sabato
16 Maggio 2026

Travolto da un’auto, 57enne di Porto Fuori muore durante un’uscita in bici

L’incidente a Bertinoro. L’uomo, diventato nonno da poco, lascia moglie e figlia

Daniele Beltrani
Daniele Beltrani con la sua bici in una foto pubblicata sul profilo Facebook

Cordoglio a Porto Fuori per la scomparsa di Daniele Beltrani, 57 anni, morto durante un’uscita in bici insieme ad alcuni amici. L’incidente è avvenuto nella tarda mattinata di ieri, sabato 11 novembre, a Bertinoro.

I ciclisti sono stati travolti da un’auto guidata da una giovane donna, con a bordo la figlia di pochi mesi. Per cause ancora da accertare, avrebbe perso il controllo del mezzo, invadendo la corsia opposta e finendo con il travolgere i ciclisti.

Ad avere la peggio Beltrani, sbalzato nella scarpata che fiancheggia la strada. Le sue condizioni sono parse fin da subito disperate e i soccorsi si sono rivelati inutili: l’uomo è morto poco dopo l’arrivo al Bufalini di Cesena. Ferito anche un altro ciclista, che non è però grave. Illesi gli altri due compagni, così come la bambina e la madre alla guida dell’auto, sotto shock.

La notizia è riportata con ulteriori dettagli sui due quotidiani in edicola oggi, 12 novembre.

Ex dipendente Hera in pensione, Beltrani abitava a Porto Fuori, dove era dirigente della locale polisportiva. Lascia moglie e figlia. Da un paio d’anni era diventato nonno. In tanti lo conoscevano con il soprannome “Rufus” ed è descritto come una persona dal cuore grande, benvoluta da tutti.

Il Guidarello omaggia la “Gente di Romagna”. Ecco le foto di tutti i premiati

All’Alighieri la cerimonia della manifestazione di Confindustria, dedicata alla ripresa post alluvione

Applausi e commozione, sabato 11 novembre, al teatro Alighieri di Ravenna, quando il tradizionale Premio Guidarello per il giornalismo d’autore – promosso da Confindustria Romagna – ha voluto celebrare la “Gente di Romagna“, a cui è stato assegnato il premio ad honorem per celebrare il modo in cui ha reagito alla devastante alluvione dello scorso maggio. Alcuni alluvionati hanno portato la loro drammatica storia sul palco, introdotti da Bruno Vespa, che ancora una volta ha presieduto la giuria e condotto la cerimonia di premiazione all’Alighieri.

Commozione anche per l’omaggio a Walter Della Monica – fondatore del Guidarello, scomparso l’estate scorsa – a cui è andato il premio alla memoria.

I premi nazionali sono invece andati a Giorgia Cardinaletti, conduttrice del Tg1 delle 20 (a questo link la nostra intervista), il caposervizio del Foglio Simone Canettieri e il generale dell’Aeronautica Militare, Vincenzo Camporini.

Per la sezione Romagna premiati invece Laura Sansavini (sezione audiovisivi) della redazione cultura del Tg2 per un servizio sul Museo della Marineria di Cesenatico, il professor Alberto Melloni (sezione cultura) per l’articolo “Il prete che disse no ai fascisti” sul Corriere della Sera in occasione del centenario del martirio del sacerdote ravennate don Giovanni Minzoni, e Giampaolo Visetti di Repubblica (sezione società), inviato di nei territori romagnoli alluvionati fra il 19 e il 25 maggio scorso.

Premiato con il Guidarello Turismo anche il presidente di Visit Romagna, il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, per lo spot televisivo “La Romagna è la vacanza degli italiani” lanciato nei giorni immediatamente successivi all’alluvione.

Sul palco dell’Alighieri anche i vincitori del Guidarello Giovani, vinto dalla classe 4°A Servizi Commerciali, dell’istituto professionale Stoppa del Polo tecnico professionale di Lugo, che ha visitato l’azienda Nespak di Massa Lombarda, produttrice di packaging alimentare.  Altri premi sono andati alla classe 4°A Sia dell’Istituto tecnico commerciale “Ginanni” di Ravenna, la 4°A Elettronica dell’Istituto tecnico industriale “Nullo Baldini” di Ravenna e la 4°E scienze applicate del Liceo “Torricelli Ballardini” di Faenza.

