Università: stipendi bassi ai neolaureati, gli infermieri trovano lavoro per primi

I dati del rapporto annuale Almalaurea riferiti al 2018 dei corsi del campus di Ravenna. La retribuzione media a un anno dall’alloro in Italia è 1.095 euro (994 per l’ateneo bolognese)

UNIVERSITASe lo scopo di chi si iscrive a un corso di laurea triennale è quello di trovare lavoro immediatamente dopo il titolo, la scelta migliore a Ravenna è Infermieristica. Il corso – finora l’unico della Scuola di Medicina e Chirurgia in provincia di Ravenna – permette, a un anno dalla laurea, di avere un lavoro al 72,6 per cento degli studenti con 1.384 euro di stipendio. Gli infermieri, che studiano a Faenza, si laureano a poco più di 24 anni con una media di 104. I dati emergono dall’annuale rapporto Almalaurea 2019 che esplora nel dettaglio la condizione occupazionale di tutti i laureati una volta ottenuto l’agognato alloro.

I freddi numeri, che non tengono conto della soddisfazione personale, dicono che a un anno dalla laurea i giovani guadagnano poco. La tendenza, va specificato, non vale solo per i corsi ravennati: in tutta Italia a un anno dalla laurea triennale lo stipendio medio è 1.095 euro, che si abbassa a 994 euro nell’ateneo bolognese. A Ravenna, dopo i “ricchi” infermieri, vengono gli studenti usciti dal corso triennale in giurista d’impresa: laurea anche questa professionalizzante che permette di trovare lavoro al 52,2 per cento degli studenti (in larga parte coloro che non si iscrivono alla specialistica) con uno stipendio medio di 1.286 euro. Poco sopra i mille euro troviamo gli scienziati ambientali (1.059) e gli ingegneri edili (1.058). Poco al di sotto ci sono i laureati in Giurisprudenza (laurea a ciclo unico) che mettono in tasca 967 euro al mese, i logopedisti (972 euro al mese) che sono però quelli che trovano più facilmente lavoro (è occupato l’82,4 per cento). Stipendi bassi nel settore dei Beni Culturali (865 euro) e tra chi si è laureato in Chimica e Tecnologia per l’Ambiente (600 euro). Serve una postilla: negli ultimi due casi i laureati scelgono nella maggior parte dei casi di iscriversi a un corso magistrale (percentuale che arriva fino al 74 per cento tra i laureati in Beni Culturali) e scelgono perciò impieghi part-time che abbassano inevitabilmente lo stipendio medio. Le cose migliorano sul lungo periodo.

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Il rapporto Almalaurea presenta i dati a cinque anni dal titolo soltanto per le lauree magistrali o a ciclo unico e in questo caso è interessante notare che i laureati di Giurisprudenza dopo un lustro guadagnano 1.424 euro, con un miglioramento netto di circa 500 euro. I laureati in Beni archeologici e del Paesaggio, magistrale a cui si iscrivono molti laureati in Beni Culturali, guadagnano 1.200 euro, lo stesso stipendio degli specializzati in Gestione dell’Ambiente. Un po’ più alta la busta paga di chi è laureato in Biologia Marina (1.292 euro). La condizione lavorativa migliora con il passare del tempo e dà qualche soddisfazione in più a chi ha sudato sui libri, spesso con ottimi risultati: il voto medio di laurea va da 94 di Ingegneria Edile al 111,3 (evidentemente il 2017 è stato un anno condito da molte lodi) di Beni Archeologici.

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