giovedì
11 Giugno 2026

Il nuovo comandante della guardia costiera a Ravenna è Michele Maltese

Siciliano, laureato in giurisprudenza e arruolato dal 1993. L’ex comandante Cimmino lascia il suo incarico per trasferirsi a Roma

Cimmino E Maltese Guardia Costiera
A sinistra l’ex capitano Francesco Cimmino, a destra Michele Maltese

Cambia il comandante della guardia costiera di Ravena. Dal 26 maggio Francesco Cimmino lascerà il comando regionale della direzione marittima dell’Emilia-Romagna e del compartimento di Ravenna a Michele Maltese.

Maltese, capitano di vascello, è nato a Modica e, dopo essersi laureato il giurisprudenza, nel 1989 ha conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato. Si è arruolato nel 1993 e ha frequentato il corso nomina diretta per sottotenenti di vascello all’Accademia navale di Livorno.

Inoltre, ha frequentato il corso difesa installazioni nel comando forze da sbarco di Brindisi, il corso pre-comando per tenenti di vascello all’Accademia navale di Livorno e il XXXVII corso normale di stato maggiore all’Istituto di studi militari marittimi di Venezia.

Nel 2010 ha assunto il comando della Capitaneria di porto di Mazzara del Vallo e nel 2001 quello di comandante dell’ufficio circondariale marittimo di Ortona.

L’ultimo incarico che ha ricoperto, fino al 19 maggio di quest’anno, è stato quello di comandante della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Augusta e precedentemente gli incarichi di capo del 2° ufficio e successivamente capo del 1° ufficio nel 1° reparto personale del comando generale.

Il capitano di vascello Francesco Cimmino lascia il suo incarico per trasferirsi a Roma nel comando generale del corpo della Capitaneria di porto – Guardia Costiera, dove assumerà l’incarico di capo del 6° reparto – sicurezza della navigazione e marittima.

Questo il saluto di Cimmino alla città di Ravenna.

«Il perdurare della situazione emergenziale ha messo in ginocchio tutti i territori dei Comandi della Direzione Marittima dell’Emilia-Romagna, e ha causato purtroppo perdite di vite umane e dispersi, oltre che ingenti e incalcolabili danni materiali, rendendo ancor più triste tale evento.

Pertanto, mio malgrado, ho voluto  annullare la cerimonia del passaggio di consegne del Comando della Direzione Marittima dell’Emilia-Romagna e del Compartimento Marittimo di Ravenna, in segno di rispetto per la popolazione tutta, ritenendo opportuno e doveroso impiegare le risorse umane e i mezzi navali, terrestri ed aerei della Guardia Costiera su tutto il territorio romagnolo, al fine di offrire il dovuto supporto alla macchina del soccorso e degli aiuti della Protezione Civile Nazionale e delle Prefetture regionali, che continuano ad essere impegnate senza soluzione di continuità.

Quindi, ringrazio di vero cuore tutto il personale militare dipendente, per il lavoro e il cammino percorso insieme, per ogni decisione portata avanti con dedizione, coraggio e impegno e abnegazione.

Ringrazio il Sig. Prefetto di Ravenna Dott. Castrese De Rosa, al quale va il mio più deferente saluto e la devota riconoscenza, per la sua alta guida morale, autorevole, sapiente, frutto di una non comune intelligente sensibilità – umana ed istituzionale – che ha esaltato il ruolo primario di sincero riferimento per l’intera collettività della Provincia.

Ringrazio il Sig. Sindaco e Presidente della Provincia di Ravenna – Dott. Michele De Pascale – per la particolare e costante attenzione riservata alla Guardia Costiera. Ho sentito in questo arco di tempo il continuo e convinto sostegno dell’amministrazione comunale da lui mirabilmente rappresentata.

Un doveroso ringraziamento rivolgo a sua Eccellenza Mons. Lorenzo Ghizzoni per la vicinanza e la solidarietà offerta alla Capitaneria nella sua instancabile opera pastorale.

Ringrazio l’Autorità Giudiziaria per la benevola considerazione, il puntuale stimolo, la paziente disponibilità riservata in ogni occasione al personale della Capitaneria di Porto – Guardia Ccostiera, che ha potuto così operare con maggiore incisività e tempestività sapendo di poter sempre contare sulla serena, competente professionalità del Signor Procuratore della Repubblica e dei suoi validissimi sostituti.