All’ex Amga di Ravenna un supermercato di 1.200 mq e case a partire da 600mila euro

Da inizio 2024 il cantiere tra Rocca Brancaleone e Porta Serrata: su un ettaro dove 160 anni fa si insediò un’azienda del gas oggi una palazzina che usa solo corrente elettrica. Archeologia industriale: recuperato l’edificio con la ciminiera

Examga Volo

Nei primi mesi del prossimo anno aprirà il cantiere per la riqualificazione dell’area ex Amga in centro storico a Ravenna, poco meno di un ettaro in abbandono da oltre trent’anni. Nel lotto all’angolo tra via di Roma e via Venezia verranno costruiti un supermercato di 1.200 mq (pronto a fine 2024), una palazzina con nove appartamenti (pronti a fine 2025) e uno spazio verde aperto al pubblico senza recinzioni: saranno abbattuti i muri perimetrali ma saranno valorizzati i tratti di mura storiche presenti. Verrà recuperato anche, con uso pubblico, l’edificio di archeologia industriale da 260 mq contraddistinto da una ciminiera ben visibile.

L’insediamento industriale risale a 160 anni fa con la Fabbrica del Gas. Un primo piano di recupero (Pdr) risale al 2006, presentato dalla società “Officine del Gas” controllata in parti uguali da Acmar e dall’imprenditore bolognese Filippo Alberti. Quest’ultimo ha poi rilevato le quote di Acmar, alle prese con un concordato in bianco, e ha incaricato lo studio architettonico Rossi-Zaganelli di redigere un nuovo Pdr, arrivato fino al consiglio comunale per il voto a una variante al Regolamento urbanistico edilizio (Rue) che ha previsto una diminuzione della superficie insediabile e un cambio d’uso di quella con destinazione commerciale. E infatti una fetta dell’area è stata ceduta all’azienda attiva nella grande distribuzione con il marchio Despar cui spetteranno anche le opere di urbanizzazione e le parti a uso pubblico. Complessivamente l’investimento sarà di circa 10-11 milioni di euro, senza contare le opere di bonifica già eseguite anni addietro.

L’architetto Lorenzo Zaganelli ha avviato la progettazione nel 2018: «L’intervento più recente è stata la rimozione di tre vasche di cemento usate per il gasometro. In quel punto verrà realizzata la palazzina residenziale di tre piani in sintonia con gli edifici adiacenti: appartamenti di ampie metrature con gli standard più alti di costruzione». Ironia delle sorte, dove sorgeva un’azienda del gas ora arriveranno case che non avranno nemmeno l’allacciamento alla rete del metano: «Tutto il fabbisogno energetico sarà coperto con energia elettrica potendo contare sul fotovoltaico e sulla riduzione dei consumi».

Rigenerare spazi che ospitano insediamenti industriali comporta dei costi aggiuntivi per le bonifiche. Ma serve a ridurre il degrado di luoghi abbandonati ed evita il consumo di suolo ancora vergine. Per questo l’ultima legge regionale ha previsto delle premialità: «Sono stati triplicati i valori degli oneri concessori per chi costruisce da zero e sono stati ridotti del 70 percento per il progetti di rigenerazione». 

Da quando sono circolate le prime notizie di progetto di recupero, non sono mancate critiche per la presenza di un nuovo supermercato. Ma un cosiddetto “motore commerciale” diventa indispensabile: «Parliamo di aree di proprietà privata. È difficile che un progetto regga senza una parte di spazi commerciali».

La commercializzazione degli appartamenti è affidata all’agenzia Siva Immobiliare. «Di fatto è l’unico intervento in centro storico in questo periodo – spiega il titolare Ivano Venturini –. Parliamo di una proposta che si rivolge a una fascia alta perché c’è richiesta di qualità. La vendita andrà attorno a circa 3.500 euro al metro quadro e quindi per gli appartamenti più piccoli si parte da 600mila euro per arrivare al milione per i due attici. Per ora abbiamo una prenotazione».

