A distanza di quattro anni dall’ultima volta, torna a Godo la 24 ore di baseball, giunta alla quinta edizione.
A partire dalle 14 di sabato 26 agosto, per 24 ore ininterrotte la squadra blu e la squadra rossa si affronteranno in una appassionante e divertente partita di slow pitch sul diamante di Godo. Chiunque può partecipare.
Al momento dell’iscrizione si sceglie quale maglia indossare.
I giocatori della massima serie del Godo Baseball saranno presenti in campo per assistere e supportare i partecipanti.
Gli allenatori saranno a disposizione dei partecipanti per insegnare le basi del gioco e per coinvolgerli Saranno inoltre organizzate partite nell’adiacente campo Roberto Saporetti, soprattutto a beneficio dei più piccoli e dei neofiti, per non lasciare nessuno “inattivo”.
Dalle 18.30 l’atmosfera si scalderà con un primo assaggio della performance del complesso “70 mi da 80”, poi in concerto alle 21.30.
E per chi vorrà affrontare la notte al campo, sarà possibile portarsi dietro la tenda.
L’impresa della 21enne ravennate ai Mondiali in corso a Valencia
Foto da Federginnastica
La 21enne ravennate Milena Baldassarri ha conquistato il pass per le Olimpiadi di Parigi 2024 ai Mondiali di ginnastica ritmica in corso a Valencia.
L’atleta azzurra – che all’ultima Olimpiade a Tokyo aveva festeggiato il sesto posto, miglior piazzamento della storia per un’italiana – ha ottenuto il 15esimo posto nella qualificazione dell’all around, ottenendo così una delle carte olimpiche non nominali in palio. Sarà la federazione italiana di ginnastica a decidere chi inviare ai Giochi.
Già qualificata Sofia Raffaeli, Baldassarri – come sottolinea in un’agenzia l’Ansa – dovrebbe essere comunque la seconda a rappresentare l’Italia nella capitale francese.
«Ancora non ci credo – ha dichiarato in zona mista Baldassarri, citiamo il sito della Federginnastica – Sono super contenta. È da Tokyo che ci penso: sono andata avanti step by step ma il focus era Parigi. Non è facile, da individualista, bissare una partecipazione olimpica. Nella storia della federazione ci sono riuscite in due. Sono molto orgogliosa e spero di portare in alto il nome della ginnastica italiana. […] La passione per questo sport e la mia allenatrice Julieta Cantaluppi mi hanno dato la forza in questi due lunghi anni. Dedico questo splendido risultato ai miei genitori, a mia nonna che mi segue da casa, in Italia, a tutti quelli che mi sostengono e a Julie che è sempre con me»
«Grazie Mile – ha commentato invece sui social la sua società, la Ginnastica Fabriano – e soprattutto grazie all’unica tecnica capace di rendere il sogno possibile, la numero uno al mondo Julieta Cantaluppi, l’unica che sia mai riuscita ad avere due ginnaste qualificate per la stessa olimpiade! Non permetteremo a nessuno di rubarci questo sogno».
Grazie anche al lavoro del Dipartimento di Beni Culturali di Ravenna
Un gruppo di ricercatori dell’Alma Mater ha analizzato, per la prima volta, il Dna estratto da antichi reperti di prolago sardo (Prolagus sardus), una specie estinta un tempo diffusa in Sardegna e Corsica. Lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, è stato coordinato dal professor Luca Fontanesi e svolto con la leadership del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari (Distal) e del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna (sede di Ravenna), e la collaborazione di ricercatori dell’Università di Cagliari, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e dello Severtsov Institute of Ecology and Evolution of the Russian Academy of Sciences di Mosca.
