegari segue quella del Liceo Artistico Nervi-Severini: «È un’importante passo avanti affinché le scuole di Ravenna diventino sempre di più luoghi inclusivi in cui il benessere psicologico di ragazzi e ragazze sia messo al primo posto. Dobbiamo difendere i ragazzi e le loro famiglie da chi preferisce isolare ed escludere ciò che non comprende, perpetuando così sofferenze e solitudine. Da parlamentare, sento il dovere di continuare a battermi, in ogni sede, per un’idea di scuola aperta, accogliente e sicura per tutte e tutti, difendendola da chi, al governo o altrove, vorrebbe escludere ed invisibilizzare ciò che non comprende».

Un altro bando della Regione da 10 milioni per sostituire camini, caldaie e stufe

Contributi ai residenti in pianura per installare dispositivi di ultima generazione

CaminettoLa Regione Emilia-Romagna ha stanziato 10 milioni di euro per il prossimo anno per finanziare un bando di aiuti per la sostituzione di caldaie, stufe e vecchi camini con dispositivi di ultima generazione. Dopo il successo del primo bando, la Regione ha presentato al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nel mese di agosto, un nuovo progetto per rifinanziarne un secondo ed ha appena ricevuto il via libera.

Il provvedimento, come il precedente, sarà rivolto ai cittadini residenti nei comuni delle zone di pianura dell’Emilia-Romagna già assegnatari, a decorrere dall’1 gennaio 2023, del contributo “Conto termico”, il fondo per incentivare la produzione di energia termica e per sostenere gli interventi mirati al miglioramento dell’efficienza energetica di edifici e abitazioni da parte del Gse (Gestore servizi energetici).

I fondi saranno destinati al ricambio di impianti di riscaldamento alimentati a biomassa legnosa – camino aperto, stufa a legna/pellet, caldaia a legna/pellet – di potenza inferiore o uguale a 35 kW e con classificazione emissiva fino a 4 stelle con nuovi generatori a 5 stelle o pompe di calore. Si tratta, dunque, di una misura prevista dal Pair e in linea con gli obiettivi del Piano energetico regionale per ridurre l’impatto delle emissioni e aumentare l’efficienza energetica, con particolare attenzione al settore termico.

«Il primo bando ha visto esaurire le risorse messe a disposizione nel mese di maggio prima della scadenza naturale al 31 dicembre 2023. Riproponiamo, quindi, una misura molto attesa- afferma la vicepresidente con delega all’Ambiente, Irene Priolo-. Un segnale dell’attenzione che i nostri cittadini hanno nei confronti dell’efficientamento energetico e un’ulteriore opportunità per il miglioramento della qualità dell’aria che respiriamo».

Le risorse messe a disposizione dal primo bando ammontavano complessivamente a 11,5 milioni di euro nel triennio 2021-2023. Non appena il Ministero renderà efficace il decreto di impegno delle nuove risorse, sarà aperto il nuovo bando, che consentirà incentivi per la sostituzione degli impianti inquinanti a biomasse.

L’Autority della concorrenza premia il rating di legalità di Ravenna Farmacie

La soddisfazione della presidente Baldassarri: «Una ulteriore garanzia a tutela di cittadini e clienti, che possono vedere attestata l’attenzione con cui operiamo sul mercato»

SedeLa società pubblica Ravenna Farmacie, realtà che controlla le farmacie comunali, ha ottenuto l’attribuzione del rating di legalità: l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha accreditato tale riconoscimento alla società che gestisce le farmacie comunali nel territorio ravennate, con un punteggio particolarmente alto di due stelle e due più (il punteggio massimo ottenibile è di tre stelle).

Ravenna Farmacie conferma così gli standard di legalità e di attenzione riposti nella corretta gestione del proprio business. Bruna Baldassarri, presidente di Ravenna Farmacie, esprime la sua soddisfazione: «La nostra azienda, ancora una volta, ha dato prova della estrema correttezza delle sue procedure e dell’altissimo standard etico e responsabile dell’intera organizzazione. Per la nostra attenzione alle tematiche di responsabilità sociale, siamo particolarmente orgogliosi dell’elevato punteggio che è stato riconosciuto; si tratta di una ulteriore garanzia a tutela di cittadini e clienti, che possono vedere attestata l’attenzione con cui Ravenna Farmacie opera sul mercato, sposando qualità di prodotti e servizi con comportamenti eticamente corretti e trasparenza nell’intera gestione dell’organizzazione».