Il Premio Teodorico alle cooperative braccianti per l’impegno durante l’alluvione

La Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna ha assegnato il riconoscimento alle imprese che durante i tragici eventi dello scorso maggio si sono distinte per il loro senso civico, etico, di responsabilità e di sacrificio. Legacoop ringrazia con una lettera

Premio Teodorico Gruppo Premiati

Giorgio Guberti, presidente della Camera di Commercio di Ferrara Ravenna ha consegnato i riconoscimenti della XI edizione del “Premio Teodorico” (il tradizionale appuntamento promosso dall’Ente di Viale Farini che celebra chi ha saputo dimostrare impegno personale, etica imprenditoriale e solidarietà) alle cooperative braccianti Cab Terra, Agrisfera e Cab Massari per “il senso civico e lo straordinario spirito di solidarietà” con cui hanno affrontato le catastrofiche alluvioni di maggio, mobilitando risorse ed energie per sostenere le comunità e acconsentendo a tagliare gli argini sulle proprie coltivazioni al fine di salvare le aree abitate, nonostante gli ingenti danni subiti.

Con queste parole il presidente ha voluto encomiare i vincitori dell’edizione 2023 del premio: «Un riconoscimento, quello di questa edizione, che va ai cooperatori e alle cooperatrici delle Cooperative bracciantili di Ravenna ma simbolicamente a tutte quelle imprese che grazie al loro senso civico, al loro senso di responsabilità e di sacrificio, hanno saputo esprimere in maniera forte il ruolo sociale dell’impresa, il senso etico e lo spirito di vicinanza ad una comunità ferita dai tragici eventi alluvionali di maggio. Un grazie a tutti coloro, Prefetto, Autorità, Sindaci, Associazioni di categoria, Protezione Civile, Forze dell’Ordine, Associazioni di volontariato, imprese, cittadini, hanno lavorato con impegno nell’affrontare le conseguenze dell’alluvione e che sono e rimarranno un esempio virtuoso per la nostra comunità ed in particolare per i nostri giovani».

Legacoop Romagna ha espresso tramite una lettera profonda gratitudine verso la Camera di Commercio della Provincia di Ravenna per il premio ricevuto: «Un riconoscimento così prestigioso, con una motivazione così significativa — scrive il Consiglio a Guberti — è motivo di forte orgoglio per tutte le cooperatrici e i cooperatori della Romagna». La cerimonia di consegna, conclude la lettera di ringraziamento, «ha avuto un significato rilevantissimo per chi decise di sacrificarsi per il bene comune in occasione delle alluvioni di maggio e ha rappresentato una testimonianza vivida del valore della cooperazione per le comunità in cui operiamo, a partire dalla solidarietà nei confronti degli altri», rendendo ancor più consapevoli i cooperatori «della fiducia che il territorio ripone nei confronti del movimento cooperativo».

Sull’assegnazione del premio è intervenuto anch  il presidente della Provincia di Ravenna Michele de Pascale: «L’assegnazione del Premio Teodorico ai cooperatori e alle cooperatrici delle Cooperative bracciantili di Ravenna per l’impegno profuso nei drammatici giorni dell’alluvione ci racconta di quanto la nostra sia una comunità coesa, forte e unita – dichiara il presidente della Provincia di Ravenna Michele de Pascale -. In un momento in cui il contributo di tutti è stato fondamentale la nostra comunità ha dimostrato, con coraggio, orgoglio e generosità, di essere all’altezza della storia della nostra terra. Un riconoscimento meritato che ci ha dato l’opportunità di esprimere nuovamente la nostra più sentita gratitudine alle tre Cooperative bracciantili ravennati»

In quattrocento al museo per festeggiare 50, 60 e 70 anni di matrimonio – FOTO

L’iniziativa del Comune per “sottolineare il valore della famiglia”

Nelle sale del Museo internazionale delle ceramiche, si è rinnovato l’appuntamento con le nozze d’oro, di diamante e di titanio (o ferro, a seconda della letteratura sul tema) per le coppie faentine che quest’anno festeggiano, rispettivamente, 50, 60 e 70 anni di matrimonio. L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione comunale faentina “per sottolineare il valore della famiglia e del matrimonio”.

Come sempre grandi protagonisti sono state le coppie di faentini, molti dei quali accompagnati da figli e nipoti, che hanno aderito all’iniziativa. Dopo la registrazione, le coppie hanno posato per la foto ricordo con il sindaco Massimo Isola. La cerimonia è proseguita con i saluti ai convenuti, da parte del primo cittadino, circa 400 persone.

Dalle 16, animazione e musica a cura della Metallurgica Viganò e del Melodic Duo, con i quali sono stati ripercorsi, tra canzoni e piccoli sketch, gli anni 1973, 1963 e 1953 per omaggiare chi quest’anno festeggiava i 50, 60 e 70 anni di matrimonio.