«È stata recuperata e ricostruita con successo una porzione del genoma mitocondriale di un campione di prolago rinvenuto nella grotta di Cabaddaris a Supramonte di Orgosolo, Nuoro – spiega il ricercatore dell’Alma Mater Valerio Joe Utzeri, primo autore dell’articolo –. Oltre alle analisi genetiche, il reperto è stato datato grazie alla tecnica del C14, che lo ha collocato circa 7500 anni fa, nel periodo Neolitico. Tra i resti fossili di vertebrati quaternari rinvenuti in Sardegna, quelli di Prolagus sardus sono sicuramente i più abbondanti. È probabile che questa specie fosse preda di diversi carnivori (canidi e mustelidi) e di uccelli nell’ecosistema paleo-insulare quaternario della Corsica e della Sardegna. Inoltre, i resti bruciati raccolti in diversi siti archeologici hanno documentato che il prolago è stato regolarmente cacciato e mangiato dalle prime comunità di esseri umani che hanno colonizzato queste isole».
Questo lagomorfo (simile a lepri e conigli) è stato certamente presente in Sardegna fino all’età del Ferro e in Corsica forse fino all’epoca romana. L’estinzione è stata forse legata all’introduzione di nuovi predatori o concorrenti per la stessa nicchia ecologica nell’ecosistema insulare. La trasmissione di agenti patogeni da parte di specie introdotte dall’attività umana, come ratti e lepri, non può essere però esclusa.
Il team di ricerca al lavoro al Laboratorio del Dna antico di Ravenna
«Le analisi paleogenomiche applicate in questo studio – afferma la professoressa Elisabetta Cilli del Dipartimento di Beni Culturali Unibo e seconda autrice co-corrispondente dell’articolo – hanno subito negli ultimi anni un forte impulso di sviluppo, di pari passo con l’avanzamento tecnologico disponibile per il sequenziamento del Dna. Queste analisi forniscono un espediente unico per recuperare e studiare i cambiamenti genetici nel corso del tempo e osservare in tempo reale i processi evolutivi ed ecologici. In questo modo il Dna antico, una specie di capsula del tempo, ha rivoluzionato la comprensione di importanti eventi del passato con una risoluzione senza precedenti, fornendo nuove opportunità per rispondere a quesiti che non avremmo potuto risolvere con altri approcci. Come per questo studio, grazie alla paleogenomica è stato possibile analizzare il Dna di molte altre specie estinte come ad esempio l’uomo di Neandertal, il mammut, la tigre dai denti a sciabola o ancora il leggendario unicorno siberiano».
«La sfida maggiore è stata la conservazione del Dna – aggiunge la professoressa Donata Luiselli del Dipartimento di Beni Culturali Unibo -. Le regioni mediterranee, con il clima che le caratterizza, non sono propriamente ideali per la preservazione del Dna. Poche specie animali estinte provenienti da queste zone sono state finora caratterizzate a livello genomico, fornendo informazioni uniche sulla storia evolutiva delle specie isolate ed endemiche del Mediterraneo. E questo è un ulteriore valore del nostro studio, che ha permesso di ottenere informazioni sul Dna antico da reperti di Prolagus sardus recuperati in Sardegna».
Hanno partecipato allo studio, per l’Università di Bologna, anche Francesco Fontani, Anisa Ribani, Adriana Latorre, Samuele Bovo e Giorgio Gruppioni.
Il segretario dei dem critica l’ipotesi del ministro e annuncia una mobilitazione a partire da un dibattito alla festa dell’Unità
Il porto di Ravenna
«Le autorità portuali italiane devono rimanere enti pubblici non economici. Ci opporremo fermamente all’ipotesi di svendere i porti, eliminando la regolazione pubblica». Il segretario provinciale del Pd a Ravenna, Alessandro Barattoni, è intervenuto sul tema dei porti sollevato dal ministro Antonio Tajani in un’intervista. «Ha lasciato intendere che in vista della manovra una delle possibili opzioni che questo governo valuterà è quella della privatizzazione delle Autorità di sistema portuale. Abbiamo l’impressione che il governo non sappia più cosa inventare per reperire le risorse con le quali realizzare le mirabolanti promesse della campagna elettorale».
Barattoni ritiene l’idea della privatizzazione sbagliata «per lo sviluppo del Paese, per lo sviluppo del nostro porto che rappresenta il futuro della città e anche di tutta la regione. Crediamo nella natura pubblica delle autorità di sistema portuale e alla festa nazionale del Pd a Ravenna dal 31 agosto organizzeremo un incontro nel quale verranno presentate le nostre proposte sui porti».
