I Comuni romagnoli hanno iniziato le procedure per avviare i bandi necessari a riassegnare le concessioni balneari. Secondo il decreto 131/2024 del governo Meloni, le gare pubbliche devono essere concluse entro il 30 giugno 2027. Ma prima occorre effettuare le perizie asseverate delle imprese per calcolare gli eventuali indennizzi che spettano ai gestori uscenti, da indicare nel bando di ogni concessione. In base alla legge nazionale, gli indennizzi dovrebbero riguardare solo gli investimenti effettuati negli ultimi cinque anni e non ancora ammortizzati. Le perizie dovranno essere firmate da un commercialista abilitato e retribuito dai concessionari uscenti, mentre gli eventuali indennizzi saranno a carico dei subentranti.
Le amministrazioni di Ravenna e Cervia faranno partire nei prossimi giorni le lettere per chiedere le perizie agli attuali concessionari. I loro titoli resteranno validi fino al 30 settembre 2027, perciò gli effetti dei bandi si vedranno a partire dall’estate 2028, quando le concessioni saranno riaffidate per una durata compresa tra 5 e 20 anni a seconda dell’offerta vincente. È la prima volta che accade in riviera romagnola, da quando esistono gli stabilimenti balneari. In questo modo sarà rispettata la direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi, dopo vent’anni dalla sua approvazione nel 2006 e svariate proroghe che ne hanno rinviato l’applicazione sulle spiagge italiane.
Un anno fa il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini aveva promesso di emanare un atto di indirizzo per fornire il modello di un bando-tipo che potesse aiutare i Comuni. Da allora il Mit ha convocato più volte le Regioni, l’Anci e le associazioni di categoria per discutere i dettagli del provvedimento, che però non è stato ancora ufficialmente pubblicato. A fine settembre è circolata solo una bozza informale. Visti i tempi diventati stretti, le amministrazioni locali hanno deciso di avviare le procedure senza attendere il bando-tipo.
Ravenna: perizie entro il 15 gennaio, bandi a marzo
Al contrario di altre amministrazioni romagnole che sono partite già nei mesi scorsi, Ravenna ha preferito temporeggiare. «Abbiamo atteso il più possibile il bando-tipo del Mit, ma ora non possiamo più permetterci di aspettare», spiega l’assessore comunale all’urbanistica Massimo Cameliani. «A fine ottobre invieremo agli operatori balneari le richieste delle perizie, dando tempo fino al 15 gennaio per fornirle. Così i nostri tecnici avranno un paio di mesi per studiare le carte e redigere i bandi nel modo giuridicamente più corretto possibile. L’obiettivo è pubblicarli entro marzo in modo da rispettare il termine del 30 giugno 2027».
In assenza del bando-tipo del governo, sottolinea Cameliani, «sono state molto utili le linee guida fornite dalla Regione Emilia-Romagna, che ha fatto un ottimo lavoro di coordinamento. Tuttavia la mancanza di un indirizzo ufficiale nazionale rischia di generare una pioggia di contenziosi». L’assessore si riferisce alla possibilità che chi perda le gare faccia ricorso al Tar appellandosi a presunte irregolarità delle procedure, dal momento che non esistono standard amministrativi uniformi. «Il demanio è dello Stato, ma il governo ha scaricato sui Comuni la responsabilità di occuparsene. Per noi amministratori è un peso enorme dal punto di vista sia tecnico sia politico».
In ogni caso, promette Cameliani, «garantiremo la continuità del servizio durante la stagione estiva anche se ci saranno ricorsi. È una questione di interesse pubblico: al di là di chi vincerà le gare, la nostra priorità è preservare il modello turistico romagnolo. Ovviamente nel farlo cercheremo di tutelare le imprese che operano da decenni sul territorio». Per quanto riguarda i criteri di calcolo degli indennizzi, chiosa Cameliani, «è ancora prematuro parlarne; dobbiamo prima concludere la fase di pre-gara». I bandi riguarderanno circa 200 stabilimenti balneari su 35 km di costa.
