La vera novità di Liberato: un sorprendente pop partenopeo

Un Anno LiberatoOltre due anni dopo il primo singolo-video è arrivato il momento di parlare anche su queste colonne del fenomeno che forse più di ogni altro sta contribuendo a svecchiare non solo la tradizione napoletana, ma l’intero panorama del pop italiano. Chi ne segue le sorti avrà già girato pagina per sfinimento una volta letto il titolo, per tutti gli altri basterà sapere che Liberato è un cantante-produttore napoletano di cui non è ancora nota l’identità, che nelle sue canzoni “fonde la tradizione neo-melodica napoletana con l’R&B, l’elettronica e influenze hip-hop” (tra le tante definizioni lette tra carta e rete, questa di “Rockit” è sicuramente la più sintetica, chiara e corretta).

Uscito in rete nel febbraio 2017 con il suo pezzo ancora più celebre, “9 maggio”, il 9 maggio di quello stesso anno era poi tornato con un altro singolo (sempre accompagnato da un video di Francesco Lettieri, protagonista del progetto quasi quanto Liberato). Per farla breve, il 9 maggio del 2018 è stato invece il giorno del concerto sul lungomare di Napoli, davanti a ventimila persone, a cui il Nostro si presenta incappucciato e camuffato (l’anno prima si era limitato a prendere parte tra il pubblico – ha dichiarato poi – al suo primo live dove avrebbe dovuto svelare la sua vera identità, mandando invece sul palco al suo posto Calcutta con rapper e produttori vari). Inevitabilmente si era creata una certa attesa quindi per il 9 maggio del 2019, pochi giorni dopo tra l’altro l’annuncio del prossimo concerto, il 22 giugno a Roma.

Lo scherzetto questa volta arriva all’ultimo minuto: alle 23.59 esce on line (ma lo si può ordinare anche in formato fisico) il primo album di Liberato, senza titolo, con oltre 45 minuti di musica per 11 pezzi, compresi i 6 singoli già pubblicati in questi due anni (ed è questo forse l’unico grande difetto dell’album, da ascoltare ovviamente senza preconcetti: ricordo che il cantato è in dialetto napoletano con alcune espressioni in inglese qua e là). I cinque pezzi inediti, ciliegina finale, sono usciti anche come colonna sonora di una sorta di mini-film di Lettieri, Capri Rendez-vous, piccolo gioiello che racconta su Youtube una storia d’amore a Capri, dagli anni sessanta fino al 2019. Il tutto (tutti gli 11 pezzi/video) con un’estetica che va da Un posto al sole in versione contemporanea alla Gomorra della grandiosa serie tv, prendendo a prestito i suoni che già da anni finiscono in classifica negli Stati Uniti, ma che in Italia sembrano ancora relativamente nuovi. Per me è un grande “sì”.

 

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