Nel corso del pomeriggio spazio ai ricordi di alcuni convenuti che hanno raccontato aneddoti legati al loro “giorno più bello”. La cerimonia si è conclusa con un piccolo rinfresco e il brindisi d’augurio.

Chi fosse stato impossibilitato a partecipare all’iniziativa di sabato, potrà ritirare nei prossimi giorni la pergamena preparata per l’occasione direttamente alla Segreteria del Sindaco del Comune di Faenza, negli orari di ufficio.

Calano infortuni e morti sul lavoro, ma Ravenna è ventesima per indice di rischio

Nei primi nove mesi dell’anno cinquemila incidenti e sette decessi su circa 172mila occupati con più di 15 anni di età

Statistiche Infortuni Sul Lavoro Per La Provincia Di Ravenna A Cura Dell'Osservatorio Sicurezza Sul Lavoro E Ambiente Vega Engineering. Dati Al 30 09 2023
Statistiche infortuni sul lavoro sulla popolazione occupata nella provincia di Ravenna

In provincia di Ravenna nel 2023 sono in calo infortuni e morti sul lavoro. I numeri dei primi nove mesi di quest’anno dicono che si sono registrati 5.050 incidenti e 7 decessi, rispettivamente il 6 percento e il 30 percento in meno dello stesso periodo del 2022. I dati sono dell’osservatorio Vega di Mestre.

I dati di infortuni e decessi sul lavoro appena ricordati comprendono anche la tipologia chiamata in gergo “in itinere”, cioè quelli che avvengono negli spostamenti dei lavoratori tra casa e luogo di lavoro. Vengono coperti dall’Inail, ma salvo pochissimi casi non rientrano tra quelli per cui il datore di lavoro può avere responsabilità. Sia quest’anno che nel 2022, considerando sempre il periodo gennaio-settembre, gli incidenti in itinere sono stati il 10-12 percento del totale.

Per dare un’ordine di grandezza, si può fare riferimento al report sull’occupazione provinciale disponibile sul sito della Camera di Commercio: al termine del 2022 la popolazione con più di 15 anni residente in provincia di Ravenna superava le 336mila unità, di cui il 51,6 percento donne. Gli occupati risultavano 172mila a fronte di 9,8 mila disoccupati. La popolazione inattiva, formata da persone di età compresa tra 15 e 64 anni che non cercano occupazione, ammontava a 61,4 mila unità.

E infatti lo studio Vega calcola quello che chiama indice di rischio: il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo consente di confrontare il fenomeno tra le diverse province (sono esclusi gli incidenti in itinere). Ed ecco che Ravenna è al ventesimo posto in Italia con un indice di 40,6 (Terni al vertice ha 84,4).

Anche a livello regionale e nazionale si registrano cali di incidenti sul lavoro ma con valori percentuali superiori rispetto alla provincia. In Italia nel 2023 fino a settembre si sono verificati 431mila incidenti (20 percento in meno del 2022). Il 13 percento sono stati in Emilia-Romagna che ha registrato un calo dell’8 percento.

Nel decremento nazionale risulta maggiormente rilevante il settore della sanità; lo scorso anno a fine settembre le denunce erano 69.874, mentre a fine settembre 2023 sono diventate 21.521. Altra conferma, questa, della quasi totale estinzione degli infortuni connessi al Covid dalle statistiche.

L’elaborazione statistica dell’osservatorio Vega misura anche l’incidenza dei mezzi di trasporto negli avvenimenti. Se si considerano le sette morti bianche di quest’anno la divisione è quasi paritaria tra quelle in cui il lavoratore usava un mezzo o non lo usava. Diverso il rapporto invece per gli incidenti senza esito mortale: solo il 2,5 percento è avvenuto con un mezzo di trasporto.

Gli infortuni in provincia sono calati in maniera più consistente per le lavoratrici: meno 14 percento rispetto al meno uno percento degli uomini (tutti maschi i sette deceduti del 2023).

