Ravenna Festival da sogno: rock e teatro con uno sguardo all’America

David Byrne, fondatore dei Talking Heads chiuderà la rassegna con un grande concerto. Tra gli appuntamenti, cento chitarre elettriche invaderanno la città e un cartellone teatrale mai così ricco. Le vie dell’amicizia approdano con Muti in Ucraina

Riccardo MutiSarà uno dei musicisti più noti degli ultimi quarant’anni a chiudere il Ravenna Festival 2018: il 19 luglio al Pala De André si esibirà David Byrne, fondatore dei Talking Heads e poliedrico musicista (nonché vincitore di un premio Oscar). Il suo concerto sarà la ciliegina sulla torta di una edizione del Festival – presentata oggi, 16 dicembre, in conferenza stampa – che guarda agli Stati Uniti e al “sogno” di libertà di Martir Luther King.

La XXIX edizione del Festival si intitola We have a dream e ricorda il discorso che Luther King pronunciò nel 1963. In Romagna il sogno viene declinato anche in romagnolo (A j ò fat un sogn) nel sottotitolo del festival, perché «il festival non dimentica la voce stessa della città». Il programma (qui nel dettaglio) esplora l’enorme contributo degli Stati Uniti – grande melting pot di culture, etnie, religioni e lingue – nel definire la musica come la conosciamo oggi. Da sottolineare il notevole ruolo degli spettacoli teatrali, in gran parte originali, che copriranno buona parte del cartellone rispetto al passato.

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Il Festival inizia il primo giugno e si conclude il 22 luglio. Uno dei momenti più attesi è il concerto di Riccardo Muti che, nell’ambito delle “Vie dell’Amicizia”, oltre che a Ravenna si esibirà quest’anno a Kiev, in Ucraina.  Il Maestro sarà sul podio dell’Opera nazionale d’Ucraina e dell’orchestra Giovanile Luigi Cherubini. A Ravenna Muti dirigerà anche, a 50 anni dal proprio debutto fiorentino, l’Orchestra del Maggio Musicale e un prestigioso cast vocale (Luca Salsi, Vittoria Yeo, Francesco Meli, Riccardo Zanellato) nel Macbeth di Verdi in forma di concerto.

Il programma sinfonico si completerà con grandi orchestre e direttori: mentre alla guida dell’orchestra Cherubini si alterneranno Wayne Marshall, Dennis Russel Davies e David Fray, Valery Gergiev e James Conlon guideranno rispettivamente l’orchestra del Teatro Marinskij e l’orchestra Sinfonica nazionale Rai; a L’arte della fuga di J. S. Bach sarà invece dedicato il concerto di Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone.  Per la danza, tornano al Festival Bill T. Jones ed Emio Greco, quest’ultimo – che dirige il Ballet National de Marseille assieme a Pieter G. Scholten – con il nuovo lavoro Apparizione, incentrato sui Kindertotenlieder di Gustav Mahler.

Oltre a David Byrne (che sarà protagonista di un grande concerto con 13 musicisti, liberi di muoversi in un grande spazio luminoso completamente senza cavi, connessi in bluetooth), il festival ospita Cole Porter con Kiss Me Kate nella produzione di Opera North. Si celebra Leonard Bernstein nel centenario della nascita nonché il minimalismo di Riley, Glass e Reich. Tra gli ospiti più iconici troviamo anche il  fondatore dei Sonic Youth Thurston Moore, quest’ultimo all’interno dell’invasione delle 100 chitarre elettriche, omaggio allo strumento principe della popular music. Sulla scia di quanto già fatto con i cento violini, le chitarre si esibiranno in luoghi simbolici della città.

Un altro strumento – la cetra – è invece simbolo della capacità della musica di trovare le ragioni e la forza di rigenerarsi anche di fronte alla disillusione delle avanguardie e ai regimi dispotici: in questa sezione trovano spazio autori quali Alfred Schittke, Arvo Pärt e Valentin Silvestrov, quest’ultimo ospite del Festival cui sarà dedicato un percorso monografico.

La XXIX edizione è inoltre ricca di appuntamenti a teatro messe in scena dalle eccellenze del nostro territorio: dalla Napoli de L’amica geniale, nuova creazione di Fanny & Alexander, e di Tango glaciale di Mario Martone, riallestito nell’ambito del progetto RiC.Ci; al confronto con il punto di vista islamico in Lettere a Nour di Rachid Benzine, prima nazionale con Franco Branciaroli, e in Maryam portato in scena da Teatro delle Albe su testo di Luca Doninelli nell’interpretazione di Ermanna Montanari; fino all’Antigone di Sofocle riletta da Elena Bucci e Marco Sgrosso (Le Belle Bandiere). Anche quest’anno un doppio appuntamento quotidiano attende il pubblico ai Chiostri Francescani, con l’omaggio a Dante delle 11, e alla basilica di San Vitale, con i Vespri delle 19.

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