Più Europa: «Ci sono le condizioni per un’alleanza con il Pd a Cervia»

Dopo un incontro con il candidato sindaco dem Missiroli, il portavoce Salimbeni presenta le proposte a cui sta lavorando il partito che parte dai 500 voti raccolti nel comune alle ultime Politiche

Salimbeni
Nevio Salimbeni

«Dopo un primo incontro avuto con il candidato sindaco a Cervia proposto dal Pd, Mattia Missiroli, si sono create le condizioni per pensare ad una possibile alleanza». Sono le parole di Nevio Salimbeni, portavoce di Più Europa in provincia di Ravenna. Che punta a «un accordo non ideologico, senza alcuna sudditanza, che dovrà basarsi su comuni scelte programmatiche di forte innovazione e su una nuova grande ambizione civica».

Il gruppo cervese di Più Europa, rafforzato dalle nuove adesioni provenienti da “Italia in Comune”, è al lavoro per essere presente alle elezioni europee e alle elezioni amministrative di giugno partendo dal dato comunale delle ultime politiche: oltre 500 voti.

«Stiamo lavorando per una presenza visibile di Più Europa partendo da alcune idee di base: la necessità di avere un Comune più ambizioso sui grandi temi come l’ambiente e i cambiamenti climatici, lo sviluppo economico e le prospettive per i giovani, l’efficacia dei servizi per i cittadini, il taglio europeo e globale delle politiche locali, la voglia di pensare anche oltre il quotidiano;  cosa che è accaduta nei migliori momenti della storia cittadina: quando fu fatto il piano regolatore di Campos Venuti negli anni ‘70, quando per primi in Italia si allestì un depuratore di nuova generazione, quando fu creato il CerviaAmbiente, quando si puntò con forza sulla Salina e sul verde; quando si implementarono politiche sociali capaci di unire “dono” e comunità».

Salimbeni elenca alcune proposte che il partito sta portando avanti: dalla rinascita del CerviaAmbiente come centro nazionale di formazione sui temi dell’adattamento e della mitigazione del cambiamento climatico fino alla messa in campo di una certificazione e valutazione esterna dei servizi comunali ai cittadini e alle imprese in un’ottica di miglioramento; dalla ricerca di un maggiore “equilibrio” nella città turistica tra categorie, stagioni, località diverse e residenti fino alla necessità di un riposizionamento dell’offerta con la crescita di più servizi per il turismo e per l’impresa diffusa; dall’adesione a nuove reti europee culturali e giovanili fino alla predisposizione di luoghi dove favorire l’avvio di Academy tematiche (su digitale, cinema, tecnologie green, organizzazione di eventi, ecc.) per garantire nuove offerte formative, anche parziali, capaci di attrarre giovani e studenti verso Cervia e non viceversa; dalla volontà di invertire l’evidenza di un eccessivo consumo del suolo, non attivando anche parte delle previsioni già esistenti, fino alla scelta di dare priorità al riuso e alla rigenerazione urbana; da una forte attenzione ai temi etici e di rispetto delle libertà individuali e di genere fino alla scelta di potenziare le esperienze di comunità solidale e auto-organizzazione sociale che vanno protette da tagli e zone d’ombra.

Il Mar vince due premi e annuncia nuove acquisizioni per le collezioni permanenti

Si tratta dei lavori dell’artista iraniana Monir Shahroudy Farmanfarmaian, Adrian Paci e Francesco Cavaliere

Adrian Paci Brothers, 2010
Adrian Paci, Brothers

Il Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna è risultato tra i vincitori di due significativi premi promossi dalla direzione generale Creatività Contemporanea del ministero della Cultura: PAC 2022-2023 – Piano per l’Arte Contemporanea e Italian Council.

Attraverso questi due premi, il Mar può così annunciare l’acquisizione di opere che entrano a far parte delle collezioni permanenti del museo.

PAC 2022-2023 – Piano per l’Arte Contemporanea. A pochi mesi dall’inaugurazione del nuovo allestimento della collezione dei mosaici e nell’ambito dell’VIII Biennale di Mosaico Contemporaneo, due opere che testimoniano la presenza del mosaico nelle pratiche più recenti dell’arte arricchiranno l’offerta artistica e culturale del Mar.
L’occasione dell’acquisizione è il progetto Contemporaneamente Est-Ovest, a cura di Daniele Torcellini, selezionato nell’ambito dell’avviso pubblico PAC2022-2023, finanziato per un importo di 144.500 euro, uno dei  finaziamenti più consistenti riconosciuti dalla commissione preposta e finalizzato all’acquisizione, alla produzione e alla valorizzazione di opere dell’arte e della creatività contemporanee destinate al patrimonio pubblico italiano.