Il segretario dem annuncia una mobilitazione su questo tema: «Nelle dichiarazioni di Tajani, che si sommano a quelle di Rixi sull’eventuale riforma dell’autorità di sistema portuale, non vediamo un disegno di crescita, ma solo l’idea di raccogliere soldi ovunque senza che ci sia una strategia per lo sviluppo del Paese. I porti hanno retto durante la fase difficile della pandemia e adesso possono rappresentare un’occasione di crescita. A idee che vanno in direzione contraria, che intendono metterli nelle mani di pochi soggetti, ci opporremo con forza».
Sulla pagina ufficiale dei vigili urbani è stato pubblicato un annuncio di chiusura al traffico stradale per manutenzione per undici giorni ma si è trattato di un errore di chi gestisce il social network. Non sono previste chiusure. Interrogazione parlamentare di Forza Italia
Non sono previste chiusure per la viabilità stradale sul ponte mobile sul canale Candiano a Ravenna all’inizio di settembre. La precisazione è una sorta di errata corrige necessaria dopo la notizia pubblicata su questo sito nel primo pomeriggio di oggi, 24 agosto, a seguito di un post pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale della polizia locale. Che è a tutti gli effetti una fonte ufficiale per i media, uno dei canali attraverso cui l’amministrazione comunale comunica verso l’esterno.
Come si può vedere dallo screenshot pubblicato in questo articolo, il post lasciava poco margine di interpretazione e annunciava il transito vietato ai veicoli per undici giorni dalle 6 del 29 agosto alla mezzanotte tra l’8 e il 9 settembre. Va segnalato che la pagina Facebook della polizia locale ha cinquemila follower e fornisce abitualmente info utili sulla viabilità comunale. Non era quindi affatto inusuale la pubblicazione di una comunicazione di questo tipo e questo ha portato la redazione di Ravenna&Dintorni a darne notizia senza necessità di ulteriori verifiche.
Dopo circa mezzora dalla pubblicazione il post è stato rimosso per lasciare spazio a uno nuovo (visibile in fondo a questo articolo) in cui viene comunicato che non ci saranno interruzione al transito per i veicoli, seppure non si fa menzione del post errato rimosso dal web. Il post precisa che sarà inibita la movimentazione del ponte: in buona sostanza verrà svolta sì della manutenzione, ma sarà il (ridotto) traffico navale a subire limitazioni e non quello dei veicoli stradali. Al momento non sono state fornite spiegazioni ufficiali sulla dinamica che ha portato all’errata comunicazione.
Il ponte mobile di Ravenna è stato chiuso un mese dall’8 maggio per manutenzione per rifare il manto stradale e dopo l’apertura dell’8 giugno scorso è rimasto transitabile meno di 48 ore perché poi è stato chiuso d’urgenza dopo un incidente in un giorno di pioggia che ha fatto sorgere dubbi sull’aderenza del fondo. Dopo tre giorni di chiusura è stato riaperto al traffico il 13 giugno, ma con l’aggiunta di dossi in entrata per obbligare i veicoli a viaggiare a passo d’uomo (vale il limite di 30 km orari). Dal 3 luglio è stato chiuso fino al 6 luglio per rendere il fondo stradale più ruvido. In questo articolo avevamo ricostruito i vari passaggi con le spiegazioni fornite da Ap.
Sulla vicenda è intervenuto Alberto Ancarani, consigliere comunale di Forza Italia: «Un’ulteriore settimana di manutenzione, benché senza interruzione del traffico veicolare, rappresenta l’ennesimo schiaffo a una cittadinanza ravennate che ha sicuramente dimostrato con il Pd una pazienza encomiabile. Non abbiamo difficoltà a citare il Pd su questo argomento anche se ci è ben noto che la competenza sul ponte non sia formalmente comunale, ma dell’Autorità di sistema portuale. Sappiamo infatti che sebbene ente diverso dalla giunta, l’Autorità è da quest’ultimo protetta come se ne fosse un ganglo, visto che quando si chiede di formulare una condanna e un biasimo ufficiale nei confronti della stessa, si riceve un imbarazzato ma chiarissimo diniego».
