La candidata Verlicchi: «Prima il ballottaggio, poi il centrodestra si compatterà»

La consigliera comunale uscente è la prima sfidante “ufficiale” di De Pascale alle Amministrative

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Veronica Verlicchi della Pigna

Veronica Verlicchi, ravennate di 44 anni, ha annunciato nei giorni scorsi la propria candidatura a sindaca di Ravenna, sostenuta dalla lista civica La Pigna, di cui è consigliera comunale uscente, e da Rete Civica, associazione nata alle ultime Regionali nell’ambito della coalizione che sosteneva Lucia Borgonzoni.

Un modo, forse, per sbloccare l’impasse che sembra ancora regnare nel centrodestra ravennate, a pochi mesi dalle elezioni amministrative, in programma presumibilmente a fine maggio.

Verlicchi, una scelta di rottura, per smuovere le acque?
«No, non è stata una scelta istintiva. In questi anni (Verlicchi è in consiglio comunale dal 2017, quando subentrò al posto dell’ex candidato sindaco della Pigna, Maurizio Bucci, ndr) in tanti mi hanno fermato dando quasi per scontato che sarei stata io, la candidata, quindi ci sto pensando da tempo. Dopo l’estate, come Pigna, ci siamo interrogati su quale sarebbe dovuto essere il candidato ideale e sono due le caratteristiche che abbiamo deciso essere prioritarie: l’essere noto alle cronache e avere un’esperienza amministrativa, conoscere già la macchina comunale. Tra i nomi era spuntato anche quello di Andrea Barbieri (l’ingegnere che ha redatto per la Pigna il progetto della cosiddetta “Ravegnana Bis”, ndr) ma per i motivi che spiegavo prima, poco prima di Natale c’è stata una convergenza sul mio. Passato gennaio, abbiamo pensato che non potevamo aspettare oltre, le elezioni sono tra pochi mesi».

E non c’è stato un confronto con il centrodestra per arrivare a un’unica coalizione?
«Ci era stato detto da più parti che il segretario della Lega Romagna ci avrebbe contattato, ma non è mai successo. Sicuramente il quadro ideale sarebbe stato quello che ha visto Zattini vincere a Forlì, una coalizione di centrodestra compatta a sostegno di un civico. Come aveva auspicato peraltro lo stesso Salvini per Ravenna. Le nostre porte comunque non sono chiuse, siamo ancora aperti al confronto, ragionando su un programma».

Pronta quindi a fare un passo indietro e a sostenere un altro candidato civico di tutto il centrodestra, eventualmente?
«Farei un passo indietro, ma solo davanti a un candidato davvero civico e, lo ribadisco, con esperienza amministrativa. Come lo era lo stesso Zattini peraltro. Ma al momento non riesco proprio a immaginare nessuno che possa avere queste caratteristiche a Ravenna».

Ma come si può pensare di vincere, da civica di centrodestra, senza avere almeno la Lega alle spalle?
«Premesso che a Ravenna non è chiaro capire quale sia davvero la Lega (che ha più volte dimostrato di essere spaccata all’interno, ndr), secondo noi un candidato troppo marchiato di centrodestra qui è destinato a perdere. Certo, l’ideale sarebbe essere sostenuta da tutta la coalizione di centrodestra, ma il nostro, per quanto in salita, crediamo possa essere un percorso vincente. L’obiettivo principale è portare De Pascale al ballottaggio, poi ci si potrà ricompattare, e vincere. E questa volta siamo convinti che sarà ancora più facile portarlo al ballottaggio».

Perché? Quali sono secondo lei le principali colpe di De Pascale?
«Parlando con la gente, la prima cosa che abbiamo notato è come De Pascale sia visto lontano dalla città e dai suoi problemi reali. E poi i cittadini si stanno rendendo conto che non ha rispettato molte promesse elettorali, a partire da quelle sul turismo».

Perché questa litigiosità in questi anni nella coalizione del centrodestra? Spesso l’hanno accusata di attacchi personali…
«I miei, invece, sono sempre stati attacchi politici, non come quelli di altri nei nostri confronti invece… L’impressione è che da più parti nell’opposizione ci sia stato un tentativo di voler deligittimare la Pigna, quasi facesse paura. Ma più che con i partiti, il problema è con alcune persone. In generale abbiamo infatti dimostrato di riuscire a collaborare con tutti».

E com’è il rapporto con il decano dell’opposizione ravennate, Alvaro Ancisi?
«Ancisi non ha mai fatto una vera e propria opposizione, secondo noi, ormai è come un’arma spuntata. Un comprimario. E proprio per questo motivo, se vuole, può entrare nella nostra coalizione, da comprimario appunto, se mai volesse iniziare a fare davvero qualcosa per Ravenna…».

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