Il progetto propone l’acquisizione di opere a mosaico che esplorino le relazioni tra oriente e occidente, dal punto di vista artistico, ma anche culturale, sociale e geopolitico. Le opere sono Untitled Heptagon 11, di Monir Shahroudy Farmanfarmaian e Brothers, di Adrian Paci. Opere dei due artisti sono conservate in alcune delle più importati istituzioni culturali del mondo.

Monir FarmanFarmaian Untitled Heptagon 11, 2016
Monir Farman Farmaian, “Untitled Heptagon 11”

Untitled Heptagon 11 è un lavoro del 2016, proveniente dalla galleria James Cohan di New York, parte di una serie in cui l’artista iraniana esplora la simbologia mistica e sacra delle forme poligonali primarie, ancorate alla simbologia islamica e sufi, attraverso la tecnica del mosaico a specchi e una regolare e articolata scansione geometrica, derivata dai motivi decorativi tradizionali della sua cultura di origine.

Brothers è invece un’opera del 2010, proveniente dalla galleria Kaufmann Repetto con sede a Milano e a New York, traduzione a mosaico di una scena di telegiornale: due bambini in un campo profughi, distratti da un evento che a noi non è dato conoscere.

Italian Council. Tra i vincitori della dodicesima edizione di Italian Council c’è il progetto curato e presentato da Xing (Bologna) con Issue Project Room (New York) e destinato al Mar.
L’avviso pubblico era incentrato sulla raccolta di progetti in grado di spaziare in tutte le espressioni dell’arte visiva contemporanea, con particolare attenzione alle contaminazioni e alle indagini sui confini tra linguaggi con il fine di diffondere a livello internazionale le metodologie e le pratiche italiane.
L’opera Corpi Abissali / Abyssal Creatures di Francesco Cavaliere, artista protagonista insieme a Leonardo Pivi della mostra Prodigy Kid, in occasione della VII Biennale di Mosaico Contemporaneo di Ravenna nel 2022, è un’opera costituita da tre “sculture sonore” realizzate in vetro soffiato di Murano in cui vengono fatti risuonare suoni cristallini che, muovendosi alla stregua di una linfa, danno l’illusione di animare le sculture.

Corpi Abissali / Abyssal Creatures è stato presentato alla Issue Project Room di New York e attualmente presso la Fondazione Serralves di Porto, per poi entrare a far parte del patrimonio del Mar, al fine di incrementare la collezione di arte contemporanea dell’Istituzione.

Promettendo fondi europei inesistenti sono riusciti a guadagnare 2 milioni di euro

Truffati circa 500 soggetti, tra imprese e famiglie. Quattro arresti

Foto 2 GdF FaenzaLa finanza, al termine di una complessa attività d’indagine, ha scoperto una presunta associazione a delinquere, promossa da un ravennate, che prometteva la possibilità di accedere a finanziamenti dell’Unione Europea, anche in parte a fondo perduto, per fornire liquidità a imprese e famiglie. Complessivamente 50 milioni di euro i finanziamenti promessi dalle quattro persone che formavano l’associazione, che tuttavia non sono mai arrivati, in quanto i fondi europei erano del tutto inesistenti.

I truffatori sarebbero riusciti a ottenere profitti per circa 2 milioni di euro ai danni di oltre 500 soggetti in 13 regioni d’Italia (Veneto, Trentino-Alto Adige, Toscana, Sicilia, Sardegna, Piemonte, Marche, Lombardia, Liguria, Lazio, Emilia-Romagna, Campania, Basilicata).

Secondo quanto ricostruito dai militari della compagnia di Faenza, il meccanismo di frode adottato dal sodalizio – che si avvaleva di società con sede a Roma, Viareggio e Cagliari – prevedeva la richiesta alle vittime di un compenso da versare sui conti bancari delle medesime società a titolo di pagamento per l’istruttoria necessaria ad avviare la pratica di finanziamento. Quindi, tale compenso, decurtato di una quota parte di spettanza dei soggetti riconducibili alle stesse società, veniva sistematicamente messo nella disponibilità dell’ideatore ravennate, mediante l’emissione di fatture false da parte della società di cui quest’ultimo risultava titolare: ciò al solo fine di far perdere traccia dei proventi illecitamente acquisiti dalle vittime delle truffe, approfittando talvolta anche della precaria situazione finanziaria in cui versavano molti di essi.