Su invito del gruppo consiliare comunale di Forza Italia, la deputata Rosaria Tassinari ha presentato una interrogazione parlamentare, depositata a inizio agosto, sulla gestione da parte di Ap «affinché il governo possa accendere un faro ed eventualmente richiamare direttamente presidente e segretario generale dell’Autorità, su un disagio gravissimo che ravennati, turisti e operatori portuali sono costantemente costretti a subire». Nelle prime sedute di settembre il consiglio comunale di Ravenna sarà chiamato a votare l’ordine del giorno presentato da Ancarani nel quale si chiede a sindaco e giunta di esprimere formalmente biasimo all’autorità portuale.
Interrogazione di Gibertoni (Gruppo Misto) su di una situazione che si trascina da anni
La Regione intervenga «per diminuire e controllare le emissioni odorigene e, più in generale, le emissioni in atmosfera e migliorare la pessima situazione che si trascina da anni nella zona compresa tra l’autostrada A1 e Faenza».
La richiesta è della consigliera Giulia Gibertoni (Gruppo Misto) in un’interrogazione alla giunta nella quale chiede «interventi concreti» da parte di Arpae, Comune di Faenza e aziende presenti in quella zona.
La capogruppo del Misto, inoltre, vuole sapere quali sono «i dati sulla qualità dell’aria nella suddetta zona industriale e nei suoi immediati dintorni e quali, in particolare, gli impatti odorigeni» e perché negli anni «non sia mai stato prescritto e condotto uno studio epidemiologico sulla salute dei cittadini di Faenza per valutare l’impatto cumulativo delle emissioni odorigene e, più in generale, delle emissioni in atmosfera prodotte dalle aziende insediate nella zona, in particolare distillerie e ceramiche».
Gibertoni, poi, chiede «cosa abbia fatto la Regione Emilia-Romagna fino ad oggi su questo grave problema e come intenda applicare il decreto direttoriale, del 28 giugno 2023, del responsabile della Direzione generale ‘Valutazioni ambientali’ del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica di approvazione degli ‘Indirizzi per l’applicazione dell’articolo 272-bis del D.Lgs. 152/2006 in materia di emissioni odorigene di impianti e attività».
La consigliera scrive che da settimane «un’aria satura di odori insopportabili causa bruciori agli occhi e alla gola e rende faticosa la respirazione per i cittadini di Faenza che vivono nei dintorni della zona industriale, situata alle porte della cittadina nei pressi dell’autostrada A14». Un problema irrisolto da anni, afferma Gibertoni, così come risultano inascoltate sono le richieste dei cittadini, che chiedono una centralina Arpae nella zona industriale.
La giunta, conclude la capogruppo, in passato si è sempre difesa sostenendo che non esisteva una disciplina che regolasse le emissioni odorigene: ora c’è il decreto direttoriale del ministero dell’Ambiente di approvazione degli “Indirizzi per l’applicazione dell’articolo 272-bis del D.Lgs. 152/2006 in materia di emissioni odorigene di impianti e attività”.
L’Ecomuseo delle Erbe Palustri di Villanova di Bagnacavallo organizza due eventi serali in omaggio a Ivano Marescotti, con la proiezione di due tra le sue più famose interpretazioni teatrali: sabato 26 agosto Zitti tutti e sabato 2 settembre Il silenzio anatomico, entrambe tratte da opere di Raffaello Baldini.
