giovedì
04 Giugno 2026
intervista

Randstad: «In provincia mancano lavoratori specializzati»

Marco Ruggeri, area manager della multinazionale olandese: «Progettiamo corsi di formazione specifici con le aziende per sviluppare le professionalità mancanti»

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Nei settori economici che maggiormente assorbono la forza lavoro nel territorio ravennate si registra una consolidata carenza di lavoratori specializzati e le imprese si trovano a competere per assumere i profili qualificati con una ricaduta sulla qualità dei contratti proposti. È la fotografia del mercato del lavoro a Ravenna che emerge dalle risposte di Marco Ruggeri, area manager di Randstad, la multinazionale olandese che si occupa di ricerca, selezione e formazione di risorse umane.

Le imprese lamentano davvero una carenza di personale qualificato?
«Sì, è una criticità strutturale, in particolare per la forte vocazione logistica, portuale, metalmeccanica e chimico-energetica del territorio. Come filiale Randstad riscontriamo una complessità nel reperire profili tecnici specializzati, operatori della logistica e manutentori, a causa di un sensibile divario tra le competenze richieste dalle aziende e quelle disponibili sul mercato. Per rispondere a questa urgenza, la nostra attività si è evoluta oltre la semplice selezione: collaboriamo strettamente con le imprese locali per progettare Academy e corsi di formazione mirati, sviluppando direttamente sul territorio le professionalità necessarie».

Quali altre difficoltà incontrano oggi le aziende del territorio?
«Oltre alla già citata carenza strutturale di competenze specifiche, c’è una marcata competizione sul fronte del reclutamento, dinamica che richiede l’adozione di politiche retributive e di welfare particolarmente competitive. Infine, l’elevata mobilità del personale e la necessità di gestire picchi di attività improvvisi richiedono uno sforzo costante nella pianificazione strategica e nella fidelizzazione delle risorse a lungo termine».

Quanto contano stage e apprendistati per inserire nuove forze di lavoro?
«In un contesto di mercato locale altamente competitivo, in particolare nei comparti logistico, portuale e metalmeccanico, osserviamo un progressivo superamento del tirocinio extracurriculare. Per incrementare il proprio livello di attrattività nei confronti dei profili più qualificati, le imprese ravennati prediligono l’inserimento diretto tramite contratti a tempo determinato (con chiare prospettive di stabilizzazione) o a tempo indeterminato. Lo stage mantiene una sua forte validità quasi esclusivamente quando è integrato in percorsi formativi di alto profilo, come gli Its; per il resto del mercato, l’offerta di contratti a tempo determinato rappresenta la principale leva per attrarre profili junior».

Gli stipendi in provincia sono adeguati al costo della vita?
«Pur registrando i redditi medi più elevati della Romagna, grazie al traino dei settori industriale e portuale, il potere d’acquisto reale locale è sottoposto a una forte pressione. Negli ultimi anni il territorio ha risentito di tassi di inflazione tra i più significativi a livello nazionale, con incrementi sensibili legati ai costi abitativi e ai beni di consumo primari. Questo scenario incide in modo particolare sulle figure in ingresso e sul settore dei servizi, rendendo l’adeguamento dei pacchetti retributivi e il potenziamento del welfare aziendale due leve strategiche indispensabili per le imprese».

Il lavoro precario è ancora diffuso?
«Il ricorso a formule contrattuali flessibili rimane presente sul territorio, ma le sue dinamiche stanno mutando. Se da un lato l’utilizzo iniziale di contratti a termine e la stagionalità propria del settore turistico della riviera mantengono una quota fisiologica di flessibilità, dall’altro la carenza di personale sta spingendo il comparto industriale, logistico e portuale verso una decisa accelerazione delle stabilizzazioni. Al fine di consolidare la propria forza lavoro e anticipare la concorrenza, le imprese tendono attualmente a ridurre i tempi di conversione dei contratti a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato».

L’intelligenza artificiale e l’automazione stanno cambiando il mondo del lavoro?
«Più che determinare una contrazione occupazionale, queste tecnologie stanno trasformando la natura delle mansioni, ottimizzando i compiti più ripetitivi o usuranti e richiedendo una forte evoluzione delle competenze. La sfida principale per i lavoratori risiede nella formazione continua: la familiarità con gli strumenti digitali, l’analisi dei dati e la gestione di sistemi automatizzati costituiscono ormai requisiti fondamentali per garantire l’occupabilità sul territorio».

Quali caratteristiche ha il mercato del lavoro nella provincia di Ravenna rispetto ad altre aree?
«Rispetto ad altre aree, la provincia soffre di un forte invecchiamento demografico, che riduce il bacino di giovani disponibili sul territorio. Di conseguenza, il mercato è totalmente guidato dai candidati, costringendo le imprese locali a una competizione serratissima per attrarre personale da fuori provincia».

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