Un mese per dire no alla violenza sulle donne

Al via il 5 novembre il cartellone di “Una società per relazioni”. Venti eventi e diciassette realtà coinvolte

NonunadimenoUn mese per una ventina di eventi con diciassette realtà coinvolte. Dal 5 novembre al 5 dicembre a Ravenna per il terzo anno la giornata internazionale contro la violenza sulle donne che cade il 25 novembre sarà l’occasione per dispiegare un calendario coprogettato da diciassette realtà cittadine che si occupano di temi legati al genere, coordinate dal Comune. L’anno scorso l’uccisione di Giulia Ballestri per cui si sta aprendo il processo in questi giorni, quest’anno la denuncia di stupro da parte di una ragazza (pagina 12) continua a rendere il tema di drammatica attualità. «Ma questo non ci scoraggia – spiega Ouidad Bakkali, assessora alla Parità di genere – anzi ci dà una motivazione ancora maggiore per intervenire cercando nuove modalità e nuovi linguaggi, sperimentando per parlare a una platea sempre più ampia, a cominciare da quella dei bambini e dei ragazzi».

Ecco quindi che nel calendario  compaiono concerti ed esperienze sensoriali accanto a laboratori, progetti nelle scuole e veri e propri convegni su temi ed esperienze di portata internazionale. Il tutto in una visione che l’assessora ha definito «globale».

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Si comincia il 5 novembre alle 16.30 nel refettorio del Museo nazionale in via San Vitale 17, con la presentazione del libro “Mi suona familiare”, edito da Ananke Lab come risultato del premio letterario “Il Colore delle donne”; presenta Marina Mengarelli Flamigni. Alle 18 seguirà il concerto per clavicembalo ed archi, “Donne che suonano Donne”. Si tratta di rare composizioni musicali di compositrici del XVIII secolo, eseguite con l’intento di rendere loro omaggio da studentesse dei corsi superiori di specializzazione in Musica Antica dei Conservatori statali di musica. Il concerto non è solo evento artistico, ma riconoscimento di composizioni di donne e sostegno a giovani musiciste che intraprendono la professione. L’evento nasce da una collaborazione tra il museo, Soroptimist Club di Ravenna e il Collegium Musicum Classense (ingresso libero).

Secondo appuntamento che intreccia linguaggi ed esperienze e sceglie invece di uscire dai luoghi deputati alla cultura per mescolarsi alle persone, anche di passaggio, in luoghi come la stazione ferroviaria e l’Esp è sabato 11 novembre grazie alla performance itinerante “Parole in transito”  a cura dell’associazione Asja Lacis, in collaborazione con molte altre realtà. Saranno letti brani dal libro Ferite a morte e da blog di donne che raccontano la loro esperienza.

Venerdì 17 novembre, dalle 15 alle 18.30 alla biblioteca Classense l’appuntamento con il primo dei tre convegni che vanno sotto il titolo “Diritto, giustizia, riparazione” organizzato dalla Casa delle Donne in collaborazione con Fidapa incentrato sul tema cruciale del “diritto”: riflessioni e spunti per un approccio differente al sistema giuridico con docenti universitari, esperti e la collaborazione dell’ordine degli avvocati. «La violenza maschile è un fenomeno sistemico e sottovalutato – spiega Ionne Guerrini, della Casa delle Donne – spesso le vittime avevano denunciato, per esempio. Ciò di cui vogliamo occuparci è anche: un sistema giuridico neutro con un linguaggio neutro può dare giustizia alle donne?». Altro tema di cui la Casa delle donne si occuperà è quello delle donne e della disabilità «tema sommerso – commenta Guerrini – ma queste donne spesso subiscono due volte, venendo abusate da chi dovrebbe assisterle e curarle». Terzo appuntamento di questo ciclo è quello del 30 novembre alla facoltà di Giuri­sprudenza dalle 9 alle 12.30 per il convegno “Violenze di genere. Da vittime a soggetti di storia e giustizia” con anche la presentazione di uno dei pochi volumi dedicato al tema dello stupro di guerra a cura di Simona La Rocca (in questo caso la collaborazione delle Casa delle donne è con Udi e Donne in nero).

Tra i tanti appuntamenti in programma che proseguiranno appunto fino a dicembre ci sarà inoltre un “percorso esperienziale”. Il 23 novembre nelle Cantine di Palazzo Rava in via di Roma si aprirà un percorso esperenziale aperto alla cittadinanza “Un Ponte per non cadere”, con la collaborazione di Andrea Bernabini e del Liceo Artistico P.L. Nervi per vivere sulla propria pelle il percorso delle donne vittime di violenza che cercano di tornare libere; in contemporanea “Sagome in mostra”, installazione in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti che gioca sulle sagome utilizzato lo scorso anno per il flash mob del 25, come quella nella foto. L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 23 al 29 novembre dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, a cura di associazione Linea rosa. L’ingresso è gratuito.

Infine, tra i progetti sicuramente più interessanti di questo grande contenitore di iniziative sul genere c’è quello in corso all’istituto professionale Callegari, scuola storicamente maschile, realizzato dal progetto Muoviti della coop Libra. Muoviti è lo sportello psicologico dedicato agli uomini maltrattanti che in questi primi due anni di attività ha avuto in cura una trentina di casi e che muove da un principio analogo, in certi sensi, a quello che viene applicato nel progetto della scuola: la consapevolezza di sé e una rappresentazione di sé dell’uomo o del ragazzo improntata a una visione dei ruoli di potere tra generi disfunzionale e problematiche. Lavorare a scuola significa intervenire per prevenire. Ecco allora un progetto teatrale costruito dai ragazzi intorno al linguaggio, agli stereotipi e ai “modi di dire” per andare a scoprire quanti luoghi comuni e quanto maschilismo si cela in espressioni anche di uso comune. Si tratta di uno dei tanti progetti che il Comune di Ravenna porta avanti nelle scuole, anche grazie a finanziamenti regionali. «Il paradosso – spiega l’assessora Bakkali – è che ci capita di trovare resistenze e allora il primo lavoro da fare è quello di decostruire gli stereotipi sull’educazione di genere, per poter permettere all’educazione di genere di decostruire gli stereotipi sul genere. Questa, purtroppo, è la situazione».

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