Cristiano Cavina e la sua Casola, dove ha vinto la Lega: «Non è stata una sorpresa»

Il noto scrittore commenta il voto: «È la democrazia, siamo una nazione di anziani a cui mancano i “bei vecchi tempi”. Qui mio zio ha aperto un centro per richiedenti asilo e non è stato un bel momento…»

Cristiano Cavina 2

A Casola Valsenio, il paese di qualche migliaio di anime noto anche come “città della accoglienza”, alle ultime elezioni la candidata della Lega per il centroedestra ha ottenuto il 35 percento delle preferenze e ha superato quello del Pd all’uninominale nel centrosinistra, un dato in controtendenza rispetto al resto del territorio dove invece, nel complesso, ha prevalso il candidato di centrosinistra (che è infatti stato eletto), ma in linea con il trend nazionale. Il tutto in un paese tradizionalmente a sinistra e a solida guida Pd da tempo.

Ne abbiamo parlato con la persona che ha reso Casola un luogo non solo fisico, ma anche letterario, facendola di fatto conoscere a tutta Italia: lo scrittore-pizzaiolo Cristiano Cavina, autore di una serie di romanzi ambientati proprio nella terra di Oriani (il suo ultimo libro, per esempio, si svolge a Ca’ Malanca durante la seconda guerra mondiale e parla di Resistenza). Alla domanda su cosa abbia votato ci ha risposto «Saragat», ma sul resto ci ha detto cose decisamente più interessanti.

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Cristiano, ti aspettavi un risultato così della Lega?
«Per chi viveva qui non è stata una sorpresa. Da due anni c’è un centro di accoglienza per migranti che ha sollevato molte polemiche. A gestirlo peraltro è mio zio, lo stesso che è proprietario della pizzeria in cui lavoro, quindi noi Cavina abbiamo vissuto tutta la questione in prima persona…».
A livello familiare questo vi ha colpito direttamente?
«Quando lo zio ha accettato di aprire il centro per i richiedenti asilo, tutta la famiglia èstata attaccata molto duramente da alcune persone del paese che non volevano questa struttura. Non è stato un bel momento. Abbiamo vissuto anni da reietti. Gente che ci ha tolto il saluto, petizioni, la pizzeria deserta… Poi le cose si sono appianate».
Quindi la vittoria della Lega è una cosa allarmante secondo te?
«È la democrazia. Siamo una nazione di anziani a cui mancano “i bei vecchi tempi”. Chi ha paura è giusto che voti in base alla propria paura. Io, personalmente, ho paura solo del Padreterno. Ma non mi ritengo per questo migliore degli altri. Anche io probabilmente quando sarò vecchio cambierò idea, perché ti senti spaesato,non riconosci più la gente, le facce nuove. Vivi a stretto contatto con la televisione che dice che va tutto male e alla fine te ne convinci. Senti continuamente: “non si arriva a fine mese”, “la crisi”, “le banche”, pensi che tutti siano sull’orlo del suicidio, poi intanto in giro è pieno di Audi. Si vede che non arrivano a fine mese con l’Audi… »
Quindi non si sta così male come dicono?
«
A me fa ridere: sono riusciti a far passare l’Italia e l’Emilia-Romagna per un inferno in terra. È stato un capolavoro. Con i dati del crimine in calo, i furti in calo, gli omicidi in calo. Ho letto ieri che l’economia in Emilia-Romagna ha lo stesso tasso di crescita di quella cinese… Insomma sono stati bravi nel mettere paura alla gente. Alla fine si sta bene, ma viviamo all’inferno. Tutti sono convinti di vivere nel Bronx.
Esistono paesi in cui c’è un inferno vero: la Siria, le Filippine, ci sono bambini che sopravvivono mangiando gli avanzi ad Haiti. Certo ci sono cose si possono migliorare anche qui, come ovunque, ma credo che viviamo in un grande paese. Se ci pensi in Italia non ci sono materie prime, è piccola, siamo un po’ cialtroni eppure siamo nel primo mondo. Per questo dobbiamo dimostrarlo. A Casola è pieno di persone che quando si stava male andavano di nascosto in Svizzera, per lavorare. Adesso che qui si sta bene dovremmo esserne orgogliosi, anziché impauriti. Per me lamentarsi degli immigrati è come lamentarsi della marea, c’è, non puoi fermarla anche se non la vuoi. Poi se a uno gli stanno sulle palle, si regola di conseguenza…».
Casola non è più una città dell’accoglienza quindi?
«Un’altra cosa buffa è che in realtà con gli immigrati i casolani non hanno nessun problema. All’inizio la pizzeria ha perso tutti i clienti, poi però, un po’ alla volta la cosa è diventata normale. I ragazzi immigrati del centro giocano a cricket in palestra, non gozzovigliano o fanno casino in giro».
In paese cambierà qualcosa?
«A livello locale non credo che cambierà molto. Amministrare un paese di tremila abitanti non è complesso come gestire una nazione».
Ora cosa speri che succeda a livello nazionale?
«Il Movimento 5 Stelle e la Lega sono stati i due partiti che hanno preso più voti. Faranno un governo loro. La democrazia funziona cosi, altrimenti cosa votiamo a fare? Io spero che quelli che ho votato io non si alleino con i 5 stelle, altrimenti avrei votato loro. Se non trovano accordo i 5 Stelle e la Lega taglieranno l’Italia in due e se ne terrà un pezzo per uno… A Nord la Lega e a Sud i 5 Stelle: così sono tutti contenti».

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