L’estate dell’alluvione ha fatto perdere ai bagnini fino al 20% degli incassi

Le stime dei presidenti delle cooperative di Ravenna e Cervia, alle prese anche con le incertezze della Bolkestein: «E gli investimenti sono fermi»

Mare Lido Riviera

Così come ha stentato a iniziare, ora è restia ad andarsene, l’estate 2023, segnata profondamente dall’alluvione. Ancora i tempi non sono maturi per avere dati definitivi su presenze, ma i bagnini non hanno dubbi: la stagione si chiuderà sotto il segno negativo per i profitti, resta solo da capire se sarà un meno 10 o un meno 20 percento.

«Questa è stata un’annata molto particolare – afferma Maurizio Rustignoli, presidente della Cooperativa Spiagge Ravenna –, iniziata col dramma dell’alluvione e quindi con i mesi di maggio e giugno “invalidati”. Dal 10 luglio ci siamo stabilizzati, agosto è andato bene e a settembre c’è stato un buon inizio. Ma già prevediamo un calo del fatturato nell’ordine del 15-20 percento. Tra i grandi nodi da risolvere vi è certamente quello del personale che è necessario per chi, come noi, deve poter dare dei servizi. Le difficoltà, al riguardo, non sono state molto diverse da quelle degli anni scorsi, ma è chiara la necessità di intercettare nuova manovalanza. Una parte dei flussi migratori potrebbe forse essere una potenziale risorsa. A chi accusa il settore di pagare poco, mi sento di dire che difficilmente un imprenditore lascia andare via un bravo collaboratore».

Sulla stessa lunghezza d’onda è poi Fabio Ceccaroni della Cooperativa Bagnini Cervia. «Questa lunga coda dell’estate è stata certamente ben gradita dagli operatori – ricorda – ma non cancella le difficoltà legate a una primavera troppo inoltrata a causa del maltempo. Anche in agosto, quando ormai abbiamo iniziato a respirare, non c’è stato il solito sovraffollamento. E anche ora che ci siamo appena lasciati alle spalle l’ottimo “Ironman” per il turismo, credo che quando andremo a fare i conti il saldo sarà negativo del 10-15 percento». Una stagione difficile anche per la ricerca del personale, un problema che in realtà non riguarda solo il settore balneare ma è ormai trasversale. «Premesso che c’è l’imprenditore diligente e quello che lo è meno – prosegue Ceccaroni –, non si può pensare di saltare la fase di apprendistato per un giovane e offrire paghe stellari. Diverso è invece il discorso per chi ha esperienza ed è giusto che migliori il suo percorso. Personalmente credo sia una questione culturale e non meramente economica: fino a qualche anno fa la professione del marinaio di salvataggio, per esempio, era ambita perché ben pagata, con permessi e tutto ciò che serve, oggi non è più così. I giovani fanno la fila per diventare social media manager. Il ricorso a migranti?
Può essere un’opzione se ben gestita e organizzata, ma bisogna mettere in conto almeno quattro anni di permanenza in Italia e tutta una serie di problematiche legate alle differenze culturali e religiose».

C’è poi l’ormai annosa questione della Bolkestein che affligge la categoria. Rustignoli dice che ci sono grandi aspettative sul lavoro del tavolo tecnico che, entro settembre, dovrà fare una relazione al governo. Il tavolo ha mappato e raccolto dati sulle coste italiane, come mai era stato fatto prima, e sembra che ci siano le condizioni per valutare una diversa applicazione della direttiva come previsto dall’articolo 12, visto che non ci sarebbe “scarsità di risorsa”. «Sarà il Governo a farci sapere come procedere. C’è preoccupazione soprattutto nell’ottica di futuri investimenti», dice.

Per Ceccaroni l’umore è quello di sfinimento, visto che ancora non si sa di “quale morte morire”. « Non possiamo che aspettare cosa deciderà il parlamento – conclude -. Il prossimo 31 dicembre scadranno le concessioni balneari che non potranno più essere rinnovate automaticamente, secondo anche il consiglio di Stato. Insomma, siamo in alto mare».

Per quanto riguarda i lidi ravennati, una delle novità dell’estate è stato il “debutto” del Parco Marittimo che sarà completato nei prossimi mesi, visto che i lavori riprenderanno in ottobre. Ci sono ancora molte sistemazioni da fare: piantumazioni, finiture dei passaggi pinetali, collegamenti, creazione di percorsi pedonali all’interno della pineta tra Marina di Ravenna e Punta Marina, razionalizzazione delle postazioni rifiuti e degli stalli per moto. «Se visto dal punto di vista dei turisti e dei fruitori – spiega Rustignoli -, il riscontro è stato positivo. Anche se ancora incompleta, non si può che apprezzare una passerella che per 5 km consente di passeggiare tra mare e pineta. Dall’altro lato, però, ci sono problemi che devono trovare una soluzione. Per esempio quello della raccolta delle acque che, in alcuni tratti, è difficoltosa. Il grosso nodo è poi quello dei parcheggi».

Secondo il presidente della Cooperativa Spiagge Ravenna, va anzitutto risistemato il parcheggio scambiatore che deve diventare una sorta di hub, un posto in cui arrivare e poi decidere se prendere il navetto o spostarsi a piedi o in bici, il tutto in una situazione di comfort con la realizzazione di pensiline per ripararsi dal sole e dalla pioggia e di cartelli stradali con l’indicazione del mare. Va rivista anche la viabilità del navetto che ha bisogno di una corsia preferenziale per non restare bloccato nel traffico. Serve poi un nuovo parcheggio a Punta Marina. «Il Comune deve dirci qual è l’area individuata. Servono soluzioni definitive per poter dare informazioni certe alla gente che arriverà». Dalla prossima settimana, inizieranno le riunioni di zona a Marina di Ravenna e a Punta Marina per continuare il confronto e poi decidere.

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