Pizzarotti: «Bonaccini? Un ottimo amministratore che mette davanti le istituzioni»

Il sindaco di Parma in città in sostegno alla candidatura di Pietro Vandini nella lista del presidente

Vandini Pizzarotti«Bonaccini? Un amministratore capace e che ha sempre messo le istituzioni davanti all’appartenenza politica, lo posso dire perché ricordo bene come si comportò con me quando ero un sindaco dei 5 Stelle». Federico Pizzarotti, primo cittadino di Parma, primo sindaco di una città importante eletto con i grillini, oggi fondatore di un movimento politico (dopo una burrascosa e precoce rottura con Grillo & Co.) che si chiama Italia in Comune è arrivato a Ravenna in sostegno della coalizione di centrosinistra. E in particolare del suo candidato Pietro Vandini, anch’egli ex 5 Stelle, consigliere comunale a Palazzo Merlato in corsa per il consiglio regionale nella lista civica di Bonaccini come altri suoi colleghi in altre province. Ed è stato lui, da sempre vicino alle posizioni di Pizzarotti, a introdurre la serata al piano di sopra del Mercato Coperto, davanti a una platea affollata nonostante l’inaspettata assenza del sindaco Michele de Pascale per ragioni di salute.

«La destra ci ripete che c’è bisogno di alternanza, che la democrazia è alternanza – ha detto Vandini in apertura – ma l’alternanza è vuota quando non c’è alternativa». Ecco perché bisogna quindi confermare Bonaccini alla guida della regione Emilia-Romagna, perché ha una visione generale, un programma articolato e perché, come tutti i candidati di Italia in Comune, spiega Pizzarotti, ha già dimostrato con i fatti le proprie capacità, e non solo a parole.

«Del resto – prosegue il sindaco di Parma – non sempre il cambiamento coincide con il miglioramento, guardate cosa è successo a Imola, dove la sindaca dei 5Stelle non è stata in grado di governare o guardate le cronache di questi giorni dal consiglio comunale di Ferrara (il riferimento è a un video in cui si vedrebbe il capogruppo leghista offrire un posto in Comune a un’altra consigliera leghista in cambio delle sue dimissioni, ndr)».

E Pizzarotti rivendica i risultati ottenuti a Parma, di cui ha ridotto della metà il debito, e che è quest’anno Capitale della cultura italiana, risultati ottenuti grazie anche alla collaborazione con la Regione di Bonaccini che non ha mai fatto distinzioni sulla base del colore politico. «Ricordo quando a Parma ci fu una terribile alluvione di cui il Pd locale diede immediatamente la colpa a me, Bonaccini invece mi chiamò per chiedere cosa potesse fare la Regione. Da allora lo stimo e lo dichiaro, non da oggi».

La Borgonzoni? «Come vedete la tengono nascosta, si muove solo all’interno di aziende o cene elettorali, in contesti protetti, non pubblici. In piazza ci va Salvini, e questo dice molto sulle capacità della candidata». Sul piano generale Pizzarotti auspica una semplificazione del quadro della sinistra, con meno partiti e un progetto più chiaro per il paese. «Se il centrosinistra a livello nazionale fosse più simile a quello dell’Emilia-Romagna, ci sarebbe anche meno da preoccuparsi del risultato di domenica prossima in Emilia Romagna».

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