Cervia parte a gennaio con le concessioni senza indennizzo
Il Comune di Cervia ha pubblicato lo scorso dicembre le linee-guida per i bandi delle sue 289 concessioni, di cui 260 stabilimenti balneari, su 9 km di costa. «Stiamo inviando le richieste delle perizie agli attuali gestori, che avranno la possibilità di effettuarle o meno entro 120 giorni», annuncia l’assessore al demanio Samuele De Luca. «Per le concessioni dove non sarà richiesto un indennizzo, i bandi potrebbero partire già a gennaio. Per tutte le altre si andrà invece a fine marzo o inizio aprile. Ci saranno 60 giorni di tempo per presentare le offerte e durante l’estate decideremo le riassegnazioni».
Secondo De Luca «l’applicazione della Bolkestein è un’occasione per innovare il settore turistico balneare dopo anni di stallo e incertezza». D’altra parte «non intendiamo stravolgere il sistema che ci caratterizza; abbiamo intenzione di garantirne la continuità nei limiti della legge». Anche l’assessore cervese teme per i ricorsi: «Sono molto probabili, li abbiamo messi in conto, ma confidiamo nel buonsenso degli operatori a evitare contenziosi strumentali. Di sicuro il servizio continuerà a essere garantito».
L’idea dell’amministrazione cervese è «costruire i bandi sulla base delle specificità delle singole frazioni». Un discorso particolare riguarda la spiaggia davanti alle colonie di Pinarella, dove ci sono alcune concessioni abbandonate con edifici fatiscenti. «I bandi ci consentiranno di rigenerare quell’area e renderla più attrattiva, non solo a fini economici ma anche sociali. È una zona dalle grandi potenzialità. Intendiamo anche preservare le dune che si sono formate proprio a causa dell’inutilizzo della concessione, in quanto hanno un importante ruolo ambientale».
Macro-aggregazioni a Rimini, extra-canone a Riccione
Anche nel resto della riviera romagnola i Comuni sono partiti con le gare. Lo scorso giugno Rimini ha pubblicato i primi bandi per le 27 concessioni balneari della frazione di Viserba: erano i più semplici in quanto riguardavano solo la parte sabbiosa, dal momento che gli stabilimenti della zona insistono su terreno privato. Alla scadenza del 10 settembre sono arrivate 38 offerte e i vincitori non sono stati ancora resi noti. Le nuove concessioni dureranno cinque anni. Per le altre 250 attività lungo i 15 km di costa riminese, l’assessora al demanio Valentina Ridolfi ha annunciato che i bandi saranno pubblicati «entro l’autunno». Il nuovo Piano comunale degli arenili prevede la possibilità delle macro-aggregazioni, ovvero di accorpare lotti confinanti fino a un massimo di 250 metri lineari (equivalenti a 6-7 stabilimenti balneari) per avere la possibilità di realizzare piscine sulla spiaggia e altri investimenti. Il mese scorso il Comune ha aperto una consultazione per ricevere le manifestazioni di interesse, dichiarando che si trattava di un’indagine conoscitiva e non vincolante per i bandi. Delle 33 manifestazioni pervenute, non è noto quante siano state avanzate da imprenditori balneari locali, già titolari di concessioni, e quante di società esterne.
Anche Riccione ha già pubblicato il 10 settembre i primi bandi su 14 concessioni di solo arenile, con la parte antistante di strutture fisse situata su proprietà privata. Gli altri 110 stabilimenti dovrebbero andare a gara a gennaio, secondo quanto dichiarato dall’assessore al demanio Christian Andruccioli. Al momento Riccione è l’unica amministrazione romagnola ad avere previsto che i futuri concessionari, oltre al canone, debbano versare un contributo annuo a favore del Comune che verrà reinvestito in opere e servizi con valenza turistica.
A Cesenatico sono 188 le concessioni da mettere a gara. Il Comune dovrebbe pubblicare a dicembre i bandi per le 35 concessioni senza strutture fisse, di cui 25 spiagge di colonie e 10 noleggi pedalò. Per i 134 stabilimenti balneari, i 14 ristoranti e i 5 pontili bisognerà invece attendere il nuovo anno.