Statistiche Infortuni Sul Lavoro Per La Provincia Di Ravenna A Cura Dell'Osservatorio Sicurezza Sul Lavoro E Ambiente Vega Engineering. Dati Al 30 09 2023
Statistiche infortuni sul lavoro sulla popolazione occupata nella provincia di Ravenna
Statistiche Infortuni Sul Lavoro Per La Provincia Di Ravenna A Cura Dell'Osservatorio Sicurezza Sul Lavoro E Ambiente Vega Engineering. Dati Al 30 09 2023
Statistiche infortuni sul lavoro sulla popolazione occupata nella provincia di Ravenna

Richetti al congresso provinciale di Azione: «Pragmatismo e spirito repubblicano»

Confermato alla guida Filippo Govoni, presidente la giovane Nora Righini

Azione congresso provincialeÈ stato l’onorevole Matteo Richetti ad aprire – questa mattina (11 novembre) alla Sala D’Attorre di Ravenna – i lavori del secondo Congresso provinciale di Azione, iniziato con l’elezione della giovane Nora Righini, già componente del direttivo Regionale, a Presidente del partito a livello provinciale.

I temi dello sviluppo economico e della sanità, l’attenzione ai problemi del territorio, la necessità di un’azione politica basata sulla concretezza, sono stati al centro degli interventi dei delegati, succedutisi dopo i saluti portati dal sindaco di Ravenna e presidente della Provincia Michele de Pascale.

Grande apertura ad eventuali alleanze in vista delle tornate elettorali ormai imminenti a partire dalla primavera 2024 (a Cervia è già stato sottoscritto un accordo) è stata espressa dagli ospiti esponenti degli altri partiti e movimenti civici – Italia Viva, Più Europa, La buona Politica, Psi – «all’insegna di un dialogo costruttivo e dell’ipotesi di un lavoro comune sui problemi concreti, nell’interesse delle comunità», si legge in una nota inviata alla stampa.

Al centro della mozione presentata dal segretario uscente Filippo Govoni le difficili sfide che ci attendono, «in uno scenario ulteriormente complicato dalle guerre che stanno assumendo caratteristiche sempre più globali e dinanzi alle quali la posizione dell’Europa appare troppo debole». Sul fronte nazionale, «appare inconsistente l’azione del Governo Meloni rispetto alla realizzazione del Pnrr – continua la nota – e alle promesse fatte, incluso il sostegno a cittadini e imprese post alluvione. Il bipolarismo sta scivolando sempre più verso una deriva populista, dove stanno scomparendo le forze moderate, ostaggio delle aree più estremiste delle coalizioni. Il modus operandi di Azione vuole essere improntato a decisioni guidate da pragmatismo e spirito repubblicano, con l’obiettivo di far crescere il partito allargandone il perimetro: le anime popolare, liberale e mazziniana devono convivere e trovare sintesi valoriali, etiche e politiche perché possano avere un ruolo nel Paese e sul territorio, dove già sia il pensiero liberale che repubblicano hanno un solido radicamento. Un partito capace di dialogare al proprio interno e rispettare le minoranze».

Azione è pronta a impegnarsi in un lavoro sul territorio, «con l’approccio scientifico che lo contraddistingue – come ha sottolineato la Consigliera Chiara Francesconi – e che è già è stato dimostrato sui temi dell’energia, della conservazione delle valli e pinete, dei problemi della sanità quali liste d’attesa e abbandono da parte dei medici, della necessità di migliorare collegamenti viari e ferroviari».

Al termine del dibattito congressuale, è stato confermato alla guida di Azione della provincia di Ravenna Filippo Govoni, eletto insieme a un direttivo largamente rinnovato e composto in gran parte da giovani (età media 48 anni): Stefano Ravaglia; Chiara Francesconi; Enrico Montanari; Fabio Casamassima; Marco Sartori; Nora Chersoni; Mauro Pinardi; Roberto Gualtieri; Francesca Gualdrini; Filippo Montevecchi; Renzo Ballardini; Aldo Ferruzzi; Giovanni Camerani; Letizia Santarelli; William Bissoni; Giuseppe Piccinini; Gabriele Ghinassi; Domenico Bevilacqua; Pietro Milio; Chiara Casamassima.

«A Ravenna non si trovano gli alloggi? Privatizziamo le case popolari»

L’Asppi replica alle accuse: «Il caro affitti non è colpa dei proprietari»

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Asppi (Associazione Piccoli Proprietari Immobiliari) risponde con una lettera alle accuse rivolte anche ai proprietari per l’elevato costo degli affitti durante l’ultima riunione del Tavolo provinciale per le politiche abitative (ne avevamo parlato qui).

Secondo l’associazione, infatti, la quasi totalità dei canoni è formata da contratti 3+2, ovvero validi per cinque anni in base agli accordi territoriali tra associazioni della proprietà ed associazioni dell’inquilinato, con parametri stabiliti e fermi dal 2019 nei comuni della provincia di Ravenna.

