In arrivo il concorso per il riassetto della stazione, «l’ex dogana diventerà viva»

Il sindaco di Ravenna fa il punto sulla riqualificazione della Ravenna sull’acqua: «A breve l’inaugurazione della passerella in legno sulla banchina e proseguiremo con il secondo stralcio. Dopo l’estate il sottopasso. La sfida ora è l’acqua, avanti con i pontili»

ZONA DARSENA E STAZIONE RAVENNALa notizia è probabilmente questa: «A breve uscirà il concorso di progettazione per il riassetto della stazione ferroviaria di Ravenna». Lo dichiara il sindaco Michele de Pascale, con cui facciamo il punto sulla riqualificazione della darsena. Si tratta di un tema, quello del “riassetto della stazione” di cui si parla da almeno un decennio. Ora Comune e Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) sono pronti a fornire le linee guida condivise in un concorso che non dovrebbe però prevedere l’ipotesi spostamento, di cui si era invece discusso in passato, bollata negli anni scorsi da De Pascale come «fantascienza».

Nel concorso rientrerà anche l’ex dogana, ci dice sempre il sindaco, l’unico edificio comunale che si affaccia sul canale, in posizione altamente strategica, all’angolo della testata, ma che oggi ospita desolatamente una sede dei vigili urbani, non proprio il massimo in quanto a rivitalizzazione della zona. Con il concorso e il successivo trasloco della polizia locale (la nuova caserma verrà realizzata nell’ex sede dell’Atm di via delle Industrie, con l’obiettivo dichiarato prima del lockdown di completare il trasferimento entro il 2022), l’ex dogana potrebbe finalmente rinascere. «È uno spazio per noi molto importante – continua De Pascale – che dovrà avere una vocazione sociale, turistica o commerciale, dovrà diventare un luogo di animazione».

ZONA DARSENA E STAZIONE RAVENNALa stessa Rfi è impegnata poi nel cantiere del prolungamento del sottopasso della stazione ferroviaria, (molto) più impegnativo del previsto, quello che garantirà una nuova entrata (e uscita) a due passi dall’acqua, ma che terminerà solo «dopo l’estate», dice De Pascale. Protagonisti in questi mesi nel cantiere anche gli archeologi della Soprintendenza, che ha assicurato a fine lavori il ritorno del sarcofago già presente nel sottopasso (e momentaneamente parcheggiato altrove) e una valorizzazione “a vista” dei reperti ritrovati durante gli scavi. Nel frattempo però è già stata montata una pensilina in testata, che ha fatto storcere il naso a molti (tra cui Alberto Giorgio Cassani, vedi foto e articolo qui sotto)…

Tempi molto più brevi, invece, per la nuova passerella sopraelevata in legno che i tanti frequentatori della zona hanno già potuto ammirare in queste settimane e che sarà aperta al pubblico, ci dicono dal Comune, entro fine mese. «Si tratta di un intervento simbolo per la fruizione della darsena – commenta De Pascale –, per cui avevamo previsto prima dell’emergenza Covid un’inaugurazione con un grande evento, che invece non si potrà naturalmente più organizzare». Si tratta di un primo stralcio di 280 metri, davanti al Darsena Pop Up. Ma il progetto originario (finanziato dallo Stato nell’ambito del cosiddetto Bando Periferie) prevede una lunghezza complessiva di oltre un chilometro e il sindaco (è stato il Comune ad anticipare le risorse in attesa della conferma dei fondi statali) assicura che il secondo stralcio arriverà a breve, se il primo dovesse essere apprezzato, con la possibilità di inserirlo già nel piano investimenti del 2021.

ZONA DARSENA E STAZIONE RAVENNAE a proposito di investimenti, non si può tacere sul più grosso contributo pubblico mai arrivato in darsena, 8 milioni di euro (7 dallo Stato, 1 da Romagna Acque) per il cantiere del nuovo sistema fognario partito in giugno, “intervento fondamentale e propedeutico al risanamento del canale Candiano”, si leggeva nel comunicato di presentazione. «L’essenziale è invisibile agli occhi – commenta il sindaco con una battuta –: si tratta di un investimento fondamentale». Che permetterà anche la nascita di nuove urbanizzazioni. Nuove case affacciate sul canale, in particolare. Progetto, questo, già contestato da Ravenna in Comune, la lista di opposizione a sinistra del Pd in consiglio comunale. «Ho sentito parlare di cementificazione – replica il sindaco – e in darsena credo non sia invece un tema vero, visto che non c’è nulla da cementificare. C’è invece molto da rigenerare e rifunzionalizzare. Sono consapevole che la vocazione residenziale non deve essere certo quella primaria per la nostra darsena e i progetti andati avanti in questi anni vanno infatti in tutt’altra direzione. Però piuttosto che un’area degradata devo dire che la speranza è che nuovi investimenti arrivino, anche dovessero essere case, con l’intenzione comunque di prediligere vocazioni ricettive…».

ZONA DARSENA E STAZIONE RAVENNAIn conclusione, secondo il sindaco ora le sfide per una più completa riqualificazione della Darsena sono due: «La prima è quella di completare la rigenerazione a terra. Attualmente il Poc è scaduto e con la nuova legge regionale ci sono le condizioni favorevoli per investimenti dei privati, essendo un’area considerata di “rigenerazione” le maglie sono un po’ più larghe. Dall’altra parte – continua il sindaco – vogliamo lavorare con decisione sull’acqua. E se qui non si innescherà l’iniziativa privata, ci penserà il Comune a favorire la fruizione di quello che avevamo chiamato “Il mare in piazza”. A partire dalla realizzazione dei pontili già previsti nel Bando Periferie (così come con la seconda parte del progetto Pop Up, vedi p. 8, ndr). Posso garantire che con Autorità Portuale ci metteremo a un tavolo per fare in modo che anche l’acqua sia finalmente vissuta».

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