Le farmacie fanno gli straordinari: «Migliaia di tamponi al giorno. Ma in calo…»

Il presidente dell’ordine provinciale: «Serve una persona in più per gestire l’emergenza, ma un dipendente ogni 5 sedi è stato sospeso e non troviamo personale»

Tampone FarmaciaVolendo fare una stima, in provincia di Ravenna in media le farmacie stanno effettuando almeno ottomila tamponi rapidi al giorno.

Effetto del green pass, ovviamente, lo stesso che ci permette di guardare con una certa curiosità le decine di persone in fila, per esempio, la domenica sera sotto la pioggia fuori dalla farmacia comunale numero 8.

«Dopo i primissimi giorni di inevitabili disagi – commenta il presidente dell’ordine dei farmacisti della provincia di Ravenna, Domenico Dal Re – oggi possiamo dire che in provincia non ci sono particolari problemi per fare i tamponi, chi ne ha bisogno riesce a farlo, anche senza prenotarsi. Le farmacie si sono organizzate aumentando le ore di apertura, facendo tamponi già dalle 7 del mattino per chi ne ha bisogno per quel giorno lavorativo, alcune sono aperte anche alla domenica e sono aumentate in generale quelle che li fanno, che direi che sono il 90 percento del totale (sono circa 130 le farmacie tra pubbliche e private in provincia, ndr). E in media direi che si arriva a 70-80 tamponi al giorno. Nella nostra (a Classe, ndr) nei giorni di picco – che sono il lunedì, il mercoledì e il venerdì -possiamo arrivare anche quasi a 200».

Un impegno senza precedenti per le farmacie, in un periodo in cui si fa fatica a trovare dipendenti e 24 in provincia sono stati sospesi, avendo rifiutato il vaccino anti Covid. «In pratica abbiamo un dipendente sospeso ogni 5 farmacie e per fare i tamponi è necessario averne invece uno in più in ogni sede, in un periodo in cui farmacisti non se ne trovano: sempre meno se ne iscrivono all’università, meno ne escono per le difficoltà degli studi e non ne arrivano più neppure dal Sud, come succedeva di consueto. La scorsa estate ho cercato invano farmacisti da assumere».

Al momento il sistema però regge. «Con la chiusura delle farmacie del mare abbiamo personale da ridistribuire e cerchiamo di colmare il gap con ore di straordinario. Lo facciamo per spirito di servizio, perché ci è stato chiesto, consapevoli di dare una grande mano alla gestione della pandemia. Di essere protagonisti di uno screening di massa molto utile, perché ovviamente di positivi ne troviamo parecchi».

In questi ultimi giorni, però, la corsa al tampone sembra avere subito un rallentamento. «Rispetto a ottobre stiamo riscontrando circa il 10 percento di richieste in meno, la gente pian piano preferisce vaccinarsi. E d’altronde noi stessi, in farmacia, cerchiamo di convincere quelli ancora indecisi».

Poche, però, le farmacie che si sono rese disponibile per la vaccinazione anti Covid. «C’era il vincolo di dover contare su un minimo di persone disponibili al giorno, per non sprecare le dosi, e abbiamo un hub vaccinale che funziona alla perfezione, quindi non c’era bisogno davvero delle farmacie da queste parti. A differenza del vaccino antinfluenzale, che ci vedrà a disposizione per tutti coloro che vorranno farlo a pagamento».

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