Svariate le casistiche rilevate: dalla richiesta di finanziamento per compravendite immobiliari, con le vittime che talvolta avevano già stipulato compromessi contando su quelle risorse aggiuntive, a istanze presentate per fronteggiare crisi di liquidità familiare, circostanze in cui per pagare l’istruttoria era stato addirittura acceso un ulteriore prestito a monte.

Quattro, quindi, le ordinanze di custodia cautelare in carcere disposte dal Gip del tribunale di Ravenna, a cui hanno dato esecuzione in questi giorni i finanzieri, per truffa, riciclaggio e fatture false.

L’Unione europea raccontata a due voci nello spettacolo di Ravenna Teatro

L’opera, ideata e diretta da Alessandro Argnani è stata realizzata in collaborazione con i volontari della campagna Morein24 del Parlamento europeo. In scena due giovani artisti ravennati

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L’Europa non cade dal cielo. Cronistoria sentimentale di un sogno, di un’idea, di un progetto è lo spettacolo ideato e diretto da Alessandro Argnani e prodotto da Ravenna Teatro. Si tratta di un racconto a due voci (quelle dei giovani attori ravennati Camilla Berardi e Massimo Giordani), che ha come nucleo centrale l’Unione europea, a partire dalla sua nascita fino ad arrivare ai giorni nostri.
Quella che emerge è una narrazione corredata da immagini e accompagnata da una playlist musicale legata ai diversi periodi storici raccontati, in un intreccio che mette in luce l’immaginario e gli ascolti delle giovani generazioni nei diversi momenti della vita dell’Unione europea. Un affondo nella storia, nei miti, nella musica e negli artisti che gli adolescenti di allora, oggi adulti, vivevano e amavano.
Il testo dell’opera è a cura di Laura Orlandini, con consulenza storica di Michele Marchi e Lucrezia Ranieri. La consulenza musicale è a cura di Alessandro Luparini e Roberto Magnani, con l’aiuto regia di Laura Redaelli.
Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Rasi l’11 e 12 dicembre (ore 11) e il 21 dicembre (ore 21), al Teatro Walter Chiari di Cervia il 13 dicembre (ore 11), al Teatro Comunale di Russi il 15 dicembre (ore 11), al Teatro Goldoni di Bagnacavallo il 20 dicembre (ore 10) e il 23 dicembre al Teatro Masini di Faenza (ore 10.45)
A partire dall’11 dicembre sono in programma le repliche in matinée rivolte in particolare (ma non esclusivamente) a scuole medie, superiori e studenti universitari. Ogni rappresentazione, composta da un atto unico della durata di 55 minuti, sarà accompagnata da un momento di dialogo tra il pubblico, il regista, gli attori, il team del progetto Euphoria (coordinato dalla cooperativa LibrAzione, n collaborazione con Regione Emilia-Romagna e Centro Europe Direct) e la partecipazione di volta in volta di esperti e rappresentanti istituzionali.

«L’Europa non cade dal cielo si ispira a Storie di Ravenna, rassegna che unisce la voce di studiosi ed esperti ai tempi e al linguaggio teatrale – sottolinea il regista, Alessandro Argnani -. Grazie a questo progetto abbiamo lavorato con un’ampia rete di Enti del territorio e con l’Università di Bologna, Dipartimento di beni culturali. L’obiettivo è quello di creare un’opera in grado di raccontare le intuizioni e i sacrifici di quelle donne e di quegli uomini che hanno fatto sì che l’Europa potesse ambire a diventare un’unica, grande, realtà».

Questa proposta, unica nel suo genere, è il frutto della collaborazione con l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, l’Unione della Romagna faentina, i Comuni di Bagnacavallo, Cervia, Russi e Faenza, i volontari della campagna Morein24 del Parlamento europeo, del Servizio Civile Universale e di svariate associazioni.

