«L’impianto di gnl è sicuro». Ma i residenti hanno paura: «La scuola è a 600 metri»

Le rassicurazioni dei tecnici durante un’animata assemblea pubblica a Marina di Ravenna. L’azienda disponibile a convertire il traghetto come compensazione ambientale

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L’assemblea pubblica di mercoledì 29 novembre a Marina sull’impianto gnl

L’impianto di gnl sul Candiano è sicuro. Questo è quanto ha certificato il Comitato tecnico regionale che dato il nulla osta di fattibilità alla costruzione del deposito di carburante progettato dalla Pir sulla sponda del canale che si trova a poche centinaia di metri da Marina di Ravenna e Porto Corsini. Le rassicurazioni dei tecnici però non sembrano convincere ancora parte degli abitanti che continuano ad avere forti perplessità, espresse durante un’animata assemblea mercoledì 29 novembre, la seconda dopo quella di luglio, che si è tenuta a Marina di Ravenna.

Stavolta a parlare non erano politici e azienda ma i tecnici. Primo tra tutti Silvano Barberi, ingegnere e direttore generale dei Vigili del fuoco, che ha esaminato il progetto proprio all’interno del Ctr. In sintesi: il gnl (acronimo di gas naturale liquefatto) viene raffreddato e depositato allo stato liquido nel deposito, a differenza di quanto avverrebbe con il gpl, che invece viene stoccato in pressione. Ciò rende il gnl molto meno pericoloso perché, spiega Barberi, «la pressione all’interno è la stessa che c’è nell’atmosfera». Inoltre «non si tratta di un impianto sperimentale ma di un progetto già presente in altre parti del mondo». In caso di esplosione, ritenuto altamente improbabile, gli effetti non arriverebbero oltre i 140 metri dall’impianto. Le scuole sono a circa mezzo chilometro.

Alberto Rebucci, dirigente Arpae, ha poi illustrato le osservazioni fatte sull’impatto ambientale e fornito alcuni numeri che riguardano le emissioni. I cinque motori di raffreddamento necessari appunto per tenere il gas allo stato liquido sono alimentati a gnl e impattano nell’atmosfera con 19 tonnellate annue di azoto. Ma il dato più importante riguarda il traffico: camion e navi dovrebbero portare un aumento di 11,75 tonnellate annue di polveri sottili e 38,11 tonnellate di azoto. Difficile capire così, se non esperti, se siano tante oppure no ma Arpae ha chiesto azioni ambientali compensative. Una dà l’idea della misura delle emissioni di cui stiamo parlando. «L’azienda, su nostra richiesta, si è detta disponibile a convertire il traghetto tra Marina e Porto Corsini che attualmente va a gasolio in un impianto a gnl. Ciò permetterebbe di ridurre le tonnellate di pm10 annue emesse dal traghetto da 26,3 a 1,3 tonnellate annue». L’azienda è disponibile anche a migliorare la performance ambientale dei suoi impianti di stoccaggio.

Le rassicurazioni sono abbastanza dal punto di vista legislativo, tanto che il Comune a breve procederà con la concessione del permesso di costruire in deroga. Palazzo Merlato deve valutare infatti l’aspetto urbanistico e una commissione si è occupata qualche giorno prima dell’assemblea del tema. Le forze di maggioranza – a parte Mdp che si è riservato di esprimere parere in Consiglio – si sono già espresse favorevolmente.

Tutti aspetti che non placano molti residenti. Una ventina a fine serata gli interventi: c’è chi «non si fida delle autorità», altri che «si sono informati» e considerano «superficiali» le risposte date alle osservazioni. Alcuni continuano ad essere perplessi sul traffico e sui 17mila camion annui che circoleranno sulla Baiona con gli autisti che «guidano in modo un po’ allegro». I più ostici sono i genitori: difficile convincere una mamma che i 600 metri tra la scuola di suo figlio e il nuovo deposito di gas siano più che sufficienti per tenerlo al sicuro.

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