A Song for Africa: incontri, concerti e seminari al Peter Pan

Il festival approfondisce le radici che legano la black music e il soul alle tradizioni tribali del continente. Appuntamento nell’ambito di Spiagge Soul

Corey Harris

Corey Harris

Una ventata d’Africa è in arrivo sui lidi ravennati. Da giovedì 1° agosto a sabato 3 agosto Spiagge Soul presenta “A Song for Africa”, una rassegna curata in collaborazione col Peter Pan di Marina di Ravenna che prevede seminari, incontri culturali e concerti, per trasformare la diversità in opportunità di arricchimento reciproco. Con artisti come Grande Madre Africa sulle tradizioni dei griot del Burkina Faso (il 1° agosto alle 22), i tamburi di Africa Djembe Kaloba (il 2 agosto alle 22) e il grande musicista maliano Baba Sissoko, uno dei principali esponenti internazionali della musica etnica e jazz, col suo ultimo progetto “Mediterranean Blues” (il 3 agosto alle 19.30). Cui si aggiunge il concerto dell’americano Corey Harris (al Marlin Beach di Punta Marina, sempre sabato ma alle 22), un grande bluesman e studioso delle tradizioni africane che ha collaborato fra i tanti con B.B. King, Tracy Chapman, Buddy Guy e Taj Mahal, scelto come protagonista da Martin Scorsese per uno degli episodi della sua serie sul Blues.

Il Festival, organizzato dall’Associazione “Blues Eye” in compartecipazione col Comune di Ravenna e il sostegno della Regione Emilia-Romagna, approfondisce così le radici che legano la black music e il soul alle tradizioni tribali del continente africano. Al pomeriggio (alle 15.30 al Bagno Peter Pan) sono in programma i seminari, gratuiti e aperti a tutti: il 1° agosto un Workshop di danza africana tradizionale del Burkina Faso condotto da Seydou Kienou e Yayi Outtara, per un viaggio nelle usanze di questo Paese affascinante visto attraverso la danza, le percussioni e il canto dell’Africa occidentale. Venerdì 2 agosto c’è invece il corso di Tamburi africani per i bambini, guidato dal griot burkinabè Seydou Kienou, dove si potrà imparare come costruire e suonare i tamburi africani coi materiali tradizionali.

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Baba Sissoko

Baba Sissoko

Ma la tre giorni africana vive, ovviamente, soprattutto di concerti, che saranno anticipati giovedì e venerdì alle 19.30 dall’African acoustic dinner, una cena accompagnata dalla musica tradizionale del continente nero, e al sabato pomeriggio dall’incontro “Da Marina al Mali” (dalle 14 alle 19), curato dal giornalista Luigi Bertaccini, che assieme a Marco Boccitto, giornalista del Manifesto e Rai Radio 3, esperto di musica africana, condurranno una giornata di radio in diretta con interventi dei musicisti previsti nel programma e divagazioni culturali, più interviste a Baba Sissoko e Corey Harris (in diretta su Radio Icaro Rubicone – Fm 90.0, su www.radioicarorubicone.it e poi con un podcast ancora più ricco con contenuti ampliati).

Grande Madre Africa (giovedì 1° agosto, Bagno Peter Pan – ore 22). Un viaggio nella cultura del Burkina Faso attraverso gli strumenti tradizionali, il canto e la danza dall’Africa occidentale. Seydou Kienou presenterà i ritmi del suo Paese, appresi dalla più tenera età grazie al padre Baba Kienou, capo griot del Burkina Faso.

Africa Djembe Kaloba (venerdì 2 agosto, Bagno Peter Pan – ore 22). L’unione fa la forza. Lo spettacolo Africa Djembe Kaloba è una vera e propria chiamata dei tamburi africani, nonché l’occasione per aprire orecchie, cuore e mente a tradizioni e suoni altrui, guidati dai tamburi Djembe e Doun Doun, dalla Cora, dal Balafon e da musicisti che arrivano dal Senegal e dal Mali, dal Burkina Faso e dalla Costa d’Avorio. Conoscere altre persone e le culture di altri Paesi è un arricchimento personale. Il dialogo è sempre un modo positivo per capire l’altro e raggiungere prima e meglio il nostro obiettivo comune, che è quello di essere in pace e in armonia con noi stessi e con gli altri.

 Baba Sissoko “Mediterranean Blues” (sabato 3 agosto, Bagno Peter Pan – ore 19.30). Nato a Bamako (Mali), Baba Sissoko è un maestro indiscusso del Tamani (il talking drum) che ha imparato a suonare durante la sua infanzia, grazie agli insegnamenti di suo nonno Djeli Baba Sissoko, e dal quale estrae con una naturalezza sbalorditiva tutte le note con un solo gesto. È uno dei principali esponenti della musica etnica e jazz internazionali, impegnato da sempre nel diffondere la cultura e le tradizioni musicali del suo Paese d’origine. Eccelso polistrumentista suona anche lo ngoni, il kamalengoni, la chitarra, il balaphon, la calebasse, l’Hang e, come se non bastasse, canta. Originario di una grande dinastia di griots del Mali, Baba Sissoko ha collaborato, tra gli altri, con artisti del calibro di Corey Harris, che si esibisce nella stessa giornata a Punta Marina. Presenta a Spiagge Soul il suo ultimo lavoro “Mediterranean Blues”.

Corey Harris (sabato 3 agosto, Marlin Beach di Punta Marina – ore 22). Nato a Denver, in Colorado, nel 1969, Corey Harris può essere considerato senza ombra di dubbio tra i migliori rappresentanti del blues legato alla tradizione ma con uno sguardo sempre attento alle influenze e alle contaminazioni. Studioso della cultura e dei ritmi africani, durante gli studi universitari presso il Bates College nel Maine si appassiona alla linguistica africana e intraprende un viaggio in Camerun, fondamentale per il suo percorso artistico, venendo affascinato dal mondo della poliritmia. Nel corso degli anni, Harris si avvicina anche ai ritmi giamaicani con l’album “Zion Crossroads” (Telarc Record, 2007). Nel 2003 Martin Scorsese lo sceglie come protagonista interprete del film documentario “Dal Mali al Mississippi” (uno dei sette episodi della serie “The Blues”). E, giusto per lasciare intendere a chi è affidata la sorte del blues moderno, Corey Harris si eleva dal cerchio dei suoi colleghi con il sorprendente “Mississippi To Mali”, colonna sonora dello stesso film. Nella sua discografia costruita in continua perfezione, album dopo album, Harris insiste nello sfornare autentiche dichiarazioni di blues, senza mai cedere a inutili banalità. Corey vanta collaborazioni con artisti del calibro di B.B. King, Taj Mahal, Buddy Guy, R.L. Burnside, Ali Farka Touré, Dave Matthews Band, Tracy Chapman, Olu Dara, Souleyman Kane e Ali Magassa. Con un piede nella tradizione e l’altro nella sperimentazione, Harris rappresenta un unicum nel panorama musicale contemporaneo. Il Festival termina il 4 agosto con Izzy & The Catastrophics, prima di una ripresa sabato 10 agosto con Noreda Graves, solista dell’Harlem Gospel Choir, a Marina di Ravenna.

 

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