“Giotto coraggio”, la memoria (e molto altro) nel nuovo romanzo di Paolo Casadio

L’autore ravennate conferma la sua cifra stilistica, con una lingua ricca e impastata di dialetti e regionalismi

Paolo Casadio

A nove anni dal primo, sorprendente, romanzo La quarta estate (edizioni Piemme), Paolo Casadio ne pubblica il seguito: Giotto coraggio (Manni editori).

Giotto CoraggioLo scrittore di Godo, classe 1955, conferma così la sua distintiva cifra stilistica, l’accuratezza nella ricostruzione storica, l’interesse per alcuni temi che percorrono tutta la sua produzione artistica. Dopo l’esordio in solitaria del 2015, infatti, Casadio ha dato alle stampe anche Il bambino del treno (Piemme, 2018) e Fiordicotone (Manni, 2022) e tutti i suoi libri sono ambientati nell’epoca del fascismo, della seconda guerra mondiale, gli orrori della Shoah, la memoria di un’epoca che ha segnato indelebilmente la storia del paese e che Casadio affronta “dal basso”, da una prospettiva quotidiana, da un legame con i territori. E con un sguardo che include sempre l’infanzia, bambini che hanno sofferto senza capire le ragioni delle propria sofferenza, che hanno cercato di dare un senso a ciò che accade attorno a loro.

E un bambino è infatti Giotto, protagonista insieme ad Andrea, giovane medico donna, di questo ultimo romanzo. I due si sono scelti come “madre e figlio” a Marina di Ravenna durante il precedente romanzo e ora sono sul Lago di Garda nell’autunno del ‘43, nel cuore della Repubblica di Salò, nella terra natale di Andrea. Luogo e momento che da soli bastano per pensare alla cosiddetta storia con la s maiuscola, ma Casadio riesce ancora una volta a non scadere mai nel didascalico e a utilizzare dettagli, notizie, fatti per un quadro che è fatto innanzitutto di relazioni umane, personaggi che fanno scelte, momenti di puro divertimento e di un’umanità autentica e perbene. Andrea è un esempio di coraggio, testardaggine, forza che sceglie di stare dalla parte giusta senza proclami, con poche parole e molti gesti e fatti. Una donna emancipata, che non si lascia condizionare dalle voci di paese e nemmeno (troppo) dalla famiglia, ma che riesce a trovare un suo spazio senza fuggire, senza gridare, senza rinunciare agli affetti più cari. Giotto è un orfano romagnolo fino nel midollo, un bambino di dieci anni che vuole Andrea come madre e che la segue e si farà amare da tutti con quella parlata così strana in quelle terre del Nord dove diventerà spicasalti. E qui veniamo a quello che resta il tratto più distintivo di Casadio: la scrittura. La sua prosa si conferma morbida, rotonda quasi nell’andamento delle descrizioni e delle ambientazioni, ricca e venata di un’ironia sottile, arma imbattibile per ridicolizzare il potere da un lato e per evitare eccessi di sentimentalismo nelle scene inevitabilmente commoventi. L’impasto di italiano dialettale che attraversa il libro lo rende quanto mai vivo, divertente da leggere, vario. Vari del resto sono i personaggi di un romanzo che attorno ai due protagonisti mette in scena tantissimi altri soggetti di varia provenienza, estrazione, fede religiosa e politica.

Brevi capitoli danno ritmo alle quattrocento pagine del libro che si conclude chiudendo molti cerchi (ma che, va sottolineato, può essere apprezzato anche da chi non avesse ancora letto La quarta estate). Preziosa anche la postfazione in cui l’autore ci svela almeno alcune delle fonti su cui ha lavorato per questa ricostruzione vivida e appassionante di quell’epoca la cui memoria sembra diventare ogni giorno più importante.

Gli appuntamenti con l’autore. Da pochi giorni in libreria, Giotto coraggio sarà al centro di una serie di presentazioni dell’autore nei prossimi giorni anche in provincia di Ravenna. Sabato 10 febbraio alle 17.30 l’appuntamento è alla libreria Liberamente di Ravenna; giovedì 15 febbraio, invece, alle 17, Paolo Casadio sarà ospite della biblioteca Contarini a Massa Lombarda, mentre il 17, alle 17.30, si parlerà del romanzo alla Bottega Bertaccini di Faenza. Domenica 18 febbraio si torna, alle 17.30, alla libreria Ubik del Centro Esp di Ravenna; stessa ora venerdì 23, al centro sociale Baronio, sempre a Ravenna. Sabato 24, alle 15.30, Casadio sarà invece al Centro sociale Porta Nova a Russi.

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