La mamma ribelle senza auto e tv, per una famiglia green a impatto (quasi) zero

La faentina Linda Maggiori il 9 dicembre alla Rocca Brancaleone racconta la sua vita da attivista ecologista con quattro figli: «Cerchiamo di educarli, a volte contestano qualche scelta. Cellulare in terza media, ma usato o di materiali riciclati»

Linda Maggiori

A seguito di un grave incidente stradale che, dodici anni fa, distrusse l’automobile condivisa con il marito, una donna faentina di origini marchigiane ha trovato il modo di trasformare un disagio inaspettato nell’occasione per riflettere sulla propria impronta ecologica, modificando via via abitudini date per scontate e arrivando così a mantenere una famiglia di sei persone con un minimo impatto ecologico. Linda Maggiori, giornalista freelance e scrittrice, ha scritto un libro, Mamme Ribelli. Le mille battaglie da Nord a Sud contro l’inquinamento e per la salute di tutti (Terra Nuova Edizioni), e ne parlerà sabato 9 dicembre alle 18 alla Rocca Brancaleone di Ravenna, nell’ambito della rassegna di incontri curata da Ivano Mazzani, in dialogo con l’attivista ambientalista Marina Mannucci.

Il passaggio dalla rinuncia all’automobile a una vita a impatto quasi zero è stato una scelta radicale o un cambiamento graduale?
«C’è sempre stata una grande sensibilità verso l’ambiente. Io e mio marito Giovanni Angeli vivevamo in modo attento e eravamo volontari di associazioni ecologiste. Dopo l’incidente, la paura della guida si è trasformata nell’occasione per mettere in pratica i nostri ideali. Questa scelta ha portato con sé tante critiche e soprattutto provocazioni, le persone ci dicevano che anche senza macchina continuavamo a inquinare mangiando carne, o smaltendo rifiuti. Invece che reagire ai commenti con rabbia, li abbiamo presi come uno stimolo per fare sempre un passo in più verso la tutela dell’ambiente».

È possibile vivere senza produrre rifiuti?
«Ovviamente vivere a impatto zero è impossibile. Cerchiamo di fare del nostro meglio, partendo dalla cucina, che è forse il luogo dove si producono più rifiuti in casa: acquistiamo quasi esclusivamente da piccoli produttori biologici locali, attraverso canali come il Bio Marchè o il Gas (Gruppo Acquisto Solidale, ndr). Compriamo gli ingredienti sfusi come zucchero e farina in grandi quantità che conserviamo in sacchi riutilizzabili, utilizziamo contenitori in vetro per succhi e bevande, ma anche per dentifricio e cosmesi. Grazie all’orto comunale poi abbiamo la possibilità di autoprodurre qualche alimento e di riutilizzare i rifiuti organici come fertilizzanti con il compost. Io e mio marito seguiamo una dieta vegetariana, consumando raramente cibi di derivazione animale. I nostri quattro figli invece sono onnivori per loro scelta, ma consumano esclusivamente carne biologica di piccoli allevatori locali, non più di due volte a settimana».

Per quello che riguarda la gestione energetica della casa invece?
«Viviamo in un condominio degli anni 70’/80’, ristrutturato in modo da essere indipendente dal metano. Ci avvaliamo di pannelli fotovoltaici e pompe di calore e, non disponendo di una batteria di accumulo, siamo soci di una compagnia che fornisce energia rinnovabile».

Qual è il vostro rapporto con la tecnologia?
«Cerchiamo di farne il minor utilizzo possibile. Non abbiamo televisione e consolle, ma l’avvento del Covid ci ha spinto all’acquisto di un secondo pc per permettere ai nostri figli di studiare, e intorno alla terza media abbiamo ceduto alla richiesta di un cellulare. Preferiamo comunque acquistare usato o “fair phone”, telefoni modulari con pezzi sostituibili prodotti con materie prime riciclate. I social invece sono necessari per la promozione del mio lavoro, ed è difficile tenere lontani da Instagram e TikTok gli adolescenti, ma cerchiamo di limitarne l’utilizzo».

Come si adatta questo stile di vita ai più piccoli?
«Abitiamo in centro città e questo garantisce a tutti i nostri figli una perfetta integrazione con i coetanei. Frequentano scuole pubbliche e fanno sport. Fin da piccoli sono autonomi con l’utilizzo della bici, cosa che infonde loro anche un senso di libertà e responsabilità, rendendoli protagonisti attivi del movimento e contrastando i problemi di sedentarietà infantile. Dal nostro canto cerchiamo di impegnarci nella lotta per la sicurezza stradale: crediamo che siano i genitori a doversi attivare per una città più sicura e non i bambini a starsene reclusi in casa o in macchina. I nostri figli hanno 15, 13, 10 e 6 anni, e fin dall’infanzia cerchiamo di educarli spiegando loro la ragione delle nostre scelte. A volte gli adolescenti ne contestano qualcuna, e questo ci spinge a dei momenti di dialogo e ragionata discussione insieme a loro. Resta il fatto che non siamo degli integralisti, e cerchiamo sempre il giusto compromesso. Ad esempio sono sportivi e attenti in prima persona alla loro alimentazione, ma nessuno gli vieta di festeggiare il compleanno di un amico al McDonald».

