lunedì
25 Maggio 2026
la testimonianza

La prof che non ha superato il concorso per guida turistica: «Nozionismo eccessivo e inutile»

Richiesta la conoscenza di oltre 530 siti archeologici e musei in Italia: «Così non si migliora l'esperienza per il turista»

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Tra i dodicimila candidati che hanno affrontato il quiz scritto del primo bando nazionale per ottenere l’abilitazione a guida turistica c’era Silvia Pasi di Bagnacavallo. «Ho fatto il test il 18 novembre scorso alla fiera di Ferrara che era la sede per Veneto, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia. Ma non sono tra i 230 in Italia che hanno superato il test».

La prova contava 80 domande a risposta multipla (ogni errore dava malus). Punteggio massimo 40, servivano 25 punti per essere ammessi all’orale: «Non ce l’ho fatta per soli tre punti». Ma la 64enne non molla: il 13 maggio si è iscritta al secondo bando per ritentare. Data del nuovo test ancora da definire. L’esito dell’esame si è saputo solo a gennaio 2026: «Dal punto di vista logistico la gestione della prova a Ferrara è stata molto efficiente, sebbene fossimo tanti. L’unico piccolo intoppo è stata un’ora di attesa per aprire le buste in contemporanea in tutte le sedi d’Italia». Il requisito di ammissione era un diploma di scuola superiore (10 euro di diritti per l’iscrizione).

Le risibili percentuali di successo al test hanno confermato le critiche delle associazioni di categoria per un eccessivo nozionismo. Tutto vissuto da Pasi per esperienza diretta: «Il programma d’esame si è saputo appena un mese prima della prova ed era vastissimo. Era richiesta la conoscenza di una lista di oltre 530 siti archeologici e musei in Italia da conoscere opera per opera. Mi è sembrato da subito un paradosso: una guida della Valle d’Aosta non andrà mai a fare servizi in Sicilia. Fatto così è sembrato un po’ una cosa da “Lascia o raddoppia”. L’unica figura per cui poteva avere un senso era un neolaureato in Beni culturali che aveva quindi la possibilità di uno sbocco professionale immediato, per altre persone era un concorso eccessivamente proibitivo che non credo vada nell’interesse di creare figure capaci di rendere più coinvolgente l’esperienza di visita di un turista».

Per l’edizione 2026 del bando (che avrà regolare cadenza annuale) sono stati rivisti alcuni dettagli: «Resta un quiz, ma la trattazione dei siti archeologici è prevista solo all’orale». Pasi non ha mai fatto la guida di professione (prima di oggi era possibile farlo in regola grazie a un corso abilitante a livello regionale), ma ha da sempre una passione per l’arte che coltiva nel tempo libero dal lavoro come insegnante di inglese alle scuole superiori di Lugo: «Il mio mestiere è quello, quindi la bocciatura non ha avuto ricadute pesanti. Mi piacerebbe ottenere l’abilitazione perché la storia dell’arte mi è sempre piaciuta e magari potrebbe diventare un nuovo lavoro. Se non succederà, non sarà un problema e rimarrò una appassionata di arte. Lo studio fa parte della mia quotidianità»

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