Anzichè calmarsi, si agitano ulteriormente gli animi della politica ravennate, a seguito del movimentato consiglio comunale di ieri, martedì 13 ottobre. Uno dei due protagonisti è stato il capogruppo di Forza Italia Alberto Ancarani, che si è alzato in piedi sui banchi dell’aula per protestare contro le assenze e i ritardi del vicesindaco Eugenio Fusignani. Il consigliere del centrodestra è stato a sua volta attaccato da varie fazioni politiche, in particolare dal Pri (partito del quale Fusignani è segretario regionale), che ha definito la scena «una delle pagine più tristi e grottesche della storia istituzionale recente».
Contattato al telefono, Ancarani ha respinto le critiche e spiegato le ragioni del suo gesto, puntando il dito contro quelle che considera ripetute mancanze di rispetto di Fusignani nei confronti dell’assemblea cittadina. «La vera questione è che il vicesindaco non ha alcun rispetto per il Consiglio comunale e le sue articolazioni. Ho fatto un gesto forte per impedire in tutti i modi che l’atto di prepotenza di Fusignani si completasse. Per riuscirci, ho ritenuto necessario provocare la sospensione della seduta».
Ancarani ha richiamato quanto accaduto prima della protesta, durante il momento dedicato alle interrogazioni. Fusignani avrebbe dovuto rispondere a due interrogazioni, una presentata dalla Pigna e una dal consigliere di maggioranza Staloni, ma la sua ennesima assenza ha impedito le risposte. Secondo il capogruppo di Forza Italia, lo stesso Staloni avrebbe preso la parola per stigmatizzare la mancata presenza del vicesindaco. Un episodio che, nella ricostruzione di Ancarani, dimostrerebbe come il problema non riguardi soltanto l’opposizione. «Non è un problema mio o della minoranza, ma il comportamento inaccettabile del vicesindaco nei confronti dell’intera aula consiliare. La decisione di fare un gesto così eclatante è maturata sul momento, dopo che le rimostranze verbali non producono da mesi i risultati sperati».
Il consigliere ha precisato di augurare a Fusignani «ogni bene» per quanto riguarda le sue condizioni di salute, invitando però «a non utilizzarle come giustificazione generale per le assenze istituzionali. A differenza di altri suoi colleghi sempre presenti anche quando non necessario, Fusignani ha poche deleghe e non le rispetta. Due consigli fa sono arrivate cinque mozioni sulla sicurezza, ma lui addirittura non si è presentato. Questo è molto grave».
Da qui l’accusa politica più dura: «La mia sensazione è che ormai si ritenga intoccabile e superiore a tutti», ha dichiarato Ancarani, secondo cui Fusignani sarebbe convinto di poter agire senza temere conseguenze, forte di una protezione politica che lo renderebbe inattaccabile persino dal Pd. Il capogruppo di Forza Italia ha ricondotto questa situazione anche a quanto accaduto nella scorsa legislatura, quando Fusignani fu declassato dal ruolo di vicesindaco durante il periodo in cui le funzioni di sindaco passarono a Sbaraglia, per poi tornare a ricoprire la carica sotto la giunta Barattoni. «Pensa di avere un lasciapassare infinito e di conseguenza si comporta come il Marchese del Grillo».
Ancarani ha annunciato inoltre la presentazione di un question time rivolto al sindaco per chiedere quali impegni istituzionali impediscano a Fusignani di essere presente in aula quando richiesto. «Il consiglio comunale c’è ogni martedì allo stesso orario. Per di più il compenso del vicensindaco è pari a 8.280 euro lordi al mese».