Al Signor Questore, ai Comandanti Provinciali delle Forze Armate, dei Vigili del Fuoco, della Polizia Provinciale e della Polizia Locale – verso i quali nutro profonda e fraterna stima per il valore, la professionalità, la dedizione, la continua disponibile collaborazione – va il mio riconoscente apprezzamento per la sempre progressiva coesione di intenti che mi hanno fatto maggiormente apprezzare il valore delle sinergie interforze, vera sublimazione per il miglior perseguimento dell’interesse pubblico.

Non posso non menzionare il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, Dott. Daniele Rossi, a cui rivolgo un grazie ed un sincero auspicio, affinché il porto di Ravenna possa, con il suo mandato, e forte della sua passione e della sua professionalità continuare a crescere – in sintonia con i servizi tecnico-nautici, con gli operatori e con le organizzazioni sindacali – e a creare le condizioni affinché possano sempre più svilupparsi le direttrici di traffico  che la città e la Regione  meritano.

Ai sigg. Sindaci dei comuni rivieraschi un dovuto, pubblico riconoscimento per la collaborazione offerta con ineguagliabile slancio, che ha reso il litorale costiero sempre più rispondente alle accresciute esigenze dell’utenza diportistico-balneare. A loro un plauso per l’amore, per l’attenzione, per l’efficiente organizzazione nella gestione del Demanio Marittimo.

Un particolare saluto voglio porgere a tutti i rappresentanti della “grande famiglia del Porto di Ravenna” e mi rivolgo, in particolar modo, ai servizi tecnico-nautici, agli agenti e raccomandatari marittimi, ai terminalisti, ai lavoratori delle imprese portuali, al Welfare della Gente di Mare, all’Associazione Stella Maris e a tutti i coloro che vivono sul mare e del mare.

Alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e a tutte le Associazioni Nazionali Marinai d’Italia dell’Emilia-Romagna, per il contributo che quotidianamente offrono con la propria storia esemplare e maestra di vita, che costituiscono quel passato senza del quale non ci può essere futuro.

Al Comandante Michele Maltese consegno una Capitaneria rinnovata e ristrutturata, con interventi in corso ed altri da definire… ma consegno soprattutto dei cuori, delle menti… un universo di sentimenti che aspetta solamente di essere sollecitato, indirizzato, sorretto verso quelle ambiziose mete a cui la città, il porto di Ravenna e tutta la portualità merita di poter legittimamente aspirare».

Annullata la 100 km del Passatore, gli iscritti possono devolvere la quota

La 49esima edizione dell’ultramaratona Firenze-Faenza era in programma il 27 e 28 maggio. Tratti di strada del percorso sono interrotti dalle frane

Salita FiesoleAnnullata la 49esima edizione della 100 km del Passatore, l’ultramaratona con partenza da Firenze e arrivo a Faenza, in programma nel weekend del 27 e 28 maggio, a causa dell’alluvione che ha colpito il territorio nei giorni scorsi. La manifestazione, che nell’edizione scorsa ha visto la partecipazione di circa 3mila persone, sarà recuperata nel 2024.

I danni riportati da persone, strade e infrastrutture non consentono di garantire la sicurezza necessaria per lo svolgimento dell’evento. Inoltre, alcuni tratti di strada del percorso sono interrotti a causa di frane, come ad esempio da Marradi a Faenza.

I concorrenti iscritti alla manifestazione potranno scegliere se devolvere la quota già versata nei confronti dell’Asd 100 km del Passatore per consentirle di riassorbire i costi già effettuati per l’edizione annullata, devolvere la quota agli alluvionati oppure mantenerla quota per disputare l’edizione 2024. Le risposte dovranno arrivare all’organizzazione entro il 15 giugno.

Gli organizzatori ricordano l’Iban del conto “Raccolta-Fondi Alluvione”, aperto dall’associazione sportiva della 100 km del Passatore per sostenere gli alluvionati, è IT83A0854223700000000731589.

