Il paese dove gli artisti fanno murales a tema e vanno a cena a casa dei cittadini

A Cotignola fino al 4 giugno prosegue “Dal museo al paesaggio”: la storia locale rivive attraverso le opere all’aria aperta. L’assessore Settembrini: «In pochi anni investiti 30mila euro e realizzate 20 pareti ma ne vogliamo fare almeno altre 60»

Si chiama “Dal museo al paesaggio” il progetto partito ormai cinque anni fa a Cotignola e che fa della piccola località della Bassa Romagna una sorta di caso a livello locale e probabilmente anche nazionale nel campo della street art. Si tratta di una sorta di percorso che si snoda appunto dal museo Varoli fino ad arrivare alla campagna, nel luogo in cui d’estate si svolge “L’Arena delle balle di paglia”, nel punto in cui il Canale Emiliano-Romagnolo interseca il fiume Senio. Un progetto ideato e sostenuto (circa 30mila gli euro investiti in questi anni) dal Comune con l’obiettivo di raccontare la storia del paese attraverso i muri, con i segni di artisti nazionali e internazionali e ispirazioni che nascono sul luogo e dagli incontri con i cotignolesi.

Tutto è partito nell’estate del 2013, con una breve residenza dell’artista spagnolo Gonzalo Borondo, in occasione appunto degli spettacoli dell’Arena. «Ma la vera scintilla è scoccata l’anno successivo con il Collettivo Fx e il loro “Distributore non automatico di coraggio” – ci racconta al telefono l’assessore alla Cultura del Comune, Federico Settembrini –, omaggio alla Resistenza di Cotignola durante la guerra e opera con la quale abbiamo iniziato ad attivare più concretamente le connessioni tra street art e territorio». Connessioni che si fanno sempre più strette, se è vero che qui gli artisti vengono ospitati direttamente nelle case dei cotignolesi.

«È nato tutto per caso – ricorda l’assessore –, in occasione del murales di inizio 2017 sulla Segavecchia realizzato dalla giapponese Mina Hamada e Zosen Bandido (street artist di origini argentine, ndr): a causa di una valutazione sbagliata, avevamo finito il budget per l’ospitalità e così ho pensato che li avrei invitati volentieri io, che sarebbe stato un piacere averli a casa e confrontarmi con loro. E poi ho saputo che anche ad altri amici avrebbe fatto allo stesso modo piacere e così, grazie a un semplice passaparola, hanno pranzato e cenato in famiglie diverse: alla fine della loro residenza i due artisti ci dissero che la settimana a Cotignola, per loro che girano in continuazione il mondo, era stata veramente unica. Da quel momento parte fondamentale del nostro progetto è diventato l’incontro-confronto con i cotignolesi, tanto che proprio in questi giorni abbiamo diversi artisti che stanno mangiando o mangeranno a casa di famiglie del paese (chi volesse accoglierne può contattare il Comune al numero 0545-908826, ndr)».

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Il primo artista ad arrivare per questa nuova tornata è stato il reggiano Reve+ che dal 18 al 20 maggio ha realizzato un’opera su un muro visibile solo dall’interno del municipio. Sono poi tornati gli stessi Mina Hamada e Zosen Bandido (al lavoro dal 20 al 26 maggio alla Scuola Arti e Mestieri) e anche altri artisti di fama internazionale come il cesenate Gola Hundun e il sardo Tellas (dal 21 al 28 maggio all’ex Consorzio agrario). Dal 24 al 28 maggio a Barbiano per un omaggio al Palio di Alberico (in svolgimento nello stesso periodo) il marchigiano Nicola Alessandrini mentre a completare il programma saranno il fumettista romano Martoz (dal 28 al 31 maggio ancora alla Scuola Arti e Mestieri) e la concittadina Gio Pistone, impegnata a far rivivere – alto 12 metri – lo stemma di Cotignola (dal 28 maggio al 4 giugno al parco Bacchettoni). «Proprio ieri sera (20 maggio per chi legge, ndr) – continua l’assessore – eravamo a cena tutti assieme ed è uno spettacolo vedere come si riesca a parlare di tutto, tra artisti e residenti. E poi, diciamolo, per gli artisti si tratta di un viaggio enogastronomico con pochi precedenti per loro stessa ammissione…».

Altra particolarità del progetto cotignolese è, come detto, il lavoro tematico. «Non chiediamo mai bozzetti prima – puntualizza Settembrini –, lasciamo libertà agli artisti a cui diamo però un tema e con cui abbiamo solitamente scambi di vedute via mail, prima del loro arrivo. A loro sembra piacere questa modalità: preferiscono creare un legame con la città piuttosto che fare una toccata e fuga senza approfondimenti come capita spesso altrove». Il progetto è portato avanti dal Comune con varie collaborazioni, tra cui quella naturalmente con l’associazione Primola – gli organizzatori dell’Arena, dove tutto è partito – mentre si è fatta sempre più forte quella con Indastria (l’associazione che organizza il festival Subsidenze a Ravenna) e con l’istituto comprensivo, con il coinvolgimento di bambini e ragazzi.

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Con quelli in fase di realizzazione e quello in programma alla prossima edizione dell’Arena saranno una ventina i muri dipinti di Cotignola. «Ma ne abbiamo altri sessanta almeno da fare – dice l’assessore e abbiamo tante idee in testa». Come quella di decorare le case dei cotignolesi. «Mi hanno già chiesto in diversi di utilizzare un loro muro. C’è anche chi mi fa vedere una foto della sua famiglia e vorrebbe un’opera a tema sulla propria casa. E pensandoci sarebbe bello, un rapporto ancora più diretto e stretto tra artisti e cotignolesi…».

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