Sesso con minori, Desio all’Appello E intanto era tornato su Facebook…

In primo grado 10 anni e 8 mesi all’ex prete di Casaborsetti Ai domiciliari in clinica chiuso il nuovo profilo sul social network

Su Facebook erano iniziati i suoi guai eppure su Facebook è tornato dai domiciliari dove si trova con una condanna a dieci anni e otto mesi per atti sessuali con minori che gli erano stati affidati quando era parroco a Casalborsetti: il 52enne Giovanni Desio si trova in Umbria in una struttura che ospita religiosi in difficoltà e da lì avrebbe creato un nuovo profilo sul celebre social network pubblicando alcune sue foto e avviando alcuni contatti con altri utenti che l’avrebbero riconosciuto. La circostanza emerge dalle pagine di Resto del Carlino e Corriere Romagna nel giorno in cui a Bologna è in programma l’udienza d’appello.

Il nuovo profilo Fb non è più visibile, si legge sui quotidiani. E la circostanza avrebbe indispettito molto i religioso che gestiscono la struttura. Inoltre all’ex parroco, ridotto in stato laicale in conseguenza delle vicende emerse nel 2014, non potrebbe avere contatti con l’esterno se non con la sorella, l’avvocato o l’arcivescovo. Per farlo ha a disposizione un computer che pare abbia utilizzato anche per altri scopi.

Oggi 27 novembre, come detto, a Bologna la discussione dell’Appello. L’avvocato Battista Cavassi punta a uno sconto di pena. Per ottenerlo si punterà sull’infanzia problematica dell’ex don che avrebbe comportato squilibri psichici.

La storia di Desio è ormai nota. A febbraio del 2014 finì nel canale della località costiera al volante di un Suv da 35mila euro con un tasso alcolemico di quasi quattro volte superiore al consentito. Figuraccia epocale da cui provò a difendersi maldestramente utilizzando i profili di alcuni dei componenti del gruppo “Ragazzi di fuoco del don”, il nomignolo che aveva appioppato a un gruppo di minorenni che frequentavano la parrocchia. Un genitore si accorse di quei commenti postati dal figlio a difesa del parroco in orari in cui avrebbe dovuto essere a scuola e da lì iniziò un’indagine per sostituzione di persona che si trasformò in tutt’altro fino all’arresto il 5 aprile 2014 con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali con minori. I rapporti sarebbero stati consenzienti ma trattandosi di una figura che aveva in affidamento i giovani si configura un reato. A maggio 2015 la sentenza di primo grado: 10 anni e 8 mesi (18 mesi in più della richiesta dell’accusa).

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