Safari Ravenna e Fiabilandia donano alla Regione il 25% degli incassi del weekend

Riaprono i parchi dopo la chiusura della scorsa settimana a causa del maltempo e contribuiscono alla ricostruzione dopo l’alluvione

Faenza AlluvioneSafari Ravenna e Fiabilandia Rimini riaprono dopo la chiusura della scorsa settimana per il maltempo e devolvono il 25% degli incassi delle giornate di sabato 27 e domenica 28 maggio alla Regione, per contribuire alla ricostruzione necessaria a causa dei danni provocati dall’alluvione. Un gesto simile a quello deciso da Mirabilandia.

La quota dell’incasso raccolta sarà versata sul conto intestato a “Agenzia per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile dell’Emilia-Romagna”. Iban: IT69G0200802435000104428964. Causale: Alluvione Emilia-Romagna.

«Appena abbiamo saputo – ha dichiarato la proprietà del parco – che la parrocchia di Savio si è immediatamente organizzata con un gruppo di volontari per la preparazione di pasti, abbiamo donato quanto disponibile nella nostra area ristoro. Adesso speriamo di poter contribuire ancora più attivamente e di ricevere numerose visite nel prossimo fine settimana».

 

 

 

Al funerale della coppia di Russi morta nell’alluvione una mazurka per salutarli

A San Pancrazio l’addio a Delio Foschini e Dorotea Dalle Fabbriche, era presente anche la ministra Bernini. L’uscita delle bare accompagnato dalla musica per un omaggio alla passione per il ballo

Funerale Coppia Russi Morti Alluvione 7
Il funerale di Dorotea Dalle Fabbriche e Delio Foschini, vittime dell’alluvione a Chiesuola di Russi

Si è svolto ieri, mercoledì 24 maggio, a San Pancrazio, il funerale di Delio Foschini e Dorotea Dalle Fabbriche, i coniugi di Russi morti nella loro abitazione, allagata a causa dell’alluvione nella notte tra il 17 e il 18 maggio scorso. Avevano 73 anni lui e 71 lei.

Il loro è stato il primo dei funerali delle vittime che si sono registrate in provincia di Ravenna (quindici in tutta la regione).

Centinaia di persone ieri pomeriggio davanti alla chiesa che i due anziani frequentavano, oltre ai tre figli della coppia, presenti anche la ministra Anna Maria Bernini, la sindaca di Russi Valentina Palli e tutte le massime cariche provinciali delle forze dell’ordine.

«Hanno gestito un tempo una piadineria a Russi di fronte al Mercatone Uno – hanno ricordato i figli -. Possedevano anche un’azienda agricola e un allevamento suino a pochi passi da casa. Hanno sempre fatto tutto insieme, nessuno dei due avrebbe permesso all’altro di lasciarlo indietro e così è stato».

Al termine del funerale, le salme sono uscite dalla chiesa accompagnate da una mazurka, un omaggio alla passione per il ballo che i due coniugi avevano in comune.

Abdulrazak Gurnah in visita a Ravenna anche se il Festival delle Culture è saltato

Per l’emergenza climatica salta la kermesse in darsena ma il premio Nobel per la Letteratura incontra gli studenti a teatro e legge Dante davanti alla tomba

Fest2Molti gli eventi e gli incontri che per ovvi motivi saltano nel territorio provinciale, tra questi uno dei più attesi era sicuramente quello del Festival delle Culture. «Siamo tutti impegnati in questa gravissima emergenza che sembra non finire mai – scrivono gli organizzatori per spiegare le ragioni della scelta –. La popolazione è esausta e c’è una fortissima emotività in giro. Per questi motivi abbiamo deciso in accordo con la rete delle comunità di annullare gli eventi previsti in Darsena dal 26 al 28 maggio alla cui organizzazione lavoravamo da oltre 10 mesi. La fiumana di persone, valori e energie che volevamo rappresentare il 26 maggio si sta manifestando quotidianamente in ogni angolo della Romagna attraverso l’aiuto concreto, la condivisione, i sorrisi e i canti di tantissimi cittadini di ogni provenienza».

Abdulrazak Gurnah a Ravenna anche per solidarietà con gli alluvionati

L’evento più atteso del Festival era la visita in città di Abdulrazak Gurnah, premio Nobel per la Letteratura nel 2021: lo scrittore di origine tanzaniana sarà comunque in città il 26 e 27 maggio per partecipare a due degli incontri inizialmente previsti nell’ambito del Festival delle Culture. Lo scrittore ha voluto confermare la sua presenza anche per testimoniare solidarietà e vicinanza alla comunità ravennate.

Domani, venerdì 26 maggio, alle 18, leggerà il XXVI Canto dell’Inferno, nell’ambito della Lettura perpetua della Divina Commedia che si svolge davanti alla tomba di Dante dal 13 settembre 2020, in occasione dell’apertura delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta. L’evento della lettura sarà visibile anche in streaming sul canale Facebook https://www.facebook.com/RavennaperDante che Youtube https://www.youtube.com/@RavennaperDante di RavennaperDante.

Sabato 27 maggio, alle 10, al teatro Alighieri, in via Mariani 2 incontrerà 750 studenti delle sette scuole superiori della città (classico Alighieri, scientifico Oriani, artistico Nervi-Severini, tecnico Morigia Perdisa, itis Baldini, ips Olivetti e Callegari) oltre a un gruppo proveniente dai corsi di italiano dei progetti Sai (Sistema per l’Accoglienza e l’Integrazione di minori stranieri non accompagnati e rifugiati).

Gli studenti hanno costituito gruppi di lettura dei testi dello scrittore tanzaniano, tradotti in Italia, in un percorso didattico iniziato a gennaio che li ha visti molto coinvolti soprattutto nel confronto con brani della letteratura post coloniale di cui Gurnah è uno dei massimi esponenti.

L’incontro sarà moderato dalla giornalista Valentina Petrini e sarà visibile in italiano sulle piattaforme https://www.facebook.com/FestivalDelleCultureRavennaPartecipa  e https://www.youtube.com/@festivaldelleculture

e in inglese sulla piattaforma https://www.youtube.com/@PoliticheImmigrazioneComunediR

Chi è Abdulrazak Gurnah, premio nobel per la Letteratura nel 2021

Abdulrazak GurnahGurnah è nato a Zanzibar il 20 dicembre 1948.A diciotto anni, a causa dell’appartenenza al gruppo arabo vittima dell’oppressione sotto il regime del presidente Adeid Karume, è costretto a lasciare il paese e a rifugiarsi in Gran Bretagna, dove continua gli studi fino a diventare docente di letteratura inglese e postcoloniale nell’università del Kent a Canterbury.

Si avvicina alla scrittura solo dopo vent’anni dall’esilio scrivendo in inglese, la lingua che sceglierà come idioma letterario e nella quale pubblicherà tutti i suoi romanzi. Nel 2021 riceve il Premio Nobel per la Letteratura con la motivazione: “Per la sua intransigente e compassionevole penetrazione degli effetti del colonialismo e del destino del rifugiato nel divario tra culture e continenti”.

I suoi romanzi più noti sono Paradiso (Paradise, 1994), selezionato per il Booker Prize e per il Whitbread Prize; Il disertore (Desertion, 2005); Sulla riva del mare (By the Sea, 2001), selezionato per il Booker Prize e finalista per il Los Angeles Times Book Awards; Cuore di Ghiaia (2017).

Nello stagno di Conselice si rischia il tetano e c’è chi va contro la sindaca

Metà del comune è allagata da inizio maggio, l’acqua non se andrà fino a giugno. Ausl sul posto per un richiamo di vaccinazione. Per Lavezzola c’è un ordine di evacuazione ma i cittadini si ribellano e gli imprenditori locali mettono in campo le loro idrovore

349003711 801004151588626 9030931218182666322 N
Conselice il 25 maggio (foto di Cristina Villa sul gruppo Sei di Conselice se)

L’acqua è ormai nera e la puzza è insopportabile. Conselice è uno stagno, anche se il livello comincia a scendere. Se si riveleranno azzeccate le previsioni rese note dalla sindaca Paola Pula il 22 maggio, una parte del paese resterà allagata fino all’inizio di giugno. Il dato aggiornato al 23 maggio dice 3.136 ettari di superficie ancora coperta dall’acqua, circa la metà dell’intero comune, e 222 persone evacuate ospitate nei centri accoglienza del paese e di Argenta. È l’effetto delle rotture degli argini del Sillaro e Santerno nella notte tra il 16 e il 17 maggio. È la situazione più critica di tutta la Romagna.

Se si considera che il rivale del Sillaro era appena stato riparato dopo la falla del 2 maggio nello stesso punto, allora per alcuni punti del comune da diecimila abitanti ai confini con la provincia di Ferrara vorrà dire in totale un mese intero a mollo. Secondo le informazioni dell’amministrazione comunale, sono state coinvolte 1.514 famiglie, uno su tre dei nuclei familiari di tutto il territorio comunale. Difficile immaginare cosa potranno recuperare. Un esempio, solo parziale, dei danni può essere Unigrà, una realtà internazionale dell’agroalimentare dove l’acqua ha superato il metro di altezza: nel 2019 l’azienda fatturava mezzo miliardo di euro e occupava seicento persone.

Dal Comune e da Ausl arriva la raccomandazione di non camminare a piedi nudi e proteggere adeguatamente la pelle dal contatto con l’acqua. Il 26 maggio dalle 9.30 alle 13 alla Casa della Comunità sarà possibile effettuare la vaccinazione per l’antitetanica. Info a vaccinazioni.ra@auslromagna.it.

La ragione del prolungato allagamento è l’esistenza di un solo collettore, il canale Destra Reno, che porta via l’acqua. Il livello di piena è altissimo perché spinto dalle acque raccolte dai territori a monte e gli argini sono in sofferenza (rinforzati con sacchi di sabbia portati con una catena umana).

La tensione si è accesa nella serata del 20 maggio. La sindaca ha ordinato l’evacuazione immediata e obbligatoria di Lavezzola, frazione da tremila abitanti incastrata tra il fiume Reno e il canale Destra Reno ma fino a quel momento e tutt’ora risparmiata dalle inondazioni. Ma qualcuno ha deciso di andare contro l’ordinanza. Testimoni raccontano di un duro confronto tra un imprenditore del luogo e Pula con l’intervento delle forze dell’ordine. Da quel momento un gruppo di lavezzolesi, allineati con un paio di famiglie di imprenditori locali particolarmente influenti, stanno mettendo in campo tutte le pompe idrovore a disposizioni (anche da fuori provincia): il 22 maggio la situazione era di 42 pompe che spostano duecentomila litri d’acqua al minuto dai canali Destra Reno Zaniolo ai fiumi Santerno e Reno ed evitare esondazioni su Lavezzola. Una stima non ufficiale calcola circa mille euro all’ora di carburante, pagati dai privati.

Stalla allagata, salvati 350 vitelli con 1.500 quintali di fieno dall’Emilia

L’azienda Cab Massari ha acconsentito all’inondazione controllata di parte dei suoi terreni per alleggerire la pressione dell’acqua sul territorio. In provincia sono sommersi oltre seimila ettari delle cooperative agricole braccianti

Vitello Cab MassariSalvati 350 vitelli e mucche della stalla della Cab Massari a Conselice. A causa dell’alluvione avevano l’acqua alla caviglia e rischiavano di morire di fame.

Da Modena sono partiti 1.500 quintali di fieno e paglia che il Caseificio 4 Madonne ha raccolto tra i propri soci: dieci carrelloni hanno trasportato un totale di 300 balloni.

La Cab Massari, vista la situazione causata dal maltempo, ha acconsentito all’inondazione controllata di parte dei suoi terreni per alleggerire la pressione sull’area industriale di Conselice. Inoltre, ha messo a disposizione mezzi, uomini e materiali per il Consorzio di bonifica, la protezione civile, i vigili del fuoco e il Comune.

Caseificio 4 MadonnePiù di metà delle coltivazioni delle Cooperative agricole braccianti della provincia di Ravenna sono sommerse dall’acqua, per un totale di oltre 6mila ettari, che corrispondono a 60 chilometri quadrati.

Altre cooperative si stanno attivando per aiutare le comunità colpite. Gli allevamenti e le zone limitrofe sono sommersi e ancora per molto tempo non si potrà raccogliere erba medica né trebbiare grano per la paglia.

«La cooperativa di Modena in questo caso era stata colpita undici anni fa dalle conseguenze del terremoto – ha affermato Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna – e ha pensato di riportare ad altri con un gesto di grande generosità l’aiuto che aveva ricevuto all’epoca anche dalla stessa Cab Massari».

 

Due punti mobili di assistenza sanitaria a Sant’Agata sul Santerno e Solarolo

Entrambi forniscono copertura medica e infermieristica. Previste misure precauzionali da adottare dove l’acqua non è ancora defluita

Alluvione Santagata 5
Sant’Agata sul Santerno dopo l’alluvione causata dal fiume (foto dalla pagina Facebook Emilia-Romagna Meteo)

Attivati due punti mobili sanitari nelle piazze di Sant’Agata sul Santerno e Solarolo per fornire assistenza di base alle comunità colpite dall’alluvione nei giorni scorsi.

Il Pass (Posto assistenza socio sanitaria) di Solarolo si trova nel piazzale Caduti di fianco al Comune ed è aperto dalle 8 alle 14, con copertura infermieristica e medica negli orari di ricevimento dei medici di famiglia.

Il Pass di Sant’Agata sul Santerno è collocato nella piazza del Comune ed è aperto dalle 8 alle 20, con copertura sia infermieristica che medica.

Nel frattempo i vigili del fuoco e gli uffici tecnici dell’Ausl e dei Comuni lavorano incessantemente per ripristinare l’agibilità delle strutture sanitarie e sociali di base.

Inoltre, sono previste dal Dipartimento di sanità pubblica delle misure precauzionali da adottare a scopo preventivo, in particolare dove l’acqua non è ancora defluita, pur ribadendo che ad oggi non ci sono allarmi sanitari, né pericoli per la salute dei cittadini.

 

Alluvione, dal Governo fino a 900 euro al mese per le famiglie di sfollati

Lo ha annunciato il ministro Musumeci

Il Centro Di Lugo Allagato 2
Lugo sott’acqua

In arrivo bonus mensili per gli sfollati della Romagna. Lo ha annunciato il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci.

«È prevista – sono le sue parole – l’assegnazione ai nuclei familiari di un contributo, per l’autonoma sistemazione, di 400 euro per i nuclei monofamiliari, 500 per le famiglie con due persone, 700 per quelle con tre, 800 per quelle con 4, fino a un massimo di 900 euro mensili. Qualora siano presenti portatori di handicap o disabili è concesso un contributo aggiuntivo di 200 euro mensili per ognuno dei soggetti indicati».

Giovedì 25 maggio, in occasione della visita in Emilia-Romagna della presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen, tornerà nelle zone alluvionate anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Demolita la barriera temporanea di Fornace e riaperto il cavalcavia di via Faentina

 

Barriera Di Fornace Demolizione
La barriera di Fornace Zarattini durante la demolizione, il 24 maggio

Fornace Zarattini, dopo l’alluvione che l’ha sommersa nei giorni scorsi, non è più (del tutto) isolata.

È stata infatti riaperta oggi, mercoledì 24 maggio, via Faentina nel tratto che va dalla rotonda Spagna fino alle rampe d’accesso alla via Classicana (SS16).

Sono consentiti anche l’ingresso dalla via Faentina sulla statale 16 e l’uscita dalla statale 16 sulla Faentina.

Casola è cambiato per sempre, tra frane, persone isolate e castagneti scomparsi

I dati del Comune: 90 km di strade interrotte, il 20 percento del territorio senza energia elettrica

Nella notte tra martedì 16 e mercoledì 17 maggio il comune di Casola Valsenio è cambiato per sempre.

Allo stato attuale si contano (dati del Comune di oggi, 24 maggio): 90 km di strada interrotte, 120 persone isolate, alcune di esse senza luce acqua o gas, oltre 230 segnalazioni di soccorso più di 50 voli di elicottero da parte dei vigili del fuoco e della Polizia per recuperare le persone isolate. Più di 200 persone sono state allontanate dalle loro case per motivi di sicurezza. Il 20 percento del territorio è ancora senza energia elettrica.

La frana più grande e problematica è quella che blocca la provinciale 306 all’altezza delle Case Bruciate, in direzione Palazzuolo sul Senio, poco prima della località Baffadi: qui è letteralmente caduta metà montagna sulla strada arrivando fino al fiume. Finalmente nella giornata di mercoledì 23 maggio è stata concessa l’autorizzazione per liberare la frana e si è subito iniziato a scavare con mezzi pesanti.

La strada provinciale SP70 che collega la valle del Senio alla valle del Santerno, è stata ripulita fino al passo del Corso, ma presenta forti criticità con tratti in cui è rimasta solo una corsia di marcia.

La strada provinciale SP63, che collega la valle del Senio all’abitato di Zattaglia e alla valle del Lamone, è chiusa e interessata da frane fino al passo di Montalbano, mentre il tratto che prosegue in direzione Zattaglia è completamente distrutto e rimarrà inagibile per molto tempo. La strada che collega Casola Valsenio a Riolo Terme è al momento aperta solo per i mezzi di soccorso, anche se per la sua riapertura dovremo aspettare poco tempo.

La strada provinciale SP306 che collega Casola Valsenio a Riolo Terme è al momento aperta solo per i mezzi di soccorso, la Provincia sta provvedendo per riaprire la circolazione anche ai mezzi civili e camion.

Oltre ai problemi della viabilità che saranno risolti nel minor tempo possibile, il dramma più grande è quello che investe tutti gli abitanti del territorio forense e degli allevatori, che hanno difficoltà a nutrire i loro animali. Il Comune si è attivato insieme alla prefettura di Ravenna per rifornire gli allevamenti di cibo grazie agli elicotteri dell’aeronautica militare e dei vigili del fuoco. A tutto questo si aggiungono centinaia di strade private che hanno subito danni e non sono più praticabili.

Le coltivazioni agricole sono in estrema difficoltà, dal momento che le condizioni delle strade e dei campi non permettono di potere effettuare le lavorazioni stagionali con il rischio concreto di compromettere i raccolti. La realtà castanicola del territorio ha subito un danno irreparabile. Interi castagneti cono scomparsi e crollati a valle.

Nei giorni successivi alla catastrofe è stata subito attivata la tensostruttura della Proloco per poter preparare colazioni, pranzo e cena alle persone sfollate dalle proprie case e ai volontari, chi non ha trovato ospitalità da amici o parenti è stato ospitato nella palestra. Tutto il piano inferiore delle ex scuole medie è stato adibito a deposito per la raccolta di cibo e beni di prima necessità destinati alle persone che si trovano ancora isolate. Fortunatamente non si contano né feriti né dispersi, ma non si potrà più tornare alla situazione precedente. Le strade crollate che collegano tante case non potranno più essere solo riparate ma ricostruite. La paura per il futuro è tanta, come affermato dal sindaco di Casola Valsenio Giorgio Sagrini «È un comune che già da diversi anni soffre un grave spopolamento, oltre all’emergenza idrogeologica, il rischio di un’emergenza socio-economica è dietro l’angolo».

Al momento a Casola sono stanziate: 12 unità della Protezione Civile del Veneto, 4 Unità del Comando Locale dei Vigili del Fuoco di Reggio Emilia, i Gruppi Operativi Speciali del movimento terra di Milano, Brescia e Sondrio, il Gruppo Speleo Alpinistica Fluviale di Modena e Ferrara, l’unità di Servizio di Topografia Applicata al Soccorso di Ferrara, Siena e Modena, il corpo di Logistica di Pavia e il Sistema Aeromobili a Pilotaggio Remoto di Belluno, Venezia e Verona che con i droni monitorano le varie strade e frane, un’unità per il Soccorso Alpino e, naturalmente, i Vigili del Fuoco Volontari di Casola Valsenio. Presente anche una squadra dei LAV (Lega Antivivisezione) che hanno aiutato svariati volontari ad allestire un vero e proprio canile per gli animali sfollati, e procurare loro cibo e cure necessarie, evitando di portarli in un canile lontano dai proprietari sfollati. Oltre a questi, impossibile non citare il forte volontariato, che l’Amministrazione ringrazia sinceramente per l’impegno profuso a tutti i livelli.

Ravenna, riaprono anche le scuole superiori

 

È prevista per domani, giovedì 25 maggio, la riapertura di tutte le scuole secondarie di secondo grado nel comune di Ravenna.

Il Comune – si legge in una nota – «è al lavoro per garantirne la massima fruibilità e funzionalità, anche se qualche disagio sarà presumibilmente e comprensibilmente inevitabile».

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi