Coronavirus, dal Comune oltre 420mila euro per nidi privati e scuole Fism

Così le famiglie non dovranno pagare le rette (che saranno anche eventualmente restituite) e i lavoratori potranno usufruire degli ammortizzatori sociali

Asili Fism, aumentati i contributiOltre 420mila euro (importo massimo, nel caso l’anno scolastico, come presumibile, non ricominci) dal Comune di Ravenna per sostenere nidi privati, convenzionati e non, e Fism (la federazione delle scuole cattoliche o comunque di ispirazione cristiana). E fare così in modo che anche le famiglie con bambini (da 0-6 anni) iscritti a questi servizi non debbano pagare la retta (da marzo a giugno compresi), così come già stabilito a inizio emergenza per le scuole e gli asili comunali. Chi avesse già pagato quella di marzo, verrà rimborsato.

Il Comune giustifica la decisione, ricordando il funzionamento del sistema integrato di servizi per bambini da 0 a 6 anni che «si basa su un’offerta pubblica e privata che garantisce percentuali di copertura rispetto alla popolazione in età, non raggiungibili con la sola offerta comunale di servizi».

In particolare, il Comune ricorda come il sistema dei servizi per bambini da 0 a 3 anni sia articolato in servizi comunali a gestione diretta ed esternalizzata (che rappresentano il 60 percento circa dell’offerta) nonché in servizi privati con posti convenzionati con l’Amministrazione comunale (oltre a servizi privati “a libero mercato”). Il sistema dei servizi scolastici per bambini da 3 a 6 anni è invece articolato in scuole dell’infanzia comunali e statali (che insieme rappresentano il 71 percento circa dell’offerta) e scuole dell’infanzia private paritarie aderenti alla Federazione Italiana Scuole Materne (Fism).

«Il nostro primo pensiero – dichiara il sindaco Michele de Pascale – è stato fare in modo che tutte le famiglie dei bambini e delle bambine che frequentano i servizi di tutti i tipi potessero godere delle medesime condizioni, non pagando per ciò di cui non hanno potuto usufruire e senza la preoccupazione di dover rinunciare al posto».

«Per le mensilità di completa chiusura – dichiara Ouidad Bakkali assessora alla Pubblica istruzione e infanzia – l’Amministrazione sosterrà i servizi educativi/scolastici in modo da assicurare una ripresa immediata dell’attività educativa, appena l’emergenza Covid-19 lo consentirà. La proposta elaborata parte dal presupposto che i gestori, aderendo all’accordo, non percepiranno alcuna retta dalle famiglie per tutti i mesi di chiusura del servizio (marzo, aprile, maggio e giugno), nell’ipotesi che i servizi educativi e scolastici non riprendano a funzionare fino alla fine dell’anno scolastico. Gli stessi gestori s’impegneranno a restituire somme eventualmente già riscosse per il mese di marzo, secondo un rapporto diretto con le famiglie e a chiedere l’applicazione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori e le lavoratrici per tutte le mensilità possibili».

Le famiglie coinvolte sono 1.139 e i servizi 29: 10 servizi educativi privati già convenzionati per posti bimbo (Domus Bimbi, Stefano Biondi, I Pargoli, Bianca e Bernie, Il Mondo di Heidi Alfa, Il Paese delle Meraviglie, Il Tamburino, Il Treno dei bimbi, La Mongolfiera, Il Canguro), 4 servizi educativi privati (Mary Poppins, Piccoli Tesori, Tante Lune- Sperimentale per la fascia 0-3, Crescere Insieme), 15 servizi educativi e scolastici Fism (Eugenio Foschi, Divina Provvidenza, Madonna della Fiducia, Maria Immacolata, Mons. Giulio Morelli, Paolo e Vittoria Ghezzo, L’Arca di Noè, Madre Teresa di Calcutta, S.Giuseppe Cottolengo, S.Maria in Ferculis, San Francesco di Sales, San Sisto II, San Vincenzo de Paoli, Istituto Tavelli, Mamma Margherita).

Le misure previste dagli accordi sono differenziate per tipologie di servizi e variano da 60/80 euro a bambino per servizi aderenti alla Federazione italiana Scuole Materne e da 140 a 170 euro a bambino per ciascun mese nei nidi privati, tenendo come limite i costi fissi incomprimibili dichiarati dai gestori.

L’applicazione delle nuove misure determina un costo mensile stimato per il Comune pari a 106.069,99 euro, che determina, nella previsione di non riapertura dei servizi per l’intero anno scolastico, un costo complessivo massimo pari a 424.279,96 euro, di cui 183.130,44 per nidi convenzionati quale corrispettivo ad integrazione prezzi, 37.229,52 per i servizi educativi privati come contributo e 203.920,00 per i servizi educativi scolastici aderenti alla Fism. «Tali somme – spiegano dal Comune – trovano copertura nel bilancio di previsione 2020 destinando le somme che erano previste per le convenzioni ordinarie già in essere, sia impiegando le risorse regionali residue del progetto “Al nido con la Regione” finalizzato all’abbattimento delle rette/tariffe di frequenza ai servizi educativi per la prima infanzia e infine utilizzando i fondi residui derivanti dal Decreto legislativo 65/2017 che finanzia il sistema integrato 0-6».

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