In occasione della prima serata, sabato 26, verrà presentato anche il nuovo murale realizzato da Laura Bubani in arte Biba all’ingresso dell’ecomuseo, in occasione del decennale del trasferimento nell’attuale sede di via Ungaretti 1. «L’opera è dedicata al padre di Ivano, Amleto Marescotti conosciuto come Venerino e a mio suocero Valeriano Barangani – spiega Maria Rosa Bagnari dell’ecomuseo –. Marescotti e Barangani facevano parte del “cantiere aperto”, il nucleo di anziani che deteneva il bagaglio inalterato delle tecniche di intreccio. Furono i primi informatori dell’ecomuseo ed erano persone dall’onestà e dall’etica comportamentale proverbiale, che sapevano impartire una lezione di vita a ogni incontro. Con questo murale vogliamo fissare le origini e la tipologia di questo ecomuseo vero e non autoreferenziale, in quanto progetto partecipativo che ha i suoi fondatori nelle persone del paese. L’attuale sede museale è un’ex scuola media e si trova al centro del polo scolastico di Villanova, tra le scuole dell’infanzia, il nido, le elementari e le medie. Le politiche didattiche ecomuseali hanno interagito di continuo con l’attiguo polo».
Le proiezioni saranno precedute da filmati storici con Villanova e i suoi capanni, le borgate e le arti della lavorazione delle erbe palustri.
Le serate, in programma alle 20, sono con ingresso a offerta libera.
È gradita la prenotazione: 0545 280920; erbepalustri.associazione@gmail.com.
L’allerta meteo per temperature estreme passa da gialla ad arancione. Il nuovo provvedimento sarà in vigore nella giornata di domani, venerdì 25 agosto, sempre negli stessi comuni della provincia di Ravenna in cui è valida oggi l’allerta gialla. Ossia Solarolo, Bagnara, Lugo, Cotignola, Bagnacavallo, Fusignano, Alfonsine, Conselice, Sant’Agata sul Santerno e Massa Lombarda.
Queste le norme di comportamento che la Protezione Civile invita a seguire:
non uscire nelle ore più calde, dalle 12 alle 18, soprattutto ad anziani, bambini molto piccoli, persone non autosufficienti o convalescenti;
in casa, proteggersi dal calore del sole con tende o persiane e mantenere il climatizzatore a 25-27 gradi. Se usate un ventilatore non indirizzatelo direttamente sul corpo;
bere e mangiare molta frutta ed evitare bevande alcoliche e caffeina. In generale, consumare pasti leggeri.
indossare abiti e cappelli leggeri e di colore chiaro all’aperto evitando le fibre sintetiche. Se è con voi una persona in casa malata, fate attenzione che non sia troppo coperta.
Lega e Fratelli d’Italia contro il sindaco: «Il Comune incassa grazie alla generosità delle persone»
Fa discutere la decisione del Comune di Ravenna – così come annunciato dal sindaco Michele de Pascale nei giorni scorsi – di utilizzare parte del fondo delle donazioni raccolte dalla stessa Amministrazione a favore degli alluvionati, per esentare gli stessi dal pagamento della Tari.
«Una mossa da illusionista», secondo il segretario comunale della Lega, Luca Cacciatore, che aggiunge: «Così il sindaco di Ravenna “passa all’incasso” con i soldi della generosa collettività, senza intaccare le casse comunali».
«Un gesto più nobile – continua il leghista – sarebbe stato quello di recuperare le risorse dal taglio di sprechi e sperperi noti da tempo nel nostro territorio, senza intaccare minimamente il fondo pro alluvionati, fondo a cui il comune peraltro non ha versato un solo euro e che come finalità aveva ed ha quella di dare aiuti concreti e diretti ai cittadini bisognosi e non quello di pagarne le imposte comunali».
Sulla stessa linea, nei giorni scorsi, Alberto Ferrero, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia. «L’amministrazione locale – scrive in una nota – pare che non abbia perso il vizio di cercare a tutti i costi di “prelevare” dal fondo donazioni per le famiglie ed imprese alluvionate i costi o le spese che ha (o intende) sostenere, in ultimo in ordine di tempo il finanziamento Tari».
«I circa 7 milioni di euro sul conto dedicato alle famiglie e alle imprese colpite dall’alluvione – sottolinea Ferrero – «sono donazioni e non rimborsi spese o contributi. Il Comune di Ravenna, che non ci risulta abbia donato un solo euro nel predetto fondo alluvioni, pretende poi, non solo di gestire l’erogazione del denaro senza consultarsi con le opposizioni, ma addirittura di prelevare del denaro per rimpinguare le casse comunali a seguito della presunta esenzione Tari. Forse qualcuno dovrebbe spiegare al primo cittadino di Ravenna l’enorme differenza tra donazioni, rimborsi spese e contributi, posto che la donazione è un regalo, un aiuto diretto e concreto da parte di privati ed aziende per aiutare chi ha subito i danni catastrofici dell’alluvione, non certamente per rimborsi di imposte comunali».
