M5S, l’ex candidato sindaco: «Movimento distrutto, chiedo scusa a chi ci ha creduto»

Pietro Vandini interviene all’indomani della presentazione in città dei grillini: «C’erano 38 persone, qui c’è stato un commissariamento». E difende i giornalisti ravennati

vandini sala 5 stelle

La sala semivuota durante la presentazione del Movimento 5 Stelle a Ravenna, in una foto postata su Facebook da Vandini

«Mi scuso con tutti quelli che hanno sempre creduto nel progetto, mi scuso anche se non ho colpe perché comprendo la sofferenza». A rompere il silenzio, sui social network, è Pietro Vandini, primo candidato sindaco del Movimento 5 Stelle a Ravenna, nel 2011, poi consigliere comunale e recentemente escluso dalle candidature per il Parlamento, a causa della diatriba interna ai 5 Stelle che ha portato il Movimento a ritirare il simbolo alle Amministrative del 2016 a Ravenna.

VANDINI

Pietro Vandini ai tempi della candidatura del 2011

Vandini interviene nel dibattito sullo stato attuale del Movimento in città, non in grande salute se è vero che alla prima presentazione pubblica la sala era semivuota, a condurre c’era la portavoce della provincia di Ferrara e uno dei tre candidati annunciati (nessuno ravennate) è stato definito «sospeso» a causa della sua presunta affiliazione alla massoneria.

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«C’erano 38 persone (con 2 della Digos) in sala D’Attore – sottolinea Vandini – e il mio ricordo va a quando la gente doveva addirittura stare in piedi perché non trovava posto in occasione delle riunioni semestrali; un Movimento che ha fatto parte della mia vita lo vedo umiliato, distrutto e commissariato nella nostra città. Ieri c’erano il candidato di Forlì Ruffilli, la Montevecchi (senatrice) di Bologna e la Morghen consigliere comunale a Ferrara (che a quanto dice Zanforlini è l’artefice della sua scelta come candidato). Eravamo a Ravenna». Vandini sottolinea come lui e il suo gruppo (tra cui un altro storico attivista come Fabrizio Martelli, anche lui “rifiutato” a questa tornata elettorale dal Movimento, e alcuni esponenti del movimento civico Cambierà) non abbiano nulla a che vedere con questa campagna elettorale. «Sul territorio si stanno muovendo i “soliti noti”, quelli che presentarono la famosa lista segreta nel 2016 (in particolare il riferimento è all’ex consigliera comunale Francesca Santarella, ndr). Sono loro che organizzano e danno gli spunti».

«Io dal 2016 non ho più ruoli – continua Vandini –, sono fuori da tutto; con le ultime parlamentarie la “dirigenza” del Movimento ha mandato un messaggio preciso al territorio ravennate, ovvero che si fidava di chi ha distrutto tutto ciò che ha toccato sul nostro territorio. Questi sono i risultati.  Ieri sono stati accusati i giornalisti e ancora una volta in questo modo hanno dimostrato la non conoscenza del nostro territorio. Io l’ho sempre detto, se la stampa nazionale fosse sempre come quella ravennate bisognerebbe baciarsi i gomiti; negli anni in cui abbiamo lavorato in consiglio comunale abbiamo guadagnato stima e credibilità, da parte di tutti, stampa compresa. Non ci sono mai stati screzi particolari, tentativi denigratori o derisori. La stampa locale si è sempre comportata in modo corretto con il Movimento, accusarli come fossero i soliti giornalisti faziosi è ridicolo e mette in luce la totale mancanza di argomentazioni. Il programma del Movimento è online come lo sono tutti gli approfondimenti, compresi quelli fatti da Di Maio. Pensare che i giornalisti di Ravenna siano interessati a quanto possono già sapere è una barzelletta. I giornalisti di Ravenna, così come i cittadini, vogliono conoscere personalmente i candidati e vogliono sapere come pensano di intersecare le necessità del territorio con il programma nazionale. È ridicolo pensare il contrario».

Il riferimento è agli attacchi del candidato forlivese Ruffilli e, sui social, anche della stessa Santarella che ha definito i giornalisti presenti all’incontro “penosi”, perché non avrebbero prestato attenzione al programma elettorale ma solo all’assenza del candidato Zanforlini. Evidentemente era quella la “notizia”, giornalisticamente parlando, non certo un comizio come quelli in corso in queste settimane analogamente in altre sedi scelte dai vari partiti in corsa per le politiche…

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