L’associazione si dichiara «tuttavia ben conscia delle difficoltà incontrata nel reperire alloggi, anche a fronte di una crescente richiesta, frutto dell’incrocio di diverse esigenze che vedono la crescita della popolazione studentesca universitaria dei fuorisede, alloggi per alluvionati, alloggi messi a disposizione per affitti brevi o brevissimi», dicendosi contraria alle «politiche che si occupano della casa solo per drenare risorse» come la crescita della cedolare secca al 26% per gli affitti brevi.

Sempre secondo l’associazione, un modo per alleviare la situazione sarebbe quello di centrare l’attenzione di politici e amministratori verso la sicurezza del reddito da locazione, eliminando così il rischio morosità di ogni tipo di contratto, oltre che impegnarsi concretamente nella riscossione delle imposte e nella lotta all’affitto in nero. Tra le altre richieste avanzate dal gruppo, la messa in circolazione di alloggi popolari Erp.

«Un’operazione che metterebbe in circolo, nella sola Ravenna, oltre 400 appartamenti. Una manovra di questa importanza andrebbe studiata: si potrebbero privatizzare alloggi Erp per un centinaio d’anni richiedendo al contempo di metterli in ordine dal punto di vista sismico ed energetico, ma anche di “obbligarli” ad un affitto a canone concordato per un certo numero di anni. Insomma, un’operazione che al pubblico costerebbe zero, ma che metterebbe in moto il settore edilizio della ristrutturazione e di altri settori collegati, compreso quello degli affitti, oggi in difficoltà, appunto per la mancanza di alloggi».

Tornano l’opera e la danza all’Alighieri: ecco gli appuntamenti della stagione 2024

Importanti coproduzioni, nuovi spettacoli e compagnie internazionali, dal 19 gennaio al 21 aprile a Ravenna

Teatro Alighieri©Zani Casadio CIK0618ok Copia

L’amante di un imperatore, una sposa napoletana e una principessa della Cina: ad accomunarle sono l’appartenenza alla grande storia dell’opera italiana, dall’età Barocca al belcanto fino al Novecento, e la Stagione d’Opera 2024 del Teatro Alighieri di Ravenna, che torna in scena con tre titoli – L’incoronazione di Poppea, Il turco in Italia e Turandot – di cui sono protagoniste donne al confronto (e scontro) con un mondo a misura d’uomo, nel quale devono sovente avvalersi del potere della seduzione.

La Stagione, in scena dal 19 gennaio al 21 aprile, abbraccia anche tre appuntamenti di danza con la Company Wayne McGregor in arrivo da Londra e due formazioni italiane, il Nuovo Balletto di Toscana e lo SpellBound Contemporary Ballet, per esplorare i confini tra visibile e invisibile, umano e post-umano.

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L’incoronazione Di Poppea

Il sipario si alza sul percorso Opera con gli intrighi de L’incoronazione di Poppea di Monteverdi, nella produzione firmata da Pier Luigi Pizzi con l’Orchestra Monteverdi Festival – Cremona Antiqua diretta da Antonio Greco (19, 21 gennaio).

Se Poppea sogna il trono imperiale al fianco di Nerone, la consumistica ambizione di Donna Fiorilla ne Il turco in Italia di Rossini è perseguire liberamente i capricci del desiderio; la regia è di Roberto Catalano, mentre Hossein Pishkar guida l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini (1, 3 marzo).

Nell’allestimento del regista Giuseppe Frigeni, la Turandot di Puccini, con l’Orchestra Toscanini diretta da Marco Guidarini, è una donna che tenta di difendersi dai giochi del potere maschile (12, 14 aprile).

The Red Shoes Nuovo Balletto Di Toscana Philippe Kratz 22
The Red Shoes, Nuovo Balletto di Toscana

L’itinerario Danza si inaugura invece con la Company Wayne McGregor e Autobiography del suo fondatore e direttore, che sconvolge la tradizione della danza intrecciando coreografia, intelligenza artificiale e codice genetico (10, 11 febbraio).

È un felice ritorno all’Alighieri anche quello del Nuovo Balletto di Toscana, che propone il nuovissimo The Red Shoes fresco di debutto, una rilettura della fiaba di Andersen nel variegato linguaggio di Philippe Kratz, capace di combinare danza contemporanea, hip hop e stilemi classici (16, 17 marzo).

