Quante gole dei cantanti curate dal dottor Fussi a Sanremo

Il foniatra ravennate all’Ariston nelle serate clou, 12 dei 25 concorrenti sono suoi pazienti: «I colpi d’aria sono il grande pericolo». Ecco i trucchi prima di salire sul palco

Franco Fussi Foniatra

Il dottor Franco Fussi, specialista in foniatria

Le corde vocali di dodici concorrenti di San- remo, su venticinque in totale, sono state visitate dal ravennate Franco Fussi, medico specialista in foniatria e otorinolaringoiatria. Giusy Ferreri, Sangiovanni, Elisa, Vibrazioni e Mahmood, tanto per fare qualche nome: «Qualcuno l’ho visto anche di recente per un controllino prima della gara».

E qualcun altro potrebbe chiedere l’assistenza di Fussi nelle serate clou del Festival: «Venerdì e sabato sarò a Sanremo, come successo tante volte in passato, a disposizione dei cantanti in caso di bisogno». Che può capitare di giorno durante l’alloggio in albergo o di sera al teatro prima di salire sul palco. In questo secondo caso c’è da fare i conti con gli spazi angusti dell’Ariston e la necessità di evitare assembramenti per la pandemia: «Visto dalla tv appare enorme, ma dietro alla scenografia rimane davvero poco spazio. I camerini non sono più a disposizione dei cantanti per tutta la serata, li usano solo per il tempo minimo necessario prima di cantare».

Franco Fussi Pass SanremoIl compito di Fussi può variare: «A volte può essere solo un sostegno psicologico, a volte un aiuto per il riscaldamento della voce prima delle esibizioni, a volte per vere emergenze». Nell’ultima categoria rientra a pieno il caso di Laura Pausini nel 2018: la cantante di Solarolo, da tempo tra i pazienti del foniatra, era prevista come ospite per il mercoledì ma si ritrovò completamente afona e fu costretta a dare forfait: «Aveva una brutta laringite. Mi chiamò e mi disse che le davano la possibilità di spostare la sua ospitata al sabato ma io dovevo ridarle la voce». E così fu: «Non c’era altra soluzione che intervenire con tanto cortisone. Che è anche un eccitante. Credo che fu anche per questo motivo che Laura durante l’esibizione andò addirittura fuori dal teatro a cantare in strada tra la gente». Andò a buon fine anche la missione di Fussi tentata nel 1999 con l’ugola di Anna Oxa: «La sera della finale era senza voce, poi è riuscita a cantare e vincere con “Senza pietà”».

È il colpo d’aria il nemico più temuto dai concorrenti in questa settimana in Liguria: «I problemi sono quasi sempre di natura infiammatoria perché i cantanti passano da un ambiente all’altro, dentro e fuori. Non ci può essere un abuso vocale perché non è un tour e lo sforzo vocale è limitato. È più probabile uno stress della voce per l’eccessivo parlare in quei giorni». Ci sono anche casi in cui invece una boccata d’aria può essere la medicina. Emma Marrone vinse nel 2012 dopo un problema risolto correndo: «Si ritrovò senza voce ma era solo una accumulo di stress che le aveva bloccato la muscolatura. In quel caso andava sciolta la tensione e fu utile anche andare a correre per strada».

Un capitolo lo meritano gli accorgimenti pre canto per avere la miglior voce possibile. Sono lontani i tempi di Luciano Pavarotti che mangiava una fettina di mela. Ora il must è l’acido ialuronico: «Ha un effetto lubrificante per le mucose, si può assumere in diverse formule, dallo spray agli aerosol».

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