23 – Bagatella ravennate

Ambone Duomo RavennaChe l’antico ambone del Duomo di Ravenna sia di una maestosità sorprendente è fuori di dubbio.
Commissionato dall’arcivescovo Agnello, presenta un’interessante iconografia ricca di pesci, anatre, colombe, cervi, pavoni e agnelli.
Con la demolizione della Basilica Ursiana, avvenuta nel XVIII secolo, fu smembrato e solo agli inizi del ‘900, dopo varie vicessitudini, le parti conservate furono rimontate. Non tutti gradirono la ricostruzione e Gaetano Savini, che certo non le mandava a dire, fu tra quelli. Egli criticava il ripristino per vari motivi e ironizzava sui gradini, troppo stretti, da lui definiti «ineffabili scalette». Del giorno dell’inagurazione ci lascia un sagace resoconto: «Sua Eccellenza [Morganti] nell’Omelia, con belle e commoventi parole, inaugurò il ricostruito ambone di S. Agnello, rievocandone la storia e le vicende passate, in mezzo a molto pubblico. Terminato il sacro discorso – qui viene il bello, – l’Arcivescovo per ripassare l’angusto passaggio dovette fermarsi come per meditare sul pericolo, poi, come prima, strettosi i sacri paramenti attorno e voltatosi di fianco, con l’aiuto degli assistenti potè malamente giungere a terra fra le meraviglie e le ansie dei fedeli. A Ravenna, esempio unico di arte bizantina, fa meraviglia a tutti come abbiano a riuscire malamente lavori di tanta importanza (…). Si dice che tale opera alla Curia Arcivescovile abbia costato la bagatella di sette od otto mila lire».
Immagine tratta da R. Garrucci, Storia dell’Arte Cristiana.

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