Corona la Stagione l’appuntamento con un’altra compagnia italiana, lo SpellBound Contemporary Ballet, e L’arte della fuga con cui Mauro Astolfi propone una…anti-fuga, perché “una fuga è fatta ad arte se nessuno se ne accorge” e tracciare una distanza può illuminare una nuova prospettiva (20, 21 aprile).

«La capacità di costruire solide e intense collaborazioni con altri teatri italiani è il fertile terreno sul quale sono fiorite tutte le tappe del percorso d’Opera di quest’anno: queste coproduzioni sono un importante segno di fermento per tutti i teatri di tradizione – sottolinea Angelo Nicastro, direttore artistico della Stagione d’Opera e Danza del Teatro Alighieri –. In un momento storico così drammaticamente complesso, la centralità del teatro e della cultura nell’educazione delle nuove generazioni è ancora più evidente. Siamo pertanto lieti di rinnovare il percorso A scuola in teatro, che si intreccia a quello d’Opera con prove aperte alle scuole e si completa con appuntamenti su misura per gli studenti come La serva padrona, presto in scena, o la Turandot di Opera Domani, entrambe accessibili anche al pubblico generale».

«La “fabbrica” del Teatro Alighieri ha dovuto affrontare, come molte realtà del nostro territorio, i danni diretti e indiretti dell’alluvione che ha colpito la Romagna a maggio – ricorda Antonio De Rosa, Sovrintendente di Fondazione Ravenna Manifestazioni – e l’inondazione del magazzino nel quale si custodivano materiali per allestimenti, scenografie e costumi, equipaggiamento illuminotecnico e molto altro è una perdita incalcolabile per il valore economico ma anche storico di quanto è stato irreparabilmente danneggiato. Per questo siamo doppiamente grati a chi, in questo momento particolare,  ci aiuta a garantire continuità alle attività del Teatro Alighieri: la Stagione d’Opera e Danza 2024 è resa possibile dal sostegno del Comune di Ravenna, della Regione Emilia-Romagna e del Ministero della Cultura e dal contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna».

Prima dell’opera accompagna anche quest’anno il calendario, con tre incontri di approfondimento affidati a Luca Baccolini, collaboratore di La Repubblica e redattore di Classic Voice. Gli appuntamenti a ingresso libero, sempre alle 18 nella nobile cornice di Palazzo Rasponi (Piazza Kennedy), sono giovedì 18 gennaio per L’incoronazione di Poppea, giovedì 29 febbraio per Il turco in Italia e giovedì 11 aprile per Turandot.

Info e prevendite: Biglietteria Teatro Alighieri – tel. 0544 249244 – www.teatroalighieri.org

ABBONAMENTI – dall’11 novembre al 14 dicembre prelazione abbonati Stagione 2023 e nuovi abbonamenti nei posti liberi (opera da 35 a 100 euro; danza da 27 a 75 euro)

BIGLIETTI – dal 18 dicembre biglietti singoli (opera da 15 a 45 euro; danza da 10 a 30 euro); Under 18 a 5 euro; Carta Giovani Nazionale 18-35 anni (platea e palchi): Opera 20 euro, Danza 15 euro

Un altro km di pista ciclabile a Marina Romea: al via l’intervento da 748mila euro

Il 13 novembre inizieranno i lavori nel tratto di strada tra viale Ferrara e via delle Valli. L’investimento è stato finanziato con i fondi del Pnrr

Marina Romea Viale Italia

Inizieranno lunedì 13 novembre i lavori per la realizzazione della nuova pista ciclopedonale in viale Italia a Marina Romea, precisamente nel tratto tra viale Ferrara e via delle Valli, lungo il lato della pineta.

Il percorso sarà lungo circa un chilometro e si collegherà a due tratti già esistenti: uno termina nel tratto precedente a viale Ferrara, mentre l’altro nel tratto prospiciente via delle Valli.

L’intervento, il cui importo complessivo è di 748 mila euro, sarà interamente finanziato grazie ai fondi del Pnrr. Durante i lavori, che avranno una durata di 120 giorni, la viabilità non subirà delle modifiche, se non per alcuni restringimenti di carreggiata. Durante le lavorazioni alcune fermate dell’autobus subiranno delle variazioni che saranno segnalate in loco.

