Tra alpinismo, equilibrismo e giornalismo, storie di “grandi altezze” con Mosto

Ai Poderi dal Nespoli tra i protagonisti il funambolo Andrea Loreni, Luca Sofri del “Post” e Nada in concerto

Podere Nespoli Mosto

La passata edizione di Mosto

«In un mondo in cui tutto è fatto su misura per noi, tutto è studiato per le nostre esigenze, la percezione del reale è falsata. Ed è per questo importante cercare di vedere le cose anche da un altro punto di vista: noi abbiamo deciso di partire dal punto più alto». È Vania Vicino, coordinatrice della rassegna e responsabile comunicazione e marketing di Poderi dal Nespoli, a presentare la terza edizione del festival “Mosto, il succo delle storie”, quest’anno (dal 5 al 7 settembre) appunto dedicata alle Grandi Altezze, «che ci permettono di sollevare cuori e sguardo».

Prosegue così, declinando il tema sotto vari aspetti, il viaggio attraverso le storie ideato due anni fa dall’imprenditore vinicolo Marco Martini, presidente dell’azienda Poderi dal Nespoli 1929, nella cui suggestiva sede tra le colline forlivesi (nei dintorni di Cusercoli) si svolge un festival ideato non con scopi commerciali – assicura ancora Vicino – «ma con l’obiettivo di rallentare, di prestare attenzione alla capacità di ascolto delle persone in questo periodo caratterizzato invece dalla velocità e da poca attenzione verso l’altro».

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Ascolto e racconto, con il pubblico che per il secondo anno sarà infatti anche protagonista attivo, avendo a disposizione una cabina telefonica insonorizzata in cui poter raccontare la propria storia di coraggio.

Il programma degli eventi è stato definito ancora una volta grazie alla collaborazione con Matteo Caccia, conduttore radiofonico e noto “cacciatore di storie”.

Andrea Loreni

Andrea Loreni

La prima serata di Mosto, giovedì 5 settembre, sarà dedicata alle grandi altezze fisiche. Il compito di aprire il festival spetterà infatti ad Andrea Loreni: funambolo e filosofo, da dodici anni si dedica alla ricerca della verità artistica camminando su cavi a grandi altezze. Alle 20 aprirà il festival attraversando il cielo della collina sospeso sopra alla vigna, camminando su una corda. Alla performance seguirà alle 21 il primo talk condotto da Matteo Caccia e dedicato a “Zen e funambolismo”, il focus della ricerca personale di Andrea Loreni (che il 7 settembre terrà dalle 10 alle 18 anche un laboratorio di equilibrio, a pagamento: info e iscrizioni a info@festivalmosto.com). La serata chiude alle 22 con un incontro dedicato letteralmente alle grandi altezze, con il racconto a due voci di due scalatori di grande esperienza, compagni in salita e nella vita. “Sulla cima della nostra vita” è il titolo dell’incontro che ha per protagoniti Nives Meroi e Romano Benet, la prima coppia al mondo ad aver scalato in cordata tutti gli 8mila metri senza ossigeno e climbing sherpa: il cammino di due solitudini unite in coppia verso la cima. Con loro si parlerà di alpinismo come stile di vita.

NADA Credits Claudia Pajewski 7507OK

Nada

Venerdì 6 settembre, gli ospiti della seconda serata allargheranno lo sguardo sulle grandi altezze del titolo riflettendo sulla profondità dell’animo umano. Alle 20.30 è in programma lo spettacolo (tra parentesi) La vera storia di un’impensabile liberazione. Massimo Cirri, conduttore di Caterpillar Radio2 e impegnato a lungo nei servizi di salute mentale, insieme a Peppe Dell’Acqua, psichiatra e storico collaboratore di Franco Basaglia, porteranno in scena la storia della chiusura dei manicomi. La regia dello spettacolo prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia è di Erika Rossi.
Alle 22.30 concerto acustico (in duo) di Nada, una delle figure più importanti della scena musicale italiana, che presenterà il suo ultimo album È un momento difficile, tesoro.

Sabato 7 settembre si apre (oltre che con il laboratorio di Loreni, di cui sopra) alle 15 con una passeggiata in bicicletta sulle colline romagnole guidati da Emilio Previtali (prenotazione obbligatoria a info@festivalmosto.com), che al rientro, alle 18, racconterà a Matteo Caccia la propria esperienza di alpinista e sciatore professionista, oltre alla sua nuova avventura in veste di direttore di Alvento, rivista dedicata a storie di ciclismo.

Seguirà alle 20.30 un nuovo talk con protagonisti Luca Sofri, direttore de Il Post, Massimo Cirri di Caterpillar Radio2 e Giuseppe De Bellis, direttore di SkyTg24, per analizzare il racconto del quotidiano («e quindi un altro punto di vista», sottolinea Vania Vicino ricordando sempre il tema al centro di questa terza edizione) tra notiziari, web, radio, e social network. A condurre l’incontro Francesca Baraghini, giornalista Sky. Si parlerà di distanze tra media e fruitori, tra i diversi mezzi di comunicazione, e il ruolo dei giornalisti nel flusso di informazioni. Matteo Caccia, alle 22, chiuderà la terza edizione di Mosto con la versione teatrale de La Piena. Dopo il successo on line di questo testo sulla piattaforma Audible, va in scena dal vivo l’inizio della serie che racconta uno dei casi più incredibili di narcotraffico avvenuto nel nostro Paese. Con il supporto della musica originale composta e suonata live da Luca Micheli, e le voci dei protagonisti registrate nell’arco di 6 mesi di lavoro sul campo, Caccia racconterà la storia di Gianfranco Franciosi, un giovane meccanico nautico del levante ligure che si ritroverà infiltrato per la polizia italiana in una serie di missioni internazionali fino al più grande sequestro di droga mai effettuato in Europa.

Il festival si svolge presso Poderi dal Nespoli, villa Rossi 50, Nespoli, a ingresso gratuito. Durante tutti gli incontri saranno operativi angoli per la degustazione di vini e ristorazione.

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