Joathan Safran Foer e la terra da salvare, in pratica giorno per giorno

Safran Foer Slavare MondoOggi tutti sanno che la “terra sta bruciando”, che l’inquinamento sta portando a un livello tale il surriscaldamento globale che a breve sarà irreversibile e causerà gravi danni anche alla vita umana. Perché allora nessuno pare prendere sul serio la cosa?

Forse perché questa storia non è mai stata raccontata bene. Forse perché le persone non hanno capito che possono davvero salvare la situazione. Da questi spunti trae origine il saggio dello Jonathan Safran Foer Possiamo salvare il mondo, prima di cena (Guanda, traduzione Irene Piccinini) di cui discuteremo l’8 settembre alle 21 a Palazzo dei Congressi di Ravenna.

Uno degli scrittori più apprezzati della sua generazione, diventato noto con i romanzi Ogni cosa è illuminata, Molto forte e incredibilmente vicino e Eccomi, torna a occuparsi di temi ambientali nove anni dopo Se niente importa. Perché mangiamo animali? sui danni degli allevamenti di massa.
Foer spiega come il movimento ecologista abbia faticato a trovare un modo di narrare la sua storia per la la complessità del fenomeno e la cattiva informazione. Lo scrittore però spiega come in svariate occasioni gli esseri umani assieme abbiano saputo trovare soluzioni efficaci per ridurre lo spreco energetico. Quello che irrita Foer è che molti dichiarano di sostenere la causa, ma pochi facciano effettivamente qualcosa.

«Per salvare il mondo ci serve il contrario di un selfie» scrive, ovvero contano solo i fatti, non le buone intenzioni. Nella società attuale che premia più l’apparenza della sostanza è difficile far passare questo messaggio. Siamo tutti d’accordo sul fatto che bisogna fare qualcosa, ma appena ci è richiesto un sacrificio tendiamo a difenderci: «Beh, non sarà certo questo a salvare il mondo, che differenza vuoi che faccia», e invece la differenza la fa eccome. Ognuno di noi può contribuire a ridurre l’impatto dell’umanità sul fragile pianeta terra, anche se non può accorgersi nell’immediato del risultato ottenuto.

Safran Foer dà anche una serie di consigli pratici per mettersi in gioco, come il limitare il consumo di carne proveniente da allevamenti industriali e il ridurre i voli in aereo e l’uso dell’auto e avere meno figli.
Foer ammette che siano obbiettivi difficili da imporsi e confessa che anche lui ogni tanto si è concesso un hamburger. «I desideri che abbiamo non rispondo alle nostre idee» spiega, «affrontare la mia ipocrisia mi ha aiutato a comprendere quanto sia difficile vivere. Sapere che sarà difficile aiuta a rendere possibili gli sforzi. È necessario resistere a desideri primitivi per creare una comunità».

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