Il percorso ciclopedonale verrà collocato in una fascia attualmente destinata al parcheggio sul lato est della strada (lato pineta) e le nuove aree di sosta saranno realizzate in linea. Nel progetto sono inoltre previsti degli elementi a pavimento che costituiscono un percorso tattile per persone ipovedenti o non vedenti, che individuano gli attraversamenti pedonali, le fermate del bus e gli elementi di pericolo.

«Questo intervento renderà il lungomare ancora più accessibile alla mobilità lenta – afferma l’assessora all’Urbanistica Federica Del Conte – che tanto si addice ad una località turistica. Inoltre, si inserisce in un più ampio contesto di riqualificazione di Marina Romea perché sarà interessata dai lavori di realizzazione del Parco Marittimo. Sono certa che, una volta completate tutte le lavorazioni, residenti e turisti apprezzeranno i risultati e godranno di un ambiente bello e maggiormente fruibile».

Si provvederà, inoltre, alla sostituzione dei pali e dei corpi illuminanti già esistenti e verrà rifatta la staccionata di separazione dell’area ciclopedonale dalla pineta.

In darsena a Ravenna chiude l’area “Pop Up”

I container avevano portato nuova vita in banchina nel 2016

Darsena Pop Up

Dopo sette anni e mezzo, a Ravenna chiude il Darsena Pop Up, lo spazio affacciato sul canale Candiano riqualificato con l’utilizzo di container e che nel corso del tempo ha ospitato bar, ristoranti, gelaterie…

È stata proprio la gelateria Sbrino a confermare le tante voci, pubblicando sui social l’annuncio della chiusura in darsena (resta operativa la nuova sede in centro a Ravenna), a causa di una futura riconversione dell’area. Area che, va detto, è sempre stata considerata un “riuso temporaneo” dai titolari (e pure dal Comune).

Dalla proprietà ancora le bocche sono cucite sui progetti futuri, anche se in città si parla insistentemente di un nuovo hotel.

Di certo il Pop Up (il primo esperimento di riqualificazione in darsena che è riuscito a ridare vita alle banchine) a fine anno chiuderà definitivamente, con la parte sportiva che proseguirà soltanto qualche mese in più.

Tornano le “Storie di Ravenna”: al Rasi va in scena un racconto sul mosaico

Il 13 novembre il primo appuntamento, poi il 19 appuntamento speciale al Mar

Mauro Reggiani Zelo Molducci Senza Titolo 1955 Mar Museo Darte Della Citta

A partire da lunedì 13 novembre, alle 18 al teatro Rasi di Ravenna, torneranno gli appuntamenti di “Storie di Ravenna“, una serie di sei spettacoli che nasce dalla volontà di raccontare la storia della città attraverso la voce di studiosi ed esperti utilizzando i tempi e i linguaggi del teatro.

Un racconto a più voci, corredato da immagini, suoni e letture, che intende arrivare ad un pubblico vasto ed essere un momento di incontro e condivisione.

Titolo della prima puntata sarà Le tante tessere di Ravenna, un racconto tra passato, presente e futuro su un’arte affascinante che ha reso celebre questa città in tutto il mondo. Parteciperanno Cesare Albertano, docente di storia e letteratura, 
Paola Babini, direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, Rosetta Berardi, pittrice e fotografa,
 Roberto Cantagalli direttore del Mar – Museo d’Arte della Città di Ravenna, 
Giovanni Gardini, iconografo, Museo Diocesano di Faenza-Modigliana, 
Marco Santi, restauratore, legale rappresentante Gruppo Mosaicisti Ravenna. Le letture saranno eseguite da Luigi Dadina, 
musiche dal vivo Enna Düsseldorf, regia Alessandro Renda.

La rassegna proseguirà domenica 19 novembre con l’appuntamento speciale dal titolo Storie del Mar. I mosaici del 1959, progetto organizzato da Ravenna Teatro insieme al Museo d’Arte della Città e incentrato sulla mostra dei mosaici del ’59 – in collaborazione con il Conservatorio Statale Giuseppe Verdi di Ravenna – che porta in scena uno spettacolo (in doppia replica alle 15.30 e 16.45) in cui sono protagonisti Camilla Berardi e Giovanni Gardini, con musiche di Michele Benini, regia di Alessandro Argnani.

Ingresso unico 5 euro, biglietti in vendita sul sito ravennateatro.com. Info 0544 36239.

Storie del Mar: prenotazione obbligatoria allo 0544 482477. Ingresso 10 euro comprensivo della visita alla mostra BurriRavennaOro.

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