159 – Il canto del gallo

Mosaico S Apollinare Nuovo Canto GalloLa predizione del rinnegamento di Pietro è tra le più antiche raffigurazioni dell’arte cristiana, un’iconografia presente già dal IV secolo nei sarcofagi e nelle pitture delle catacombe.
Nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, tra le scene cristologiche della parete destra incentrate sulla passione e risurrezione del Signore, due riquadri hanno come protagonista assoluto Pietro e il suo tradimento. Nella sesta scena Gesù predice il rinnegamento dell’apostolo: Pietro e Gesù sono uno di fronte all’altro e tra loro, posto sulla sommità di un pilastro, è un gallo la cui presenza evoca le profetiche parole del Signore, «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte».
Eloquenti sono i gesti delle loro mani: la mano alzata del Signore richiama il gesto della parola, Pietro porta la mano al mento, segno di profonda mestizia e riflessione. Nell’immagine successiva si consuma il tragico tradimento del pescatore di Galilea davanti alla serva che lo riconosce come uno dei discepoli di Gesù. All’incalzare deciso della donna, reso magistralmente dal suo corpo tutto proteso verso l’apostolo, corrisponde il ritrarsi colpevole di Pietro, mentre con la sua mano aperta manifesta l’incolmabile distanza che lo separa dal Signore.
Nella prima tradizione cristiana, tuttavia, il rinnegamento di Pietro non rimanda solo al peccato dell’apostolo, ma è interpretato come immagine simbolo del perdono verso tutti quelli che avevano tradito e, paradossalmente, richiama la triplice professione di fede.

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