I gestori dei locali: «Si può ballare ovunque tranne che in discoteca»

Protesta del sindacato Silb-Confcommercio che tutela le attività: nel mirino ci sono cene danzanti oltre le regole e feste clandestine

Ballo DiscotecaLa scrematura si fa ai cancelli di entrata con il green pass e poi dentro deve esserci libertà. È un po’ questa la sintesi della posizione di Davide Fontana, presidente provinciale a Ravenna per il sindacato dei locali da ballo (Silb) di Confcommercio, su come gestire la riapertura delle discoteche.
«Ci diano regole chiare e date, prima possibile, non chiediamo altro – afferma il proprietario dell’immobile che ospita le Indie a Pinarella –. Le voci dicono che il nuovo protocollo sarà valido dall’1 luglio. Di ufficiale non c’è ancora nulla e intanto il tempo passa».
Non solo, le regole meno restrittive in vigore ora rendono lecite situazioni che secondo Fontana assomigliano molto a quelle di un locale notturno: «Se andiamo nei centri dei paesi la sera in certi punti ci sono assembramenti e persone vicine ma nessuno ha controllato se avevano un green pass per arrivare lì».

Della dozzina di locali associati al Silb nel Ravennate nessuno aprirà nel primo weekend in zona bianca: «Alcuni dovrebbero addirittura fare un passaggio burocratico per inquadrare l’attività aziendale prevalente come bar. Si può fare ma ha dei costi e dei tempi. Per molti non ne vale la pena: possono farlo i pochi locali nei centri sfruttando il movimento del passeggio, ma chi pensiamo che vada in un locale fuori dal paese?».
Fontana è incredulo: «Non ha senso dire che possiamo riaprire ma senza ballare. Il risultato è che in questo momento si balla praticamente ovunque tranne che in discoteca». Il riferimento del paradosso è alle cosiddette “cene danzanti”, forme di intrattenimento che sfruttano le disposizioni: a tavola, se adeguatamente distanziati, si può stare senza mascherina e non si può vietare alle persone di ondeggiare a ritmo della musica di un piano bar o di un cantante dal vivo. «Nulla in contrario a queste forme – assicura Fontana – e non sarò certo io a guardare se uno alza un braccio o due o se si alza sulla sedia. Però deve restare tutto entro certi limiti. E invece nelle chat del Silb riceviamo video da ogni parte d’Italia dove vediamo balli e danze ovunque tranne che in discoteca».

Ma oltre alle cene (troppo) danzanti c’è un altro fenomeno ancora più pericoloso, secondo Fontana: feste clandestine. «Sono sempre esistite ma restavano entro limiti accettabili: una casa in campagna o in collina con un gruppo di amici. Ma ora si sente di serate anche con sessanta persone che magari pagano una quota per entrare. A parte la concorrenza sleale e l’abusivismo commerciale, ma lì chi fa i controlli? Chi controlla i green pass? Chi controlla le mascherine?».
Il presidente Silb è consapevole che non è facile: «Tranne qualche traccia sui social, gli inviti viaggiano con il passaparola. Si fanno in luoghi isolati dove non ci sono vicini da disturbare e quindi è difficile scoprire una festa in una casa».

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