Tanti giovani in piazza a Lugo dopo le 22 per protestare contro il coprifuoco

Manifestazione non autorizzata, con striscioni e cori. Il sindaco: «In nome della libertà ribaltata panchine e rotto vetri»

No Coprifuoco LugoPiazza Baracca piena di gente nonostante la pioggia, ieri sera (venerdì 30 aprile) a Lugo, subito dopo le 22, per protestare contro il coprifuoco. Erano soprattutto giovani, in diversi senza mascherina, a gridare “Libertà-libertà” e a intonare l’inno di Mameli e “Romagna mia” con tanto di striscioni, per una manifestazione non autorizzata fortemente criticata stamattina anche dal sindaco Davide Ranalli.

Sul posto sono giunte pattuglie delle forze dell’ordine che hanno filmato la scena e chiesto documenti ai presenti, in vista di inevitabili sanzioni.

«Ci siamo messi in contatto con giuristi e avvocati che forniranno supporto legale nell’evenienza in cui vengano fatti dei verbali ai partecipanti – scrive sui social il gruppo che ha organizzato l’evento, senza bandiere politiche, 22.01 NoCoprifuoco -. Le recenti sentenze hanno dimostrato quanto sia difficile arrivare a pagare una multa se ci si muove seguendo pochi e semplici passi».
«Il primo maggio è rappresentato dall’operatore ecologico che ho incontrato poco prima delle otto, in una piazza deserta e ancora assonnata – è invece il commento del sindaco Davide Ranalli -; ha fermato il suo camioncino e mi ha esclamato “Sindaco, spero si possa fare qualcosa”. Ho capito subito che aveva passato ore a rigirare panchine rovesciate e raccogliere vetri rotti dopo la manifestazione non autorizzata di ieri. Immagini di una Lugo che non è quella che conosciamo di folle urlanti che provano a farsi beffe delle forze dell’ordine e della polizia locale che hanno dovuto evitare scontri in una “lotta” impari fra loro e i tanti manifestanti, molti venuti da fuori. Ci saranno un giorno in cui dovremo raccontare a qualcuno che, in nome della libertà, ci si fece beffa dello Stato e delle istituzioni e, sempre in nome della libertà, si ribaltarono panchine e ruppero vetri per poi chiedere, a volte gli stessi, di tenere più pulito il Pavaglione. Ieri non ho visto difensori della libertà ma ultrà che dicono di amare il calcio e girano le spalle alla partita».
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