È nata una stellina sotto rete: la 16enne Gardini sogna di essere la nuova Piccinini

La giocatrice che si è ritirata da poco è il modello a cui si ispira la schiacciatrice di Ravenna arrivata da poco al Club Italia a Milano dopo due anni a Sassuolo: «Sogno l’A1 e le Olimpiadi. Negli allemaneti l’altra ravennate Sara Panetoni mi sta aiutando molto»

Gardini 4Piccole stelle ravennati crescono sottorete, per la speranza per il volley non solo cittadino, ma anche nazionale. Se la 19enne Sara Panetoni è ormai una “veterana”, in virtù di una già notevole esperienza acquisita sul campo, e la classe 2004 Vittoria Balducci è l’ultimo prodotto del sempre florido settore giovanile della Teodora Mib Service, in virtù del trasferimento all’Anderlini Modena, i riflettori sono in questo momento puntati soprattutto su Beatrice Gardini. Nata l’1 aprile del 2003, la schiacciatrice cresciuta sotto gli insegnamenti dei tecnici Pierpaolo Pasini, Maria Grazia Montevecchi e Mattia Focchi ha spiccato infatti il grande salto verso l’azzurro, andando a vestire la maglia del Club Italia Crai dopo due anni vissuti nel vivaio della Volley Academy Sassuolo.

Beatrice, come è iniziata l’avventura nel Club Italia Crai?
«Molto bene, anche perché molte compagne (Frosini, Graziani, Marconato, Monza, Nwakalor e Omoruyu, ndr) le conoscevo dall’esperienza ai recenti campionati mondiali Under 18. Arrivare in questa squadra è un sogno che si realizza, in quanto mi permette di potermi misurare sia in una realtà, sia in un campionato, di alto livello. Per me è un grande onore vestire la maglia azzurra».

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A soli 16 anni in una città come Milano: come prosegue l’ambientamento?
«Sto ormai terminando la fase di assestamento dovuta anche all’inizio della scuola. Frequento il Liceo socio-economico e mi trovo bene grazie all’aiuto dei miei compagni di classe e dei professori. Milano è molto grande, ma non ho molto tempo libero per visitarla. Tra Centro Pavesi, dove ci alleniamo, e scuola, sto cominciando a conoscere la zona in cui vivo».

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Sulla sfondo Beatrice Gardini, in primo piano Sara Panetoni

In squadra con te c’è anche un’altra ravennate, Sara Panetoni, tra le più “vecchie” del gruppo in virtù dei suoi 19 anni. Come ti trovi con lei?
«La conosco ormai da tanto tempo per via di mia sorella Alessia, con cui giocava assieme nella Teodora. Mi è di grande aiuto e mi dà sempre buoni consigli».

Come è la vita al Centro Pavesi?
«È la nostra casa, facciamo tutto lì, dal dormire al mangiare, fino ovviamente all’allenarsi e al giocare le partite. In pratica stiamo 24 ore su 24 assieme e c’è grande affiatamento tra di noi. Divido la mia stanza con Julia Ituma, con cui mi trovo molto bene».

È stato difficile lasciare una realtà come Sassuolo, dove sei cresciuta negli ultimi due anni?
«Mi sono trasferita a Sassuolo a soli 14 anni e per me rappresentava una grande occasione. Quando però c’è stata la possibilità di passare al Club Italia non ci ho pensato due volte, perché mi dà l’opportunità di crescere meglio. Mi piacerebbe fare della pallavolo il mio lavoro».

Ravenna ti manca?
«È stato difficile soprattutto il primo anno a Sassuolo, in quanto ero più piccola. Adesso che so quello che voglio fare davvero non mi pesa vivere lontano da casa, anche se ogni tanto mi manca un po’ la mia famiglia».

Gardini U18 3Hai qualche giocatrice come modello?
«Di quelle che hanno fatto la storia del volley italiano non posso che dire Francesca Piccinini, che tra l’altro giocava nel mio stesso ruolo».

Dal punto di vista tecnico, cosa ti aspetti da questa stagione?
«Io sono una delle più giovani del gruppo e quindi sono consapevole che non giocherò sempre. Va comunque benissimo così, in quanto il mio obiettivo principale è quello di crescere, migliorando soprattutto in ricezione. Anche Sara mi aiuto molto in allenamento, come del resto tutte le compagne più grandi».

Come ti trovi con il coach Massimo Bellano?
«Vivendo al Centro Pavesi ci sta vicino anche dal punto di vista emotivo e caratteriale, mentre da quello tecnico è sempre pronto a insegnarci e a correggere i nostri errori».

Gardini U18 2Hai assaggiato l’azzurro questa estate, giocando da titolare i campionati mondiali Under 18. Contenta della medaglia d’argento?
«Era la mia prima esperienza in nazionale e non mi aspettavo di giocare così tanto. È stato bellissimo vestire la maglia dell’Italia: un onore, ma anche una responsabilità. Io e le mie compagne ci siamo divertite molto e il secondo posto vale come il primo, ripagandoci del lavoro e dei sacrifici fatti in tutti quei mesi. È stato anche bello confrontarsi con le altre nazionali, comprendendo quanto sia alto anche il livello delle nostre avversarie».

Qual è il sogno nel cassetto?
«Senza dubbio partecipare alle Olimpiadi e, ovviamente, giocare in Serie A1».

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