Sul tema anche un’interrogazione al sindaco di Renato Esposito, sempre di Fratelli d’Italia, che chiede quale sia l’importo del fondo delle donazioni destinato allo scopo.
Diventa sempre più concreto il sogno di Leonardo Pizzirani. Il 27enne operaio artigiano di Lugo con la passione per la moda, ha infatti superato a Giulianova lo scoglio delle semifinali approdando alla finalissima di Mister Italia 2023.
Sabato sera, 26 agosto, sul palco dello Stadio del Mare di Pescara, tra i 40 ragazzi provenienti da tutto il Paese ci sarà quindi anche lui (Leonardo sfilerà con il numero 24) con l’obiettivo di portare per la prima volta nel ravennate lo scettro conquistato in passato da alcuni protagonisti del mondo dello spettacolo e della tv come Luca Onestini, Raffaello Balzo, Paolo Crivellin, Luciano Punzo e Luca Vetrone.
La serata sarà condotta da Jo Squillo e vedrà la presenza sul palco, tra gli altri, di Viola Valentino, Serena De Bari (“Amici”), Roberta Beta (“Grande Fratello”) e Andrea Della Cioppa (“Temptation Island”, “Uomini e Donne”).
Le previsioni della sindaca di Russi. Ritardi nei lavori per l’allacciamento della rete gas e i danni dell’alluvione alla ditta esecutrice
È prevista per il prossimo novembre l’apertura del nuovo collegamento tra via Faentina e la strada provinciale 253 a Godo di Russi all’altezza della zona artigianale Monaldina. Il cantiere da 650mila euro è fermo da diversi mesi (dopo il completamento della rotatoria sulla provinciale che consentirà la svolta nel prolungamento di via dei Mestieri nella zona artigianale). Secondo quanto fa sapere il Comune di Russi, la ripresa dei lavori dovrebbe arrivare entro agosto.
La sindaca Valentina Palli spiega i motivi del fermo dei lavori: «Necessario ottenere nulla osta per la realizzazione dell’allaccio rete gas di collegamento alla zona artigianale e inoltre la ditta esecutrice è stata gravemente alluvionata con conseguenti ritardi».
La realizzazione dell’opera ha richiesto l’esproprio di terreni privati per un totale di circa 40mila euro.
Il punto più critico è il ponte sul fiume Santerno a Sant’Agata
È prevista per l’inizio di ottobre la riapertura della linea ferroviaria fra Faenza e Lavezzola, pesantemente danneggiata dalle inondazioni che hanno colpito la Romagna a maggio.
Rete ferroviaria italiana (Rfi), società del gruppo Fs, ha avviato in questi giorni i lavori di ripristino della propria infrastruttura, attività il cui inizio era subordinato al completamento degli interventi di rifacimento degli argini in corrispondenza del ponte ferroviario sul fiume Santerno a Sant’Agata, da parte della Regione Emilia Romagna.
I lavori di Rfi interessano la sede ferroviaria e il binario adiacenti alla travata metallica sul fiume, su entrambe le sponde del corso d’acqua, per una lunghezza complessiva di circa 80 metri. Per raggiungere le aree di cantiere e poter eseguire le lavorazioni si è resa necessaria la creazione di una pista provvisoria di circa 400 metri da realizzare al di sopra del sedime ferroviario, tra la stazione ferroviaria di Sant’Agata sul Santerno ed il ponte. Nel cantiere saranno impegnati circa 40 tecnici di Rfi e delle ditte appaltatrici, con ausilio di circa 10 mezzi d’opera.
Fino al completamento dei lavori i collegamenti fra Faenza e Lavezzola continueranno ad essere garantiti con autobus sostitutivi.