«Cinque cuccioli morti di parvovirosi in pochi mesi, nel canile manca la quarantena»

La denuncia del consigliere comunale Ancisi dopo la segnalazione dell’associazione animalista Clama: «Servono interventi»

CanileNegli ultimi mesi almeno cinque cuccioli ospitati nel canile comunale di Ravenna sarebbero morti per parvovirosi. A denunciare la circostanza è il consigliere comunale Alvaro Ancisi (Lpr) – presidente della commissione Ambiente e Sanità pubblica, competente anche sui diritti degli animali – che ha ricevuto la segnalazione dei volontari dell’associazione animalista Clama. L’ultimo caso risale al mese di luglio: «Axel è stato ricoverato il 4 luglio ed è morto due settimane dopo, a sei mesi di età. È stato vaccinato due giorni prima di morire, quando gli ambienti avrebbero potuto essere ancora contaminati dal virus per via degli altri cuccioli infettati deceduti in precedenza».

Il consigliere di opposizione presenta un’interrogazione al sindaco Michele de Pascale chiedendo «se, come e con che tempi la giunta comunale intenda stabilire nel canile le più urgenti misure di prevenzione del contagio dalle malattie infettive che affliggono la popolazione canina».

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Secondo Ancisi, che si rifa alle informazioni raccolte dai volontari, il problema della possibile diffusione delle malattie trasmissibili nascerebbe dalla mancanza di una zona di isolamento dove ricoverare i cani in quarantena ed anche, fino al completamento dei controlli sanitari di rito, i cuccioli abbandonati, spesso vettori di patologie gravi. «La zona di quarantena non esiste; gli operatori di servizio si muovono dappertutto con gli stessi abiti e calzature; a volte, per mancanza di posto, può succedere che i cani infettati vengano collocati in un locale dell’ambulatorio, dove transitano tutti gli operatori: in alternativa, vengono ricoverati nella cosiddetta “infermeria”, in realtà luogo di primo ingresso al canile per tutti i cani, vaganti o rinunciati dal proprietario o incidentati, oppure  già  ospiti, ma convalescenti dopo un intervento veterinario, o in  cura per diverse patologie o perché anziani o bisognosi di un posto caldo in inverno. Nell’infermeria vera e propria, andrebbero collocati solamente i cani anziani  o convalescenti o che necessitano appena di un periodo di stallo».

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