79 – Le tumultuose vicende delle monache Clarisse Cappuccine di Ravenna

Clarisse Cappuccine RavennaLa storia delle monache Clarisse Cappuccine di Ravenna è legata alla figura di suor Chiara, al secolo Giulia Pascoli, che insieme a cinque giovani, sul finire del XVII secolo, diede origine a una forma di vita religiosa che non aveva precedenti in città. La casa di famiglia di Suor Chiara, sita nell’allora via Strigoni oggi via Cattaneo, fu la sede della loro prima e provvisoria dimora che, grazie a generosi benefattori, divenne un vero e proprio monastero. In seguito alle soppressioni degli ordini religiosi, nel 1810, le Clarisse Cappuccine furono costrette ad abbandonare il loro monastero nel quale non poterono più rientrare; esso fu venduto e di questo luogo non rimane più alcuna traccia, né della chiesa che per volontà di fra Antonio Felice – al secolo Carlo Pascoli, fratello di suor Chiara che ben prima di lei aveva abbracciato il carisma francescano – era stata dedicata a San Pier Damiani.
Durante i tumultuosi anni che seguirono alla soppressione, due monache, suor Teresa Miani e suor Serafina Fabrani, trovarono dimora nella casa parrocchiale di Sant’Apollinare in Veclo e se non fosse stato per la tenacia, il coraggio e la fede di queste donne probabilmente la comunità si sarebbe irrimediabilmente dispersa.
Nel 1823 in questa nuova sede, che grazie alla provvidenza e alla generosità dei ravennati fu riadattata a monastero, le monache poterono riprendere la loro vita di clausura all’insegna della preghiera, del silenzio e della povertà. Fotografia di Giampiero Corelli.

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