Pialassa Piomboni, fine dei lavori prorogata al 2023, nove anni dopo le previsioni

Ci sono ancora problemi sui materiali da utilizzare per l’argine di 11 ettari. Il cantiere partì nel 2012 e si prevedeva di completarlo nel 2014

Pialassa PiombonePotrebbero concludersi nel 2023, vale a dire nove anni dopo quanto previsto inizialmente, i lavori nella pialassa Piomboni di Marina di Ravenna. La Regione Emilia-Romagna lo scorso 4 novembre ha concesso ad Autorità portuale una proroga di quattro anni alla validità della Valutazione di Impatto Ambientale concessa nel 2009.
Secondo quanto scritto da Ap nella richiesta, l’88 percento dei lavori è terminato. La medesima percentuale è indicata nell’atto del dicembre 2018, quando l’ente di via Antico Squero chiese un’altra proroga, quella volta di un anno. Va precisato che la percentuale è indicativa dell’indice economico del progetto: in altre parole i lavori sin qui realizzati hanno coperto l’88 percento dei 32 milioni di euro stanziati per l’intervento.

L’Autorità Portuale spiega che ciò che impedirebbe di completare i lavori sono problematiche per «l’utilizzo di parte dei sedimenti originariamente individuati che hanno ritardato la realizzazione delle opere previste, con la conseguente necessità di prevedere operazioni di cernita preliminari al loro utilizzo».
Prima il cambio di criteri ministeriali sul materiale usato in origine, che ne ha reso impossibile l’utilizzo, poi alcuni rilievi di Arpae: negli anni sono stati questi intoppi a fermare il progetto di separazione tra porto e Pialassa, un risanamento – così battezzato nel progetto ma contestato da molti – che si sarebbe dovuto concludere nel 2014, circa due anni e mezzo dopo il loro avvio. La proroga alla Via chiesta, e concessa dalla giunta regionale, è la più lunga mai arrivata.
La Valutazione di Impatto Ambientale che porta la data del 2009 sarebbe dovuta essere valida per cinque anni. Una prima proroga di tre anni è arrivata nel 2014 (quando emerse la questione del cambio dei criteri ministeriali di classificazione dei fanghi), a cui ne è seguita una nel 2017 di 18 mesi. Poi la terza del 2018. Infine quest’ultima, di ben quattro anni.

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Il primo lotto del progetto – l’escavo a 9,4 metri del tratto di canale che corre tangente alla valle – è stato realizzato. A mancare è il completamento degli interventi ambientali, che il presidente di Autorità Portuale, Daniele Rossi, nel marzo scorso, durante una seduta del consiglio comunale, prevedeva fossero terminati entro l’inizio del prossimo anno.

Una proroga così lunga fa pensare che la proiezione è ottimistica. Anche perché – ha avvertito la Regione – il nuovo piano di utilizzo di materiale presentato da Ap dovrà prima passare il vaglio di Arpae. Autorità Portuale avrebbe già individuato alcuni sedimenti per riempire l’argine, provenienti però da un’area esterna al sito di diversa provenienza rispetto a quelli esaminati negli anni precedenti. Per questo il piano di utilizzo di tali materiali dovrà essere approvato dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente prima dell’avvio dei lavori.
In particolare c’è la necessità di completare il grande argine di separazione (11 ettari che saranno messi a servizio del porto). A fine lavori la pialassa Piomboni dovrebbe misurare 145 ettari, un terzo rispetto alla superficie sulla quale si estendeva nel 1954.

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