«Finalmente c’è vita in darsena». E ora «piste pedonali colorate, barche e dj»

Parlano i titolari dei tre locali affacciati sulla banchina del quartiere sull’acqua di Ravenna

Fino a qualche anno fa pensare alla movida in darsena era un sogno di quelli che amavano citare i Docks per dimostrare di aver girato il mondo. Oggi, grazie ad alcuni imprenditori e al benestare dell’Amministrazione, lungo il canale se non è diventata propriamente movida è qualcosa che ci va comunque vicino. Una zona fuori dal centro, per farla breve, dove si può bere o anche banalmente mangiare una pizza in piena notte, per esempio.

S ClubI primi a crederci, sulle potenzialità della Ravenna sull’acqua, sono stati i soci fondatori dell’S-Club, oggi per esteso Soul Club, in via Zara, affacciato sulla banchina in destra canale. Era il 2014 quando i giornali scrivevano dell’inaugurazione di quello che doveva essere il primo locale della “nuova” darsena. «Stavamo cercando un locale in città – ricorda Lorenzo Allegri, tra i soci fondatori insieme ad Alush Hisi – e questo aveva molti requisiti che ci piacevano. Non ultimo, il tramonto da ammirare sul canale, davvero bellissimo». Con il corso degli anni, la concorrenza si può dire che abbia giovato. «Gente chiama gente – continua Allegri – e in questi anni il quartiere ha avuto un’evoluzione positiva, che ci ha aiutato a lavorare, in buona compagnia. E così ha iniziato a prendere piede la passeggiata. Qui, d’altronde, anche dopo l’emergenza Covid, si può lavorare più in tranquillità che altrove, lo spazio non manca». E prima del lockdown in darsena avevano iniziato a venire pure i turisti. «Stranieri, anche – conferma Allegri –, grazie in particolare all’attrattiva della street art. In generale, tra i nostri clienti, l’indice di gradimento nei confronti della darsena è molto alto». Criticità? «Forse bisognerebbe garantire un po’ più di pulizia, installando magari dei cestini. L’auspicio è poi quello che ci siano sempre più iniziative in grado di far conoscere la zona, non solo legate ai locali, ma di carattere sportivo, una sorta di condivisione dello spazio, visto che ce n’è tanto. Si potrebbe disegnare sull’asfalto una pista per i podisti, per esempio, pensare a iniziative per i ciclisti…».

Darsena Pop UpInvita l’Amministrazione a puntare forte su iniziative sportive anche Marco Luongo, ristoratore che con il suo Akamì è tra gli artefici dell’enorme successo di Darsena Pop Up. «Il bello – scherza, ma non troppo – è che qui nessuno si è mai messo le mani addosso, la gente viene in pace. Qui davvero si respira positività, siamo riusciti a creare un luogo non “targetizzato”, frequentato allo stesso tempo da giovani con il gin tonic e bambini, skater e famiglie, a qualsiasi ora del giorno e della sera. Una situazione piacevole, molto europea». «Da ristoratore – prosegue Luongo – posso dire che rispetto a quattro anni fa, quando abbiamo inaugurato nel deserto il nostro baretto (era il luglio del 2016, ndr), è cambiato tutto. La gente si è riappropriata di un pezzo di città e il bilancio non può che essere positivo. Ora aspettiamo l’inaugurazione della passerella in legno lungocanale che darà ancora più vita alla zona e che non capisco come possa essere finita al centro di polemiche (a far discutere è stata la scelta di farla in legno, con presunti rischi legati al suo mantenimento, ndr). Da bagnacavallese mi chiedo come mai il ravennate si diverta tanto a lamentarsi…». Quelli che non si lamentano, sono in questo momento invece gli imprenditori lungo il canale. «Far crescere locali lungo la banchina giova a tutti e per quanto possibile cerchiamo di collaborare: l’altra sera avevo finito i panini e me li hanno prestati i ragazzi dell’S-Club, tanto per intenderci». Cosa manca allora per la completa riqualificazione del quartiere, edifici da recuperare a parte? «Ora dobbiamo fare di tutto per riconquistare l’acqua – conclude Luongo, sulla stessa lunghezza d’onda del sindaco –. Siamo partiti da terra, ma qui, in darsena, l’obiettivo deve essere far arrivare le barche nel canale, organizzare eventi sul Candiano. Pensa poi alla Molo Street Parade di Rimini e pensa agli spazi che abbiamo qui e a un deejay sul canale…».

DarsenaleA parlare di barche è anche Giovanni Baldini, tra i soci fondatori dell’ultimo arrivato in banchina, il Darsenale, birreria e molto altro. «Sarebbe bello organizzare una rassegna d’estate in collaborazione con i circoli dei lidi: alzare il ponte mobile e fare ormeggiare le barche in darsena, all’inglese. A terra bancarelle e qualche iniziativa dei locali. Ecco, quello che manca oggi alla Darsena è un calendario di eventi». Il bilancio di Baldini non può che essere comunque positivo, nonostante il primo anno di vita del Darsenale sia stato caratterizzato anche dal lockdown. «Siamo ripartiti il 19 maggio senza troppe aspettative e invece devo dire che siamo stati stupiti della risposta del pubblico. Grazie anche agli ampi spazi, la gente ne ha approfittato per vivere la darsena, anche chi forse prima non la frequentava». Il Darsenale al momento è anche l’unico locale a poter vantare una terrazza direttamente sul canale. «La gente apprezza e qui organizzeremo il 23 luglio il nostro primo piccolo evento post lockdown, con la violinista Valeria Magnani. E quindi in generale credo che con la nuova passerella la zona si animerà ancora di più. Ecco perché penso che le istituzioni dovrebbero attrezzare il lungocanale di qualche cestino o posacenere, per evitare di trovare sporca la banchina alla mattina…».

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