Il sindaco: «A Ravenna 1.600 tamponi, ora ne fanno 125 al giorno. Il costo? 40 euro»

De Pascale: «Allo studio un piano di potenziamento dell’attività anche fra chi non ha sintomi, si comincerà dai dipendenti del Sistema sanitario»

Tamponi Coronavirus 1280x720La politica sui tamponi per individuare le persone positive al coronavirus che continua a mietere vittime anche nel nostro territorio è sempre più oggetto di dibattito tra gli studiosi, i sanitari e chi si sta occupando dell’emergenza.

Sempre più forti sono le voci di chi, a cominciare dall’Oms, dice che bisogna fare più tamponi possibili per poter individuare anche gli asintomatici contagiosi e anche per poter avere dati più vicini alla realtà. Ne abbiamo per questo parlato con il primo cittadino di Ravenna Michele De Pascale, che è anche presidente della Provincia e che sta seguendo in prima linea la battaglia contro il virus nel nostro territorio.

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De Pascale Conte

De Pascale con il premier Conte in una foto di alcuni mesi fa

Sindaco, quanti tamponi stiamo facendo in provincia di Ravenna in media al giorno? Quanti ne sono stati fatti dall’inizio della crisi?
«Su Ravenna da inizio emergenza mi risulta siano stati fatti 1.580 tamponi, con una media nell’ultima settimana di 125 al giorno».

Ci sono persone che raccontano di avere sintomi al proprio medico, ma a cui il tampone non viene fatto. Perché? A chi viene riservato?
«Fino ad ora il tampone è stato effettuato se una persona ha avuto un contatto stretto con un caso positivo, cioè una permanenza prolungata con una prossimità inferiore al metro, e, contemporaneamente, ha sintomi specifici. Il solo contatto o i soli sintomi fino ad ora non hanno previsto il tampone».

Come funziona oggi il tampone? Quanto tempo serve per avere una risposta? E quanto costa?
«Per avere una risposta servono circa 24/48 ore. Il costo in via approssimativa è di circa 40 euro a tampone, ma il motivo per cui finora sono stati limitati non sono i costi, ma un principio di priorità visto che, come per i dispositivi di protezioni individuali, le mascherine e gli altri dispositivi di protezione, non ci sono reagenti e personale sufficiente per poterne fare di più».

L’Oms dice che bisogna fare tamponi a tutti, la strategia scelta dalla Corea, ma più vicino a casa anche dal Veneto, mentre l’Emilia-Romagna aveva fatto percentualmente molto meno tamponi andando quasi “a colpo sicuro”. Si sta cambiando strategia? La Regione sta quindi tornando sui propri passi?
«Come ha detto qualche giorno fa il commissario regionale Sergio Venturi è allo studio un piano di potenziamento dell’attività dei tamponi che, per seguire le nuove indicazioni dell’Oms e per ricercare persone positive anche fra coloro che non hanno sintomi, partirà dall’effettuare tamponi a tutti i dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale e poi speriamo di poterlo estendere il più possibile».

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