Il Pri scende in campo a difesa del vicesindaco Eugenio Fusignani dopo la bagarre andata in scena ieri sera in consiglio comunale a Ravenna. In una nota firmata dalla segretaria comunale Nives Raccagni e dalla segretaria provinciale Laura Beltrami, i repubblicani contestano duramente il comportamento del capogruppo di Forza Italia Alberto Ancarani, protagonista della protesta in aula, e respingono le critiche rivolte al vicesindaco repubblicano per le sue assenze.
Il partito definisce quanto accaduto «una delle pagine più tristi e grottesche della storia istituzionale recente» della città, criticando in particolare il gesto di Ancarani, salito in piedi su un banco del Consiglio per contestare il vicesindaco e impedire lo svolgimento di un’interrogazione. Per il Pri non si è trattato di dialettica politica, ma di «un’esibizione da saltimbanchi a spese dell’intera comunità».
Il Pri ricorda che il lavoro primario degli assessori e del vicesindaco «non risiede nell’aula del consiglio, ma nell’attività della giunta e nell’operatività quotidiana di governo della città». La nota sottolinea inoltre che le indisponibilità e i ritardi del vicesindaco sarebbero sempre stati comunicati preventivamente, rivendicando il diritto alla riservatezza sulle condizioni di salute, sugli interventi chirurgici e sulle eventuali terapie. L’accusa rivolta all’opposizione è poi quella di aver convocato una commissione pur sapendo fin dal mattino che Fusignani non sarebbe stato presente, per poi annullarla dopo appena un minuto e trasformare l’assenza in un caso politico. Secondo il Pri, il vicesindaco avrebbe comunque inviato due funzionari, dell’Avvocatura e della Polizia locale, per garantire il regolare svolgimento dei lavori.
La nota si conclude con un nuovo affondo nei confronti di Ancarani. Il Pri parla di atteggiamenti «degni di essere valutati per gli eventuali risvolti penali» e invita a riportare il confronto politico entro i confini della dignità istituzionale. «Ravenna e i suoi cittadini meritano un confronto politico serio e dignitoso», scrivono Raccagni e Beltrami, «anziché un palcoscenico per show di basso livello».


