Piccoli elettrodomestici da riciclare “rinascono” per chi ne ha più bisogno

Il progetto coinvolge Hera e la scuola professionale Pescarini tra rigenerazione e solidarietà

Foto Di Gruppo Pescarini

Foto di gruppo al termine della conferenza stampa di oggi. Al centro l’assessore all’Ambiente Gianandrea Baroncini (con la sciarpa), affiancato da Luciano Casmiro (a destra) e Andrea Bazzi (a sinistra)

“Piccoli robot rinascono” è il nome del progetto nato con l’obiettivo di utilizzare piccoli elettrodomestici ancora funzionanti per dar loro una nuova vita. Un progetto che ha un duplice beneficio, dal momento che alla sostenibilità si combina la solidarietà: i pezzi verranno infatti distribuiti a chi ne ha bisogno mediante l’intermediazione delle organizzazioni di volontariato Auser e Associazione Letizia.

L’iniziativa coinvolge diversi attori locali del settore economico e dell’istruzione ed è frutto di quella fucina di idee che è HeraLab, il laboratorio attivo a Ravenna dal 2013 che vede protagonisti vari stakeholder del territorio per dar vita a un circolo virtuoso del riuso. Membri attivi del progetto sono 58 studenti della Scuola di Arti e Mestieri Angelo Pescarini di Ravenna.

Proprio la sede ravennate dell’Istituto professionale (ce n’è una anche a Faenza) è il luogo in cui si è tenuta la presentazione alla stampa che ha visto coinvolti, assieme all’assessore Gianandrea Baroncini del Comune di Ravenna, il dirigente dei sevizi ambientali Hera per l’area ravennate Andrea Bazzi e il direttore della scuola di via Manlio Monti, Luciano Casmiro. Nell’occasione si è riflettuto sul concetto di economia circolare e di come la cultura ambientale sia ormai diventata, più che una scelta, un dovere morale di ogni cittadino del mondo. «È importante – afferma Bazzi – rendersi conto che lo sviluppo di cui oggi godiamo può essere continuato solo se ci poniamo il quesito di come mantenerlo nel tempo. E la risposta a questo quesito è la sostenibilità».

Il bacino di approvvigionamento su cui si regge il meccanismo del progetto è rappresentato dall’Area del Riuso di Hera, inaugurata a metà giugno, che si trova all’interno della stazione ecologica di Ravenna Nord, in via Albe Steiner. Qui si raccolgono tutti i RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) che i cittadini ravennati, previa compilazione di apposita documentazione, hanno deciso di donare alla causa del riciclo. L’Area ha finora raccolto 2 tonnellate di materiale, una quantità più che soddisfacente se si considera che un cellulare del peso di un etto e mezzo consuma fino a 50 kilogrammi di risorse.

Laboratorio Pescarini

Alcuni studenti della scuola al lavoro

Il rifiuto, divenuto quindi “dono”, viene poi selezionato e appositamente bollato per essere indirizzato alla scuola, dove gli studenti provvederanno a risanarlo. Quelle apparecchiature che, per motivi disparati, non sono ritenute idonee a essere recuperate dalla scuola, sono in ogni caso trasferite alla sede del Coordinamento del Volontariato di Cervia e riadoperate a fini sociali.

“Piccoli robot rinascono” fa bene all’ambiente, fa bene alla società, ma fa bene anche ai ragazzi che vi prendono parte. «Questo progetto – puntializza il direttore della Scuola Pescarini, Luciano Casmiro – permette ai nostri allievi di sperimentare in concreto l’applicazione delle loro competenze tecniche nella riparazione degli elettrodomestici».
Non più solo “noiosa” teoria, quindi.

Si segnala, a titolo informativo, un ciclo di seminari gratuiti che la scuola organizza da ottobre a dicembre e dedicati a chi cerca lavoro. Gli incontri si terranno in collaborazione con il Centro per l’Impiego di Ravenna e riguarderanno diversi settori, dalla logistica all’agroalimentare. Per informazioni c.impiego.ravenna@mail.provincia.ra.it.

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