La lunga notte Romagnola a Russi fra Stecchetti e rinascita del folk

A palazzo S. Giacomo, Marescotti coi sonetti in dialetto e le orchestre di Moreno il Biondo ed eXtraliscio di Mirco Mariani con cui ballare

Balera romagnolaSonorità dal mondo e le radici, musica colta e tradizioni popolari, grandi lirici e poesia in dialetto romagnolo, Ravenna Festival da tempo accoglie molteplici culture, ma è nell’edizione 2016 che domenica 26 giugno offre al pubblico una “Lunga notte romagnola” a palazzo San Giacomo di Russi.

L’occasione nasce come omaggio ad Olindo Guerrini, nel centenario della scomparsa (1845 – 1916). Al poeta di Sant’Alberto, erudito, critico letterario, polemista, dal forte carattere, irriverente e anticlericale va un tributo in parole e musica come non si è mai visto. E seguendo l’autore, pronto a nascondersi, divertito, dietro a numerosi pseudonimi, il più celebre fra questi Lorenzo Stecchetti, usato per calibrare toni e misure della propria scrittura in prosa e versi, così la “Lunga notte romagnola“ offre al pubblico un doppio registro.

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MarescottiIn apertura l’attore Ivano Marescotti legge i Sonetti romagnoli, pubblicati postumi dal figlio Guido, di gran lunga il componimento più noto di Guerrini, almeno in Romagna rispetto all’intera produzione in italiano. Marescotti noto al grande pubblico per l’intensa carriera cinematografica e teatrale, conserva una passione sconfinata per la produzione poetica in romagnolo che traduce sulle scene da decenni con generosità in spettacoli e recital.
Nella seconda parte della serata sarà la musica a dominare il palco e con la stessa vitalità delle parole del poeta condurrà il pubblico nel regno dell’orchestra futurista eXtraliscio, fatto di polke romagnole e sonorità sperimentali, giocate per fondere e tradire il repertorio “classico” per dare forma a un punk da balera. In scena Moreno il Biondo con l’Orchestra Grande Evento e Mirco Mariani e l’orchestra eXtraliscio.
A Ivano Marescotti il compito di raccontare l’idea della “Lunga notte romagnola“ e la fascinazione per Olindo Guerrini.

Nel centenario della scomparsa di Olindo Guerrini molti sono gli omaggi programmati, come è nata l’idea di una lettura dei Sonetti romagnoli per di più in un ambiente nobile e allo stesso tempo campestre come palazzo San Giacomo di Russi?
«La proposta mi è stata offerta dal direttore del Ravenna Festival e io ne sono stato ben felice».

Come si avvicina l’opera di un poeta e di un intellettuale atipico come Guerrini?
«Ho accettato volentieri proprio perché nella mia attività professionale non avevo mai affrontato col dovuto impegno Stecchetti. Mi sono sempre riservato di farlo un giorno e la proposta del Ravenna Festival me ne dà una magnifica occasione».

Marescotti è stato il primo a portare in scena con successo testi poetici e teatrali in dialetto romagnolo, a partire da Raffaello Baldini, si aspettava tanto consenso da parte del pubblico e immaginava che potesse diventare una modalità utilizzata nel tempo anche da altri lettori e attori?
«All’inizio, e parlo della fine degli anni 80, leggevo per divertimento le poesie in dialetto agli amici, poi il pubblico si è allargato in modo incredibile finché non mi sono reso conto di un vuoto che c’era e delle aspettative della gente rispetto a poeti considerati tra i più grandi del secolo scorso. Ho dedicato gran parte della mia attività alla diffusione delle poesie dei grandi poeti romagnoli in dialetto da Tonino Guerra fino a Baldini sull’onda di un grande interprete romagnolo: Giuseppe Maestri, insuperabile lettore soprattutto di Stecchetti. Per soggezione verso di lui, forse, non avevo ancora affrontato Stecchetti».
Lo spettacolo La lunga notte romagnola prevede anche l’incontro tutto particolare con Moreno Il Biondo, Mirko Mariani e Mauro Ferrara, anime delle orchestre Grande Evento ed “eXtralisco”, unite per l’occasione. State pensando a una divertente commistione fra le liriche di Stecchetti e le sonorità sperimentali di questo nuovo genere gioioso e scanzonato, definito dagli stessi autori “punk da balera”?
«Non li conosco, purtroppo, e io non avrò bisogno di musica durante il reading…»

Moreno Biondo«Extraliscio non è solo musica, concerti e ballo ma è un’attitudine». Avvertono i creatori, ovvero Mirco Mariani e la star del liscio Moreno il Biondo, con un’avvertenza: «Attenzione la gioia che provoca nell’ascoltatore dà assuefazione». Il progetto condiviso con Mauro Ferrara, altra voce storica del genere, propone: «canzoni da ballo che affondano le radici nella musica folkloristica di Secondo Casadei e si proiettano nella balera del futuro». Ne sono artefici: Mirco Mariani, al fianco per diversi anni di Enrico Rava e Vinicio Capossela con il quale ancora collabora. Mariani ha suonato nei più importanti festival italiani ed europei e ha collaborato con Arto Lindsay, Mitchell Froom, Marc Ribot, Stefano Bollani, Paolo Fresu e tanti altri.  Mauro Ferrara, voce storica della Romagna ha iniziato con le Ombre Nere e con l’orchestra VittorioBorghesi, poi dal 1975 al 2000 ha suonato con l’Orchestra Raoul Casadei e nel 2002 Mauro ha fondato, insieme a Moreno il Biondo, Fiorenzo Tassinari e Walter Giannarelli, l’orchestra Grande Evento con cui tutt’ora si esibisce. E infine Moreno – il Biondo –  Conficconi, che entra a far parte dell’Orchestra Raoul Casadei nel 1990. Anni in cui collabora con artisti come Gloria Gaynor, Tito Puente ed Elio e le storie tese per il quale nel 1996 firma l’arrangiamento della versione video de “La terra dei cachi“. Nel 2002 Moreno è tra i fondatori dell’orchestra Grande Evento. Con questa formazione organizza diversi tributi a Secondo Casadei come lo spettacolo “Secondo a Nessuno”, in collaborazione con l’orchestra sinfonica Cherubini.

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