Centinaia in piazza per l’addio all’ex sindaco Matteucci, sulle note di Celentano

Il sindaco De Pascale depone la fascia tricolore sul feretro e canta insieme a moglie e figlio del suo predecessore

Centinaia di persone in piazza del Popolo per l’ultimo saluto all’ex sindaco Fabrizio Matteucci, morto per un infarto domenica 16 febbraio quando ancora non aveva compiuto 63 anni.

Applausi hanno accompagnato l’arrivo del feretro dal municipio, dove era stata allestita la camera ardente.

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A prendere la parola è poi stato un commosso Michele de Pascale, che ha definito il suo predecessore come «un leader politico vero», sottolineando come non avesse mai pensato davvero che sarebbe stato costretto a usare la fascia tricolore che lo stesso Matteucci gli aveva consegnato quattro anni fa per un’occasione come questa. Deponendola poi sul feretro, al termine del discorso durante il quale ha ricordato anche come Matteucci continuasse a ricevere i sorrisi dei ravennati, quando girava per la propria città «ed è la cosa più bella che può capitare a un ex sindaco».

Ha poi preso la parola l’assessore Ouidad Bakkali, nominata per la prima volta, giovanissima, proprio da Matteucci, da lei definito «indimenticabile» e paragonato, con una bella citazione, a L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono. Sottolineando poi come Matteucci avesse meritoriamente deciso di investire quelle poche risorse a disposizione – ai tempi della sua legislatura – in scuola, cultura e servizi alle persone.

Sono poi partite le note della canzone di Adriano Celentano “L’emozione non ha voce”, cantata insieme allo stesso De Pascale da moglie e figlio di Matteucci, a cui sono stati rivolti i pensieri di tutti. «Tutta la città vi sarà vicina», ha detto il sindaco. E la moglie, travolta dall’affetto, ha invitato i presenti ad avvicinarsi al feretro.

In piazza anche l’ex ministro Graziano Delrio e il presidente della Regione Stefano Bonaccini, l’ex governatore Vasco Errani, oltre a diversi sindaci, tra cui quello di Rimini Andrea Gnassi, la giunta e il consiglio comunale al completo. E anche tanti oppositori al governo locale del centrosinistra, dal leghista Gianluca Pini alla grillina Francesca Santarella.

Alle 14 i funerali nella chiesa di San Pier Damiano.

Piazza Funerali MatteucciPubblichiamo qui integralmente il discorso pronunciato da Michele de Pascale in piazza.

Ciao Fabrizio,
qui, nella tua piazza, c’è tutta la tua città.
In queste giornate sono passati da casa tua e poi dalla casa comunale, che era come se fosse parte di casa tua. i tuoi affetti, la tua famiglia, i compagni di una vita sono venuti da tutta la regione e da tutta Italia per darti un saluto.
Non dovevi farci questo scherzo.
Quando mi hai passato la fascia tricolore, non mi avevi prospettato l’idea di doverla utilizzare in questa giornata. Avrebbe sì parlato un sindaco al tuo funerale, ma fra molti e molti anni.
Volevo ringraziare di cuore tutte le persone che in questi giorni hanno parlato e scritto di Fabrizio, quelle parole le ho sentite profondamente sincere e non di circostanza.
Perché Fabrizio era una persona la cui umanità ti toccava nel profondo, il suo essere un uomo saldo nei suoi valori, fiero di una tradizione, ma contemporaneo. Un sindaco generoso e innamorato di Ravenna che si appassionava delle vicende dei suoi cittadini, in particolare di chi ne aveva più bisogno.
Un sindaco onesto e buono, un leader politico vero, che ha saputo guidare la nostra comunità con autorevolezza, assumere decisioni difficili, affrontare anni complessi con negli occhi i suoi valori, la storia della sua comunità, ma sempre con uno sguardo al futuro:
Il suo pensiero costante era quello di passare il testimone, come in una staffetta, alle nuove generazioni.
Ricordo anche gli ulti anni all’Associazione dei comuni felice di trasferire ai tanti sindaci la sua esperienza e sereno perché attraversa le strade di Ravenna e le persone lo fermavano, gli sorridevano e lo abbracciavano. Questa penso sia la cosa più bella che può capitare ad un ex sindaco.
Ci mancherai immensamente. Mancherai più che a chiunque altro a Simona e Sayo, la ragione che portava Fabrizio a svegliarsi con il sorriso tutte le mattine e che abbraccio a nome di tutti i ravennati. Tutta la città sarà sempre al loro fianco nel tuo ricordo.

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