Don Antonio, un viaggio nel mondo

DonantonioC’è il blues, ci sono le atmosfere desertiche, quelle latine, di frontiera, c’è l’America e c’è inequivocabilmente anche la Romagna, ci sono le collaborazioni illustri e c’è il suo ormai riconoscibilissimo timbro di chitarra. C’è un po’ tutto quello che ci si poteva aspettare nel debutto solista di Antonio Gramentieri, che qui si fa chiamare semplicemente Don Antonio, leader (se ce ne fosse uno…) dei Sacri Cuori, da Modigliana, probabilmente il musicista romagnolo più internazionale di sempre. Per lui parlano le illustri collaborazioni di cui sopra (a questo giro da segnalare almeno la voce di Hugo Race che apre alla grande il disco e quella – ma non solo quella, visto il lavoro alle “corde” – di Cesare Basile, che finalmente tra l’altro riascoltiamo cantare in italiano), i tour in tutto il mondo praticamente ininterrotti, una credibilità guadagnata sul campo sulla stampa di settore non solo italiana (anzi) che ne ha già acclamato anche il nuovo lavoro.

Tutto come si poteva immaginare, si diceva, in questo suo disco che è ancora molto Sacri Cuori, a partire dall’impostazione strumentale (per chi non lo sapesse). Un problema? Forse sì, ma soprattutto per chi si ferma a un primo ascolto. Don Antonio questo lo sa, e pretende (giustamente) dall’ascoltatore maggiore attenzione per gustare i dettagli (i contrappunti di “Alma”, per esempio, o gli sbalzi esotici di “Mestizo”) e poter apprezzare al meglio un disco che, ancora una volta, non sfigura certo tra le uscite internazionali di questi ultimi mesi.

Don Antonio presenta dal vivo “Don Antonio” a Brisighella il 16 giugno alle 21 all’ex Cava Marana al festival Strade Blu

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