Fino a 15mila euro di incentivi per far nascere una nuova start-up cooperativa

Torna Coopstartup Romagna, con un’attenzione particolare per il settore sportivo e le comunità energetiche

Emiliano Galanti

Emiliano Galanti

Si sono aperte il 15 gennaio e proseguiranno fino al primo di aprile (sul sito www.coopstartup.it/romagna) le iscrizioni alla settima edizione del bando Coopstartup Romagna per la nascita di nuove imprese in forma cooperativa, promosso da Legacoop Romagna, Coop Alleanza 3.0, Coopfond e Federcoop Romagna (info 0544 509512, anche Whatsapp).

Nelle prime sei edizioni sono stati investiti più di 200 mila euro nei territori di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini per promuovere la creazione di nuove cooperative. In totale sono stati presentati oltre 150 progetti che hanno coinvolto 600 persone e hanno portato alla costituzione di una ventina di nuove imprese.

Tutti i partecipanti a Coopstartup Romagna ricevono gratis una formazione a distanza sulla forma di impresa cooperativa. I 15 gruppi finalisti entrano a far parte di un percorso di tutoraggio in modalità one-to-one in cui vengono affiancati dagli esperti di Legacoop e Federcoop Romagna per la messa a punto dei progetti di impresa e la stesura dei business plan.

Ne parliamo con il responsabile del settore “Promozione Cooperativa” di Legacoop Romagna, Emiliano Galanti.

Soddisfatti del progetto? Qual è il vostro obiettivo?
«Continuiamo a essere l’unica realtà in Italia che lo fa ogni anno con continuità, perché il progetto ci dà soddisfazioni. Il tasso di sopravvivenza delle nostre start-up è più alto di quello della start-up media in Italia. E questo probabilmente perché facciamo un percorso sia di formazione che di selezione e di accompagnamento molto accurato con l’obiettivo di dare un premio a chi pensiamo possa avere buone probabilità non solo di aprire la propria impresa, ma di farla vivere e diventare un lavoro, cercando di evitare invece perdite di tempo senza molte prospettive».

Chi può partecipare?
«Possono partecipare a Coopstartup Romagna tutti i residenti in Italia e nell’Unione Europea organizzati in gruppi di almeno 3 persone (o di 9 soggetti, se tra i soci c’è anche una persona giuridica), oltre alle cooperative già costituite a partire dall’1 gennaio 2023 con sede legale e operativa nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Non è previsto nessun limite di età, anche se in fase di selezione saranno valutati in modo particolare i progetti presentati da gruppi formati in maggioranza da under 40».

Quali sono le novità di questa edizione?
«La prima novità è rappresentata dal premio, che passa da 12mila euro a fondo perduto a uno stanziamento invece di 10mila a fondo perduto e di altri 5mila in servizi forniti da Federcoop. Da qui il nostro slogan: “15mila buoni motivi per far nascere una cooperativa”…».

Coopstartup RomagnaCi sono settori particolari che sono invitati a partecipare?
«Le idee possono riguardare tutti gli ambiti settoriali e merceologici, in particolare quelli considerati dall’agenda 2030 dell’Onu. Sono però previsti – e questa è l’altra novità di quest’anno – punti aggiuntivi per i progetti di Cooperative Sportive e di Comunità Energetiche Rinnovabili in forma cooperativa».

Come mai questa attenzione per il mondo dello sport?
«La recente riforma dello sport ha portato a numerose novità per questo settore, anche per il mondo dilettantistico, che si va sempre più professionalizzando: aumentano i vincoli, le regole, la necessità di formalizzare rapporti di lavoro quando una volta erano sufficienti solo rimborsi spese. In questo senso, la forma cooperativa può essere una buona soluzione per dare delle risposte, principalmente a tre casistiche. Penso a una coop di lavoro per professionisti, per esempio, dagli allenatori ai fisioterapisti, dai semplici laureati in Scienze motorie fino ai personal trainer, che magari svolgono lavori a partita Iva e che potrebbero associarsi per un progetto collettivo in grado di dare più tutele, dagli aspetti burocratici e amministrativi, fino alle sostituzioni per ferie o malattie. La cooperativa può essere poi un ottimo strumento per la gestione degli impianti sportivi, tema sempre più rilevante per le amministrazioni comunali e che dovrà essere sempre più integrata tra sport, politiche sociali, progetti di comunità; ecco che la cooperativa potrebbe essere un ottimo interlocutore con il Comune per gli impianti, potendo mettere insieme professionisti, associazioni, imprese. Terzo ambito sportivo su cui stiamo lavorando è la cooperativa che potrebbe aggregare società di discipline diverse di uno specifico territorio, per affrontare in forma congiunta adempimenti burocratici e costi, a partire da quelli di trasporto, con la possibilità per esempio di poter utilizzare un unico pullmino da più società. Su questo tema abbiamo organizzato un interessante convegno a Cesena alcune settimane fa e sta nascendo un gruppo nazionale dedicato all’interno di Legacoop».

Il tema delle comunità energetiche invece è per voi già noto.
«Ci lavoriamo da due anni e possiamo mettere a disposizione competenze e collaborazioni raccolte in questo periodo per raccogliere progetti da cittadini, imprese, pubbliche amministrazioni. Finalmente è stato approvato il decreto che regolamenta gli incentivi e noi abbiamo già candidato 7 progetti al bando regionale. Due sono a buon punto, con la redazione degli studi di fattibilità. Quella cooperativa, in questo caso, è la forma giuridica che meglio si adatta alle caratteristiche che la normativa dà alle comunità energetiche».

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