E per quello che riguarda le vacanze?
«Inizialmente sono state la cosa più difficile da organizzare, e spesso chiedevamo la macchina in prestito ai nostri genitori. Negli anni poi e con la crescita dei bambini è stato più facile progettare itinerari con il mio mezzo preferito, il treno. Sono una grande appassionata di storia ferroviaria e amo pianificare viaggi su rotaia. Abbiamo avuto modo di visitare gran parte dell’Italia, arrivando anche in Germania. Anzi, ho scoperto che da Faenza è più facile arrivare a Berlino che nelle Foreste Casentinesi. Sull’argomento ho scritto anche un libro, “Guida per viaggiatori senz’auto”».

Come porta avanti il suo attivismo fuori dalle mura di casa?
«Sono blogger e articolista per varie testate che trattano di green. Ho pubblicato anche diversi libri sull’argomento, l’ultimo si chiama “Mamme Ribelli”, parte dalla mia storia e racconta quella di tante altre mamme d’Italia che si trovano in situazioni ancora più compromesse, continuando comunque a lottare contro l’inquinamento. Faccio parte delle associazioni “Fuori dal fossile” e “Faenza Ecologica”, dove lottiamo contro gli impianti inquinanti e clima alternanti in provincia. Soprattutto per quello che riguarda il prossimo avvio del rigassificatore, che ci legherà per oltre trent’anni all’utilizzo del fossile e il metanodotto sulla “Linea adriatica”. Ci impegnano anche a combattere la retorica dell’Emilia Romagna come “Food e Motor Valley”, perché crediamo vada a finanziare gli aspetti sbagliati della nostra bellissima regione. Queste lotte però mi hanno causato anche querele e denunce, l’ultima per diffamazione dal comandante dei vigili di Faenza, ma anche da un imprenditore di allevamento intensivo e minacciata da una cooperativa edile. Sono difesa dall’associazione per la libertà di stampa “Ossigeno per l’informazione”».

“Voci dal mare e dal vento”, un volume su Grazia Deledda. Presentazione a Cervia

Appuntamento la mattina del  9 dicembre al Circolo Pescatori, con i curatori e gli autori del volume corredato anche da suggestive immagini

Deledda Cervia Canne Al Vento

Sabato 9 dicembre a Cervia verrà presentato il nuovo libro curato dall’associazione “Grazia Deledda, una Nobel Cervia”, pubblicato da Longo Editore di Ravenna. L’appuntamento è alle 10.30 al Circolo Pescatori di via Nazario Sauro 1.

Il volume si intitola Grazia Deledda a Cervia – Voci dal mare e dal vento ed è stato prodotto da Pantofola srl, società di gestione del ristorante Circolo Pescatori Cervia. All’incontro saranno presenti la curatrice del volume Marisa Ostolani (presidente dell’associazione Deledda), il sindaco Massimo Medri, il presidente di Pantofla srl Franco Belletti e il presidente dell’associazione culturale del circolo Andrea Foli.
Durante l’incontro, la scrittrice Elisa Mazzoli reciterà la sua filastrocca inedita su Trucolo, personaggio reso immortale da Deledda, mentre Vladimiro Stri- nati si esibirà con i burattini dello stagnino Trucolo e di Grazia Deledda.

Nel libro sono pubblicate le fotografie di Giovanna Sarti e Michela Mazzoli e scritti di Giorgia Cecchi, Rossana Dedola, Elena Galiardi, Brunella Garavini, Letizia Magnani, Cristina Marconi, Elisa Mazzoli, Marisa Ostolani, Sandra Petrignani, Cristina Poni, Manuela Ricci, Annalisa Teodorani, Grazia Verasani, con una poesia di Marino Moretti.

