Nel 2020 i lavori per un grande parco al posto dell’ex caserma Alighieri di Ravenna

Si tratta di un’area di 15mila metri quadri oggi completamente edificata che verrà resa verde e sarà per la prima volta resa fruibile alla cittadinanza. Bando entro l’anno

ExCaserma04Oltre al proseguimento del grande parco Baronio e l’avvio dei lavori del Cesarea c’è un altro progetto del Comune di Ravenna, seguito invece dall’Urbanistica, per cui è in preparazione il bando che deve essere presentato entro l’anno. Si tratta forse dell’intervento più impattante (per una volta in termini positivi) per il centro città in termini di verde.

Un grande parco sorgerà infatti dove oggi c’è l’ex Caserma Alighieri. La spesa complessiva di tre milioni di euro sarà coperta per metà dal Comune e per metà dalla Regione (grazie a un bando sulla rigenerazione urbana).

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Su richiesta della Sovrintendenza rimarrà la facciata degli edifici storici su via Nino Bixio che è della Cassa Depositi e Prestiti che dovrebbe farne una struttura ricettiva di pregio, ma il resto dell’area, acquistata dal Comune, sarà completamente demolita e trasformata appunto in un terreno verde.

«Proprio in questi giorni stiamo perfezionando il progetto esecutivo» ci spiega l’assessora Federica Del Conte. «Si tratta di un’area di 15mila metri quadri oggi completamente edificata che verrà resa verde e sarà per la prima volta resa fruibile alla cittadinanza, ed è anche una risposta in termini ambientali anche per quanto riguarda la mitigazione climatica anche perché sorge in una zona della città dove è tutto molto costruito».

Il progetto infatti prevede la completa demolizione dei fabbricati (con relativa bonifica dall’eternit) e la “desigillazione” dell’area con la rimozione dell’asfalto del parcheggio e la realizzazione di un prato verde “permeabile” con strutture di arredo leggere e amovibili per permettere la ricerca archeologica preventiva, senza scavo. Si tratta infatti di un’area dalle alte potenzialità archeologiche in cui però non si è mai scavato. E il parco, almeno in parte, potrebbe in futuro diventare parco archeologico. Per questo, in prima battuta, per esempio, non saranno piantati alberi ad alto fusto.

E al cittadino comune corre il dubbio: non diventerà una spianata al sole a pochi passi dalla spianata di piazza Kennedy? «Innanzitutto, qui ci sarà prato e comunque pensiamo a pergolature, strutture a ombreggio leggere. Soprattutto recupereremo l’antica vocazione dell’area a orto botanico al servizio degli edifici circostanti, ci sarà un’area dedicata ad attività sportive e pensata anche per la didattica all’aria aperta al servizio del vicino Liceo Classico (la succursale di via Nino Bixio, ndr). Agli alberi penseremo quando sapremo quali eventuali reperti ci sono nel sottosuolo».

In piedi resteranno solo pochi edifici di servizio, a memoria di quel che c’era prima ma anche per ospitare inizialmente una zona per gli attrezzi e lasciare la possibilità di aprire un bar in un secondo tempo. Ci saranno anche i sempre tanto reclamati servizi igienici, naturalmente.

Per quanto riguarda i tempi, il Comune uscirà con il bando entro l’anno, i lavori inizieranno nel 2020 e potrebbero durare un anno, secondo le previsione di Del Conte: «È vero che non c’è nulla da costruire, ma ci sarà comunque moltissimo materiale da smaltire».

Un progetto di cui è a conoscenza anche Cassa Depositi e Prestiti e che potrebbe rappresentare un incentivo a realizzare quanto prima il progetto della struttura ricettiva. Anche perché, come spiega Del Conte, «oltre che per i cittadini, può avere un valore per il turista perché da qui inizia il giro sulle mura che passando per la polveriera arriva di fatto alla Rocca Brancaleone».

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