mercoledì
24 Giugno 2026
calcio

Ronaldinho accende Ravenna: «Non vedo l’ora di essere in città. Che la magia inizi presto»

Il fuoriclasse brasiliano conferma alla Gazzetta dello Sport l’entusiasmo per la nuova avventura in giallorosso: «Con Cipriani un progetto che farà storia. Entrambi vogliamo che il Ravenna faccia bene»

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«Non vedo l’ora di essere a Ravenna, di conoscere bene la città e l’ambiente. Io e la mia famiglia siamo molto felici, voglio che la magia inizi presto». Bastano queste parole, pronunciate da Ronaldinho in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, per dare la misura di ciò che sta succedendo in queste ore. Fino a pochi giorni fa, associare il nome della città bizantina a uno dei calciatori più forti e iconici della storia del calcio sarebbe sembrato pura fantascienza. Oggi, invece, vedere il fuoriclasse brasiliano indossare la maglia numero 10 allo stadio Bruno Benelli non appare più utopia. «Io e Ignazio avevamo idee molto simili e per questo stiamo facendo una scelta così particolare – spiega il Gaucho –. Vogliamo entrambi che il Ravenna faccia bene e crediamo di poter costruire qualcosa di molto bello».

Al di là di ciò che accadrà sul campo, quel “qualcosa di bello” evocato da Ronaldinho sta già prendendo forma fuori dal rettangolo verde. Sul fronte della comunicazione e del marketing, da sempre uno dei punti di forza della gestione Cipriani, l’effetto Dinho è già evidente: il video di presentazione della nuova maglia, realizzato con l’intelligenza artificiale, ha superato i 2,3 milioni di visualizzazioni su Instagram in poche ore.

Nell’intervista concessa alla Rosea, l’ex Pallone d’Oro ha raccontato anche le ragioni che lo hanno spinto ad accettare, a 46 anni, la sfida di una squadra di Serie C italiana. «Perché siamo molto amici – dice riferendosi a Ignazio Cipriani – e dopo tanti anni ho trovato un progetto bellissimo, che credo farà storia. Per questo è stata una decisione semplice e naturale. Si è presentata questa opportunità e sono felicissimo di averla colta».

Ronaldinho guarda già anche al ruolo che potrà ricoprire all’interno dello spogliatoio. «Spero che il mio rapporto con i giovani sia il più positivo possibile e che abbiano la possibilità di realizzare i loro sogni, come è successo a me quando ero bambino in Brasile. Vorrei avere un grande impatto positivo su di loro».

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