Il pilota inglese della McLaren Lando Norris sarà premiato domenica a Faenza

Torna il trofeo Bandini, con un riconoscimento speciale anche allo storico marchio Isotta Fraschini

Lando Norris

Domenica 10 dicembre a Faenza torna la cerimonia del trofeo Lorenzo Bandini con il riconoscimento che verrà attribuito al pilota inglese Lando Norris della scuderia McLaren. La manifestazione, giunta quest’anno alla 30esima edizione, è dedicata al pilota brisighellese della Ferrari, Lorenzo Bandini, scomparso durante il Gran Premio di Montecarlo nel 1967.

Norris è atteso alle 9.30 in piazza della Libertà, dove è previsto un breve saluto pubblico ai presenti. Poi ci si sposterà in municipio, mentre la cerimonia ufficiale partirà alle 11, al salone dell’Arengo del rinnovato Palazzo del Podestà di Faenza. Dal 1992 il trofeo viene assegnato, da un’apposita commissione, a una figura di spicco del mondo delle Formula 1.

Lando Norris sarà accompagnato dal Team Principal della scuderia inglese, Andrea Stella. Norris, al quinto anno in Formula 1, ha collezionato cinque podi e nell’attuale classifica del Mondiale Piloti è settimo.

Una grande novità quest’anno è poi l’istituzione del premio speciale Wec dell’associazione Trofeo Bandini che sarà assegnato all’Isotta Fraschini, storico marchio automobilistico che ha fermato la produzione negli anni ‘40 e ora in fase di rinascita. A ritirare il premio ci sarà il presidente Alessandro Fassina e Giuliano Michelotto.

Per il mondo delle competizioni a motori riceveranno riconoscimenti importanti anche gli sportivi: Lorenzo Savadori (pilota motociclistico in forze al Team Aprilia e impiegato quest’anno come wild card in 5 gare di MotoGp), il giovanissimo Andrea Frassineti (faentino impegnato nel campionato di Formula 4) e Manuele Mengozzi (pilota nel Campionato Italiano Cross Country).

Saranno poi presenti altri ospiti e premiati dal mondo del giornalismo televisivo e della carta stampata come Daniele Dallera (Corriere della Sera), Mario Miyakawa (Sky Tv) e Ivan Epicoco (Rai). 

Con lo scooter finisce tra i tavolini di una pizzeria: un 18enne grave al Bufalini

Dopo lo scontro con un’auto a Santo Stefano, lungo via Cella

Grave incidente nella serata di giovedì 7 dicembre a Santo Stefano, lungo via Cella.

Un ragazzo di 18 anni in sella a uno scooter, che stava procedendo in direzione Carraie, si è scontrato con un’auto che si è inserita su via Cella da una traversa, via Silvagni.

Violento l’impatto, con lo scooter che ha finito la propria corsa tra i tavolini di una pizzeria. Le condizioni del ragazzo sono parse fin da subito molto gravi, tanto da essere trasportato d’urgenza al Bufalini in elicottero.

La polizia locale, intervenuta per i rilievi di rito, ha chiuso la strada, con conseguenti disagi alla circolazione.

Sessantamila euro da Coldiretti e Niaf per il recupero del Valtorto

Il centro giovanile di Fornace Zarattini è stato gravemente danneggiato dall’alluvione

Centro Valtorto Alluvionato

«Un gesto importante che ha l’obiettivo di aiutare a ripartire una realtà impegnata quotidianamente nell’affiancare i più giovani nella loro crescita e nella loro evoluzione». Ha commentato così il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Nicola Bertinelli, la donazione congiunta da parte di Coldiretti regionale e di Niaf, National Italian American Foundation, che con 60mila euro hanno voluto contribuire al recupero e alla valorizzazione del Centro giovani Valtorto di Fornace Zarattini, uno spazio di aggregazione giovanile pensato per i ragazzi dagli 11 ai 17 anni, gravemente danneggiato durante l’alluvione dello scorso maggio.

«Ringrazio la Coldiretti e il Niaf – dichiara il sindaco Michele De Pascale – per il sostegno ricevuto per il centro Valtorto, situato in una delle zone più colpite dall’alluvione di maggio. È una donazione molto importante che ci consentirà di far ripartire il centro e che fa parte dei tanti gesti di solidarietà che abbiamo ricevuto e di cui siamo immensamente grati. Abbiamo dimostrato di saper gestire le donazioni in tempi brevi, concretizzando l’investimento e adesso non vediamo l’ora di poter inaugurare il centro Valtorto rinnovato».

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