Il futuro del calcio italiano è tra le mani (anche) di una rappresentante della provincia di Ravenna. Silvia Citta, ex calciatrice di Serie A e attuale allenatrice dei portieri del Baracca Lugo, insieme ad altri 16 figure più o meno note del pallone è stata eletta nuovamente nel consiglio federale della Figc in rappresentanza degli allenatori dilettanti. «Continueremo a tutelare gli allenatori e le allenatrici – spiega Citta – promuovendo progetti che ruotano attorno a tre pilastri fondamentali: formazione, cultura, benessere, oltre ai temi dell’inclusione e della solidarietà».
Ma in cosa consiste il lavoro di un consigliere federale? Innanzitutto Citta collaborerà con Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta in rappresentanza della Serie A; Antonio Gozzi per la Lega B; Giulio Gallazzi per la Lega Pro; Ilaria Bazzerla, Giacomo Fantazzini, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giuliana Tambaro per la Lega Nazionale Dilettanti. In rappresentanza degli atleti Valerio Bernardi, Davide Biondini, Umberto Calcagno e Sara Gama, mentre per i tecnici, oltre a Citta, ci sarà Giancarlo Camolese. Il lavoro del Consiglio Federale si sviluppa attraverso riunioni periodiche nella sede della Figc a Roma, dove vengono discussi e votati i principali provvedimenti per il movimento calcistico nazionale. «Quando viene convocato il Consiglio Federale ci ritroviamo nella sede della federazione – spiega Citta -. Ci sono punti all’ordine del giorno da approfondire e votare, ma esistono anche tavoli di lavoro che operano durante tutto l’anno per far arrivare le proposte sul tavolo del Consiglio».
Tra le novità di questa fase c’è anche l’arrivo del nuovo presidente federale Giovanni Malagò (esordirà in Consiglio l’1 luglio), figura che l’Aiac (Associazione Italiana Allenatori Calcio) ha sostenuto fin dall’inizio. «Porterà la sua esperienza da grande manager sportivo – dichiara Citta -. Abbiamo fiducia nella sua persona. Spero che, insieme a tutte le componenti, si possa dare una svolta positiva al calcio italiano. Dimissioni di Gravina? Le responsabilità sono di tutte le componenti che hanno lavorato finora: Gravina ha pagato per tutti e mi è dispiaciuto. Ora dobbiamo evitare di ripetere gli stessi errori e lavorare insieme per il bene del calcio italiano».
Sul tragico momento attraversato dalla Nazionale, reduce dalla mancata qualificazione ai Mondiali per la terza volta di fila, Citta invita a non cancellare quanto di buono è stato costruito. «Siamo in un momento difficile per il nostro calcio, ma tante cose positive sono state comunque fatte. Basta guardare ai risultati ottenuti dalle Nazionali giovanili (da poche settimane l’under 17 si è laureata campione d’Europa, ndr). Il movimento cresce e non è tutto da buttare via. Adesso dobbiamo fare quel qualcosa in più che ci permetta di tornare a ottenere i risultati che tutti aspettiamo». Per l’esponente federale una delle sfide principali riguarda la formazione dei giovani calciatori in un contesto sociale molto diverso rispetto al passato. «Oggi i bambini hanno meno spazi rispetto a una volta, giocano meno in strada e arrivano al calcio con esperienze differenti. Questo significa che il calciatore va formato maggiormente all’interno delle società sportive. Per questo continueremo a investire sulla preparazione degli allenatori».
Un tema centrale e molto vicino al lavoro della confermata consigliera, riguarda anche la condizione contrattuale degli allenatori nei campionati dilettantistici dove, nella maggior parte dei casi, l’essere tecnici non rappresenta una professione ma una passione fatta per arrotondare. «Nei dilettanti non si può vivere soltanto di calcio – chiarisce Citta -. Io stessa, quando giocavo ad alti livelli, lavoravo e poi partivo per le trasferte. Nei settori giovanili e nel dilettantismo bisogna però trovare un equilibrio sostenibile per le società».
Parallelamente all’impegno federale, Citta continuerà il proprio percorso sul campo con il nuovo progetto Baracca Lugo. «Sono arrivata allo Sporting Lugo la scorsa stagione e abbiamo vinto i playoff di Terza Categoria. Il progetto mi è piaciuto fin dall’inizio e quest’anno sarò responsabile dell’area tecnica portieri del Baracca Lugo, oltre ad allenare i portieri della prima squadra. È una passione che mi porto dietro da sempre e che voglio continuare a coltivare».
Da ex calciatrice di Serie A con le maglie di Atletico Oristano e Autolelli Picenum, per poi giocare in Serie A2 con Dinamo Ravenna e Virtus Francavilla, Citta sottolinea la crescita costante del movimento femminile italiano, in particolare nella provincia di Ravenna. «Ora che anche il calcio femminile è diventato professionistico, è più conosciuto e riconosciuto. Se prima nelle scuole calcio trovavamo una sola bambina, oggi ce ne sono cinque, dieci o anche trenta. Questo significa costruire il futuro e formare le calciatrici di domani».



