Sollecitazioni dal basso per il nuovo piano urbanistico, laboratorio il 26 ottobre

A Sant’Alberto il secondo appuntamento dopo quello dedicato al verde. Nella prima fase del percorso di coinvolgimento dei cittadini sono arrivate 189 segnalazioni

l’attuale area urbana di Ravenna vista dal satelliteLa nuova legge regionale in materia urbanistica (24/2017 in vigore dal 2018) stabilisce che i Comuni debbano dotarsi di un Pug (piano urbanistico generale) in sostituzione di Psc (piano strutturale comunale) e Rue (regolamento urbanistico edilizio). A Ravenna il Comune ha deciso di avviare un processo partecipativo per coinvolgere la cittadinanza. In estrema sintesi si può dire che l’amministrazione voglia raccogliere sollecitazioni, suggestioni e proposte da chi vive la città – non solo chi ci abita, non solo professionisti della materia urbanistica – da consegnare ai progettisti esterni al palazzo a cui è stato affidato il compito di elaborare il Pug.

Attualmente il percorso è a metà. Facciamo il punto con Giovanna Amaducci della cooperativa Villaggio Globale che sta curando il processo partecipativo: «Nella prima fase si sono svolti dodici incontri (almeno uno per ogni consiglio territoriale, ndr) a cui hanno partecipato 329 persone. Con i cittadini abbiamo indagato i bisogni dei territori e raccolto le idee per i luoghi della rigenerazione che è un tema molto importante per il nuovo strumento urbanistico. Abbiamo raccolto 189 segnalazioni: edifici, quartieri, aree scoperte che secondo i cittadini hanno bisogno di rigenerazione». Si poteva segnalare di tutto, gli uffici tecnici hanno scremato i casi che non riguardavano questioni non pertinenti «come ad esempio chi ha segnalato un incrocio da rifare». Ma nulla è caduto nel vuoto: «L’assessora Federica Del Conte e i tecnici del Comune hanno inoltrato queste segnalazioni a chi competeva». Da questa fase è uscita una mappa consultabile nella sezione “voci dalla città” su rup.comune.ra.it.

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Il Pug è articolato in previsioni strutturali e previsioni programmatiche: le prime identificano le linee fondamentali dell’assetto dell’intero territorio comunale e determinano le direttrici di sviluppo degli insediamenti nel territorio comunale; le altre definiscono le localizzazioni delle aree da ricomprendere nei Pue (piani urbanistici esecutivi) stabilendo quali siano le trasformazioni fisiche e funzionali ammissibili.

Il 12 ottobre si è entrati nella seconda fase con il primo dei tre laboratori (il prossimo il 26 ottobre e poi il 9 novembre) su temi specifici scelti dai cittadini perché ritenuti di particolare interesse. Il primo appuntamento era dedicato al verde: di parchi e giardini si è parlato al centro Segurini in via Conventello 33. Ai tre laboratori «può partecipare chiunque, anche chi non ha preso parte alle iniziative precedenti».

Il prossimo laboratorio si terrà sabato 26 ottobre dalle 10 alle 17 nella sala del consiglio territoriale di Sant’Alberto, in via Cavedone 37. Dopo aver parlato di parchi e giardini, questo secondo laboratorio affronterà il tema della permeabilità dei suoli e dello spazio pubblico. I lavori partiranno da un momento di formazione sugli obiettivi della nuova legge urbanistica che sono occasioni per andare verso un miglioramento della qualità urbana; in particolare, la rigenerazione urbana, la riprogettazione degli spazi e la restituzione dello spazio pubblico alle persone, possono diventare importanti occasioni per rendere la città più resiliente, attraverso strategie di sviluppo più attente all’ambiente e al futuro dei territori e dei cittadini.
Il laboratorio si servirà del caso-studio della piazza centrale di Sant’Alberto, che oggi si presenta come un parcheggio. Il desiderio dei cittadini è che questo luogo torni ad essere una piazza, intesa come luogo di incontro. Il caso-studio offre la possibilità di immaginare in modo condiviso una riqualificazione della piazza, per poi andare a definire, con il confronto tra cittadini e professionisti presenti al laboratorio, linee guida e buone pratiche per il miglioramento dei suoli e degli spazi pubblici dei quartieri, che siano replicabili in tutti i contesti della nostra città. È gradita l’iscrizione, al fine di preparare il pranzo per tutti i partecipanti, registrandosi all’evento a questo link oppure mandando una e-mail all’indirizzo ravennapug@comune.ra.it.

Ma il cittadino che partecipa, quanto può auspicare di essere ascoltato? «A tutti abbiamo detto chiaramente che i progettisti del Pug potranno ignorare del tutto queste suggestioni. Però è chiaro che le sollecitazioni dal basso hanno una importanza e ci auguriamo che in qualche modo in questo lavoro vengano prese in considerazione».

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