venerdì
25 Settembre 2026
corsa

Anna Zacchi, pioniera ravennate dell’ultramaratona, premiata nel Delta del Po

Nell'ambito della quarta edizione dell'Epica dell'Acqua, organizzata da Alberto Marchesani

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In arrivo la quarta edizione dell’Epica dell’Acqua, l’esperienza di 100 chilometri in tre tappe che dal 16 al 18 ottobre porterà circa 300 runner e camminatori attraverso il Delta del Po, nel Veneto, senza classifiche né spirito competitivo. Il Premio Atleta Epico 2026 sarà assegnato sull’Isola di Albarella, nella serata di gala finale, ad Anna Zacchi, originaria di Madonna dell’Albero, una delle pioniere italiane dell’ultramaratona. Classe 1951, Zacchi si avvicinò alla corsa a 36 anni, in un’epoca in cui le lunghissime distanze erano quasi esclusivamente un territorio maschile. Dopo le prime maratone, nel 1980 affrontò per la prima volta il Passatore, la Firenze-Faenza. Ci tornò due anni più tardi, conquistando una vittoria memorabile in 9 ore e 45 minuti. Da lì sarebbe iniziato un percorso costellato di imprese: dalla 72 chilometri corsa in Corsica, dove fu l’unica donna in gara, ai 236 chilometri dell’Atene-Sparta, fino alla Marathon des Sables, nel deserto marocchino, affrontata nel 1996 con la Nazionale italiana a 44 anni. E la sua idea di avventura non si è fermata alle gare. Nel 2005 Zacchi ha percorso da sola i 786 chilometri del Cammino di Santiago, in 18 giorni, portandosi sulle spalle uno zaino da 16 chili. «Correre era la mia vita, lo facevo pure di notte. Tutt’oggi parlarne mi emoziona», racconta. Oggi, anche se non corre più, continua a camminare per circa 10 chilometri al giorno.

Il premio, spiegano gli organizzatori, vuole riconoscere proprio questo carattere pionieristico, più ancora dei risultati sportivi: quello di una donna che ha attraversato per prima territori che allora sembravano difficili da conquistare per l’ultramaratona femminile.

Epica Dell'acqua Tappa 2 D

L’Epica dell’Acqua è una manifestazione ideata dall’ultra runner Alberto Marchesani, ravennate d’adozione, che in questo modo torna nelle sue terre di origine, tra argini, lagune, valli, barche e pinete, con l’obiettivo dichiarato di lasciare da parte la competizione e immergersi nel paesaggio. Il percorso, diviso in tre tappe da 32, 33 e 33 chilometri, attraverserà alcuni degli angoli più suggestivi del Delta Veneto, dalla Sacca degli Scardovari alla Via delle Valli, fino all’Isola di Albarella e alla foce dell’Adige. L’arrivo